Il ministvo Tvemonti tva l'incudine e il mavtello

Buongiorno,

contrariamente a quanto avevo affermato ieri il secondo post su Calciopoli slitta a domani o forse più in là, perchè attualità più seria si impone sul fronte politco ed economico.

Il bvaccio destvo ministeviale
Cosa pensereste se il responsabile dell'ufficio acquisti di una grossa azienda ricevesse regali da un fornitore per l'ammontare di centomila euro l'anno? Io personalmente sospetterei l'esistenza di un rapporto non corretto, che va ben oltre quello professionale e sconfina nelo scambio cointeressato di favori e tangenti.

E' molto brutto a dirsi, ma la situazione creatasi ormai da molto tempo tra il Ministero delle Finanze e l'ex braccio destro del Ministro Giulio Tremonti, il deputato PdL Marco Milanese (che gli lasciava in uso gratuito una casa da 8.500 € al mese), sembra avere molte delle caratteristiche necessarie a inserire il caso nella casistica sopra descritta.

Questo fatto, persino in un partito ipergarantista e poco attento all'etica ed all'opportunità di determinati comportamenti come il PdL, mette sempre più in discussione la posizione di un Ministro che:

Giulio? A borsettate lo prendo
  • non gode di molte simpatie nel suo partito per il rigore (io direi la rigidità, vista la mia avversione ad uno strumento stupido come i tagli lineari dei quali il Ministro ha abusato) con cui ha gestito il bilancio statale, 
  • il leader del suo Partito e del Governo sembra considerare un avversario interno (1), 
  • i manganelli mediatici della destra hanno iniziato a colpire in basso, insistentemente e con forza,
  • con il suo scarso savoir faire si è inimicato moltissimi suoi colleghi (Stefania Prestigiacomo e Renato Brunetta, per dirne solo un paio che, con buoni motivi, sembrano non sopportarlo),
  • ha prodotto una manovra economica che, pur avendo ricevuto lo scontato plauso da fonti istituzionali interessate, non ha ovviamente convinto i mercati, risultando tardiva ed ulteriormente posticipata agli anni a venire, poco coerente e depressiva nei confronti di una indispensabile ripresa economica. E la Merkel, con il suo caratteristico tatto teutonico, ce lo viene a dire.

Draghi: è una manovrona da urlo!
In questo momento, al di là delle espressioni di circostanza quali quelle di Mario Draghi, Tremonti sembra essere al centro di un fuoco incrociato, in gran parte amico (e quindi ancor più pericoloso), ed anche l'argomento principe che viene usato a sua difesa dai suoi sostenitori (il fatto che all'estero una sua caduta non sarebbe gradita ai mercati) sembra essere molto debole, nel momento in cui quegli stessi mercati ne stanno bocciando clamorosamente l'operato, spingendo i tassi d'interesse sui titoli di Stato a livelli che non si vedevano da lustri e pericolosamente vicini a quellidi una Spagna che avremmo voluto fosse in condizioni economiche ben peggiori delle nostre.

Il mio parere personale è che l'eventuale caduta di Tremonti non sarebbe un male in sè, ma lo può diventare nel momento in cui, a destra, non solo non esiste una alternativa autorevole e credibile per quella carica (o almeno così sembra), ma nemmeno un disegno politico mirato a portare credibilmente l'economia italiana in condizioni di minore pericolo. Insomma, non mi straccerei le vesti in caso di dimissioni.
Chi ci si potrebbe sedere?

E questa condizione appare in questo momento prevalente sul presunto e vantato carisma che il Ministro Tremonti riscuoterebbe all'estero, almeno stando a sentire cosa dicono i tassi di interesse.

Allargando l'orizzonte sono anche convinto che l'attuale debolezza del governo sia tale da non rendere più temibile una eventuale crisi politica: tra l'attuale nulla politico di SB e una possibilità di alternativa penso che i mercati potrebbero addirittura essere rasserenati dalla seconda opzione, contrariamente a quanto normalmente avviene. Ma l'Italia degli ultimi vent'anni non è un Paese normale.

Ciao

Paolo
Interessi sui titoli di Stato?

(1) Sappiamo bene quanto il PdL abbia bisogono di un nemico come motivo d'esistenza: non è un caso che la peggiore crisi del berlusconismo coincide con il momento di minor consistenza politica dell'opposizione. e sappiamo anche bene, per averlo visto con Follini, Casini, Fini,... che fine fanno i nemici interni nel PdL.

5 commenti:

Sandro59 ha detto...

Opinioni sulle scelte operate in Islanda?

http://www.vocidallastrada.com/2011/07/nessuna-notizia-dallislanda.html

francesco.caroselli ha detto...

Speriamo di non finire gambe all'aria come l'islanda anche perchè in un paese come l?italia che ha ben piu di 350.000 abitanti la creazione di una costituente nuova sarebbe infiltrata dalle solite p3 p4 p-sello 2 mafie.
Con il solito menefreghismo e pressapochismo italiano...

MS ha detto...

Io immagino uno scenario in cui il Ministro delle Finanze si dimette[1] ed il Governo cade. Fra quanto (poco?) non saprei.

Note
[1] -> credo che nel Governo in molti lo disprezzino, ma credo anche che Tremonti rivesta il ruolo di collante... e probabilmente solo per questo Berlusconi lo odia ma lo tiene

PaoloVE ha detto...

@ sandro59:

confesso di essere all'oscuro di quanto sta succendendo in Islanda.

Bisognerebbe capire chi ha in mano adesso il suo debito (che si è ingigantito con la nazionalizzazione delle banche in fallimento) e se in caso di default riuscirebbe a trovare ulteriori finanziatori.

Perchè se il tuo debito è nelle mani degli speculatori e tu trovi comunque chi voglia investire da te anche dopo un eventuale default non c'è problema ad accendere la miccia e far saltare il petardo nelle mani di chi ce l'ha. Il problema è se il tuo debito ce l'hanno i tuoi cittadini e non riesci a rifinanziarti...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,
Io personalmente sospetterei l'esistenza di un rapporto non corretto, che va ben oltre quello professionale e sconfina nelo scambio cointeressato di favori e tangenti.

Ecco il nocciolo della faccenda per cui il garantismo non dovrebbe essere applicato ai politici, o meglio:
Un conto è la carica, l'istituzione e il preservarne l'autorità e il prestigio, un conto è la persona che ha il diritto alle necessarie garanzie riconosciute a tutti i cittadini. A mio avviso quando una persona, e che sia B. che sia Tremonti o altro non importa, è sotto indagine dovrebbe essere messo nelle condizioni di farsi da parte perché in quel momento la sua credibilità (e non solo quella) è zero, e io da cittadino posso avere il legittimo sospetto che l'indagato o imputato stia usando la sia carica per sottrarsi alla giustizia e il suo potere per piegare la legge a proprio vantaggio. E se qualcuno reclama che è che è stato eletto dal popolo, no-problem: Per il momento non è prevista l'elezione diretta del presidente della repubblica, idem per il presidente del consiglio e idem per i ministri, per cui si facciano pure da parte perché ci sarà qualcun altro, eletto nello stesso schieramento, che ne farà le veci.

All'iper-garantismo alla crux una bella pernacchia!