Gli scoop di Acutocomeunapalla: il Nobel dell’economia 2018 va al governo italiano?

Buongiorno,

il fatto che io non abbia modo di alimentare il blog non significa certo che si siano inaridite le (validissime) fonti informative da cui attingo e, giusto perché non abbiate a dubitarne, oggi vi scrivo dei dilemmi che stanno attraversando i membri della commissione giudicatrice che deve attribuire in questi giorni il premio Nobel per l’economia 2018.

Il fatto è che i professoroni dell’Accademia di Stoccolma sono stati presi in contropiede su più fronti dalle modifiche al DEF annunciate solo qualche giorno fa dal governo italiano ma, benchè sussistano problemi di tempi ristrettissimi ed anche formali (mai prima d’ora un Nobel era stato dato ad un governo), la dimensione rivoluzionaria delle innovazioni introdotte dalla sacra triade Di Maio – Salvini – Tria sono tali da imporre all’attenzione mondiale le nuove teorie economiche su cui si fonderà nei prossimi anni l’economia italiana.

Coltelli e pretese

Buongiorno,

trovo che il gran parlare in toni anche allarmati che si sta facendo attorno alla diffusione della registrazione delle dichiarazioni del portavoce del M5S Rocco Casalino abbia ampi motivi d'essere.

Normalmente avrei scritto che le posizioni personali e non ufficiali carpite off the records di un privato cittadino che di mestiere fa il portavoce di un partito hanno un valore relativo: potranno formare dei giudizi su chi si è espresso (e sicuramente sulla sua professionalità), ma non valutazioni sul contesto ufficiale che dovrebbe rappresentare.

In tal senso le dichiarazioni di Casalino avrebbero avuto quindi un peso se rilasciate alla stampa a nome del M5S, mentre al di fuori di quel contesto hanno un valore estremamente più limitato: Casalino ha il diritto di esprimere a titolo personale ciò che vuole, ed io avrò al più il diritto di pensare di lui tutto il male o il bene possibile a seconda che condivida o meno le sue posizioni ed il suo operato.

Diamo i numeri (solo un po')

Buongiorno,

ho spesso l'impressione che le modalità con cui si muovono il mondo della politica e quello dell'informazione spesso ci mettano nella condizione di avere davanti al naso valanghe di dati, ma ci mettano nella condizione di non rapportarli tra di loro ed alla nostra percezione.

Provo perciò a incasellare (magari un po' grossolanamente) un po' di dati che tutti abbiamo sentito ripetutamente per tre questioni di cui si sta parlando in questi giorni in modo da rendere facile questa operazione e, a mio modo di vedere, per rendere facile metterle in una prospettiva più corretta.

Piccoli Mussolini nascosti dietro al dito della coda di paglia

Buongiorno,

a mio avviso nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare in modo sbagliato della notizia sbagliata, denotando in questo modo un certo affanno dei nostri politici, pur sulla cresta dell'onda di un consenso sempre meno fondato su dati fattuali, stante la sua limitatisima attività.

In pochi si sono infatti soffermati sulle affermazioni fatte da Draghi (persona non certo sospettabile di essere un antiitaliano), scarsamente discutibili ed estremamente pesanti nei confronti della nostra compagine di governo, relative al danno causato al Paese dalle dichiarazioni avventate e contraddittorie di esponenti della maggioranza e del governo.

Il concorso di Conte

Buongiorno,

credo che la politica debba esssere in primo luogo una questione di passione e competenza ed eventualmente, in alcuni casi, possa diventare una professione, ma sono certo che non debba assolutamente trasformarsi in una maledizione.

E' per questo che non mi meraviglia che il Presidente del Consiglio voglia dare sostanza a quello che il suo curriculum lasciava già presagire mostrando tutte le caratteristiche finalizzate alla ricerca di un incarico partecipando al concorso per una cattedra alla Sapienza.

La Libia e la propaganda di governo

Buongiorno,

metto subito il carico da undici di questo post: ritengo, credo con qualche valido motivo, che il nostro governo stia intenzionalmente e cinicamente strumentalizzando quanto sta avvenendo in Libia per creare ad arte, una volta di più, una situazione conflittuale con i partner europei, dopo aver pessimamente investito su un partner politico perdente al solo scopo di continuare a fare bassa propaganda all'interno dei patri confini.

Lo dico perchè il fatto che la situazione in quel Paese fosse instabile ed in detrioramento era chiaro da mesi a chiunque abbia voluto minimamente informarsi in materia. Persino a me.

Sono un fenomeno paranormale

Buongiorno,

scrivo a valle del mio post di qualche giorno fa in cui ipotizzavo che la revoca di una concessione autostradale dovesse avere un fondamento un po' più solido di un qualsivoglia numero di tweet di fonte governativa.

La pubblicazione da parte della società Autostrade della convenzione che regola la concessione attualmente in atto toglie qualche dubbio: salvo improbabili modifiche sopravvenute nei successivi atti aggiuntivi (la cui successiva lettura mi sono risparmiato), gli articoli 8, 9 e 9 bis definiscono come la concessione possa essere regolata e con quali conseguenze.