Consip, le anomalie e la malasanità

Buongiorno,

mi avete già sentito dubitare dei proclami che sostengono che una massiccia adesione ai sistemi informatici e centralizzati d'acquisto porterebbe a consistenti risparmi per lo Stato, anche se sinora non sono mai voluto entrare nel merito perchè non avrei avuto modo di dimostrare semplicemente quanto a me, da tecnico, era chiaro, oppure perchè non avevo sottomano i riferimenti per documentare scelte diciamo "discutibili" di cui sono stato in qualche modo a conoscenza.

In questi giorni sono stati attivati alcuni lotti della convenzione con la quale si propone agli ospedali di gestire l'appalto della gestione delle apparecchiature elettromedicali, cosa che si presta bene a far riflettere sulla reale possibilità che questo strumento possa essere realmente adeguato: qui trovate una nota sintetica che esprime la sola parte economica della cosa relativamente ad un lotto alla voce "Corrispettive e tariffe".

Bersani e quella famosa storia dei non detti...

Buongiorno,

la scelta di Bersani e della minoranza interna del PD di non partecipare alla riunione dei gruppi parlamentari del PD di ieri è stata presentata dai media un po' come il colpo di coda della vecchia guardia PD intenzionata a cercare di mettere in difficoltà Renzi sottraendosi ad un reale confronto sui temi concreti.

Tale versione è stata ovviamente avallata da un Renzi che ha parlato di quella sede come del luogo per esercitare la fase dell'ascolto delle idee altrui e si è detto stupito della scelta della minoranza di non partecipare bollandola come inaccettabile nostalgia dei "vecchi caminetti".

Le mani sulla cultura

Buongiorno,

ben sapendo che la cosa potrebbe essere interpretata come come una excusatio non petita a più livelli, premetto che il post di oggi nasce a prescindere dai suoi attori, ed anzi con qualche perplessità dettata da una mia profonda ignoranza dei due mercati di cui parlo e solo dopo che mi è sembrato di veder prendere corpo e consistenza al secondo fronte della manovra a tenaglia che mi pare si stia cercando di stringere attorno alla non certo brillante industria culturale italiana.

Renzi, la volpe del deserto (politico)

Buongiorno,

in tanti, per ora basandosi più sul risultato dei sondaggi che su quelli -attualmente limitati e fuori contesto- delle elezioni, ammirano l'indubbia capacità di comunicazione che il Primo Ministro Renzi riesce ad instaurare con l'elettorato o, almeno, con i media sempre adoranti nei suoi confronti.

E' molto meno frequente sentirlo elogiare per le capacità tattiche, cosa che personalmente mi appresto a fare analizzando il tempismo ed il modo con cui ha affondato i denti nella gola del segretario della FIOM Landini, facendo fare un gran passo avanti alla resa dei conti che da anni oppone il Premier al Sindacato.

Concorrenza? #consumatorestaisereno

Buongiorno,

dopo le scuse di prammatica per i sempre più frequenti buchi nelle pubblicazioni del blog, passo al tema del giorno, cioè il ddl sulla concorrenza, del quale alcuni contestano dei dettagli più o meno rilevanti, sostenendo che comportano un passo indietro nella tutela degli interessi del consumatore.

A mio avviso, in realtà, probabilmente sull'argomento sarebbe necessario un esercizio (sicuramente poco attraente per gli standard decisionali della politica cui ci siamo ormai da tempo assuefatti) che parta dal porsi il problema, prima di sparare a colpo sicuro la soluzione.

Il non detto che diffama

Buongiorno,

Nicola Porro alcuni giorni fa ha commentato in maniera piuttosto pesante ed inutilmente sarcastica il fallimento dello sciopero promosso dalla FIOM nello stabilimento FCA (o FIAT, come preferite) di Pomigliano.

Purtroppo il sarcasmo serve a mascherare il fatto che, probabilmente, il giudizio di Porro è dettato principalmente da una posizione talmente preconcetta (e magari anche corretta, non lo escludo) da sottrarre al lettore un elemento fondamentale quale sono le motivazioni della controparte, sostituendole con le ferme convinzioni dell'articolista.

L'immaginifica soluzione politica

Buongiorno,

dopo la fuga in avanti nella quale la Ministro della Difesa Pinotti aveva sbandierato la disponibilità (o forse la volontà?) italiana di porsi a capo di una missione militare volta a contrastare l'avanzata del'Isis in Libia, il suo collega agli esteri Gentiloni ha invertito la rotta invocando invece una soluzione politica e diplomiatica.

Non ho intenzione di fare analisi su un governo che nel giro di due giorni cambia diametralmente idea su una bazzecola quale imbarcarsi in una guerra inserendosi all'interno di un conflitto civile / religioso / tribale già in corso (1). E' cosa da psichiatri (di quelli bravi) e va quindi evidentemente molto oltre le mie capacità.