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In commissione autorizzazioni per la Diciotti c'è De Falco? Oh, Shit!

Buongiorno,

offro una ipotesi di interpretazione del clamoroso voltafaccia cui abbiamo assistito in questi giorni, che ha portato il ministro dell'Interno, davanti alla richiesta di autorizzazione a procedere per la gestione delle procedure di sbarco dei profughi dalla nave Diciotti, a rivoluzionare la propria posizione dal primo quasi ducesco "Io non mollo" ... "non cambio di un centimetro la mia posizione. Barche, barchette e barchini in Italia non sbarcano. Se sono stato sequestratore una volta ritenetemi sequestratore per i mesi a venire!" che sa tanto di "Se avanzo seguitemi, se indietreggio sparatemi" all'attuale più sommesso, autoreferenziale e piuttosto pavido "ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata."

Il vigilante del mio sconcerto

Buongiorno,

venerdì sera mi è successa una cosa che mi ha colpito, quindi come ho già fatto altre volte in situazioni simili, la riporto, un po' per condividerla, un po' per fissarla bene nella memoria.

Nel mio paese  c'è un ambulante di colore noto a tutti da molto tempo, che periodicamente passa a cercare di vendere qualcosa o a chiedere una piccola elemosina. Ultimamente, probabilmente dopo essersi reso conto del fatto che il quartiere è più popolato la sera che durante il giorno, ha posticipato l'orario dei suoi passaggi a tarda ora. Il fatto che scampanelli a tarda ora è inusuale, ma mi pare di capire che si limita a farlo dove vede all'interno la luce accesa, quindi non m pare crei un reale disturbo nè, men che meno, che rappresenti un qualsiasi pericolo.

Elitismo compulsivo

Buongiorno,

interrompo la mia ormai plurisettimanale afasia (mi sono persino scordato i tradizionali auguri di Buon Natale e Buon Anno nuovo, scusatemi) smosso da due filoni paralleli di notizie e commenti, l'uno riguardante l'indignazione per lo spettacolo offerto dalle istituzioni inoccasione del reimpatrio e dell'incarcerazione di Cesare Battisti, il secondo riguardante invece la tanto dotta quanto sterile autoanalisidelle pseudoelite italiane (e, nella loro intenzione, anche piùgenericamente occidentali) che fingono in questi giorni diinterrogarsi sulle proprie responsabilità rispetto al crescente epreoccupante populismo.