Reazioni

Buongiorno,

una settimana fa  la vittoria di Bersani su Renzi alle primarie del PD aveva portato molti commentatori politici (quelli per i quali il PD non sarà mai sufficientemente "moderato", per intenderci) a ipotizzare una reazione negativa dei mercati a fronte della prospettiva che l'Italia potesse essere in prospettiva governata da un trinariciutissimo tandem Bersani - Vendola.

Lo spread però è inspiegabilmente sembrato dare torto ai raffinatissimi politici dell'anticomunismo viscerale, fottendosene del presunto pericolo rosso incombente, ed è aumentato invece progressivamente nei giorni successivi con l'incremento dei segnali che facevano capire che il rientro in campo di Silvio Berlusconi era imminente.

Qualcosa mi dice che la crisi di governo aperta da SB e l'annuncio delle dimissioni di Monti dato a mercati chiusi sortiranno stamattina una reazione dei mercati ben diversa.

Prepariamoci a tre mesi di scossoni: non preoccupatevi ci arrivano per amor nostro e dell'Italia...

Ciao

Paolo

5 commenti:

renzo ha detto...

Incazzo e rassegnazione.

Michele Reccanello ha detto...

Aveva ragione Marco Travaglio e stamane lo ripete:

I finti Monti – Marco Travaglio, 10 dicembre
...
Il nemico –insegna Machiavelli– va eliminato subito, possibilmente la prima notte. Votando un anno fa, B. sarebbe stato asfaltato dagli elettori. I partiti di opposizione (Pd, Fli, Udc, Pd, Idv), che avevano osteggiato le ultime leggi vergogna e la mozione su Ruby nipote di Mubarak, avrebbero potuto assecondare i mercati e l’Europa indicando Monti come premier di una maggioranza di salute pubblica che in due anni risanasse i conti dello Stato e poi restituisse la parola agli elettori per ripristinare la normale dialettica democratica fra un centrodestra e un centrosinistra finalmente ripuliti e rinnovati. Lo spread si sarebbe placato, B. sarebbe tramontato e un Monti legittimato dal voto popolare e sostenuto da una maggioranza politica avrebbe avuto le mani libere per accollare i costi della crisi a chi ha di più anziché ai soliti noti: draconiana lotta agli evasori, serie leggi anticorruzione, antimafia e anticasta, patrimoniale, liberalizzazioni, privatizzazioni, tagli netti a spese folli e inutili come il Tav, gli F-35 e i 40 miliardi l’anno di incentivi alle imprese.Invece i “professionisti della politica”, quelli che si credono molto furbi e giocano a Risiko con la democrazia, han pensato di salvare un’altra volta B. mettendogli in mano le chiavi della maggioranza. Lui li ha lasciati fare. Ha profittato dalla quiete sui mercati per risollevare i titoli boccheggianti delle sue aziende, ha incassato tutto l’incassabile su giustizia e tv, ha avuto il tempo di far dimenticare a mezza Italia i disastri e le vergogne dei suoi governi. Ogni due per tre Monti gli lisciava il pelo, dandogli dello “statista”, bloccando l’asta tv, scrivendo finte leggi su corruzione e incandidabilità, esaltando le virtù civiche di quell’altro galantuomo di Letta, sempre incensato pure da King George. Ora Napolitano e i suoi giornaloni cadono dal pero e scoprono che B. antepone i suoi affari alle istituzioni. E Monti confida a de Bortoli le “pressioni sulla giustizia” che lo statista di Milanello gli ha inflitto per mesi (grazie, ma si notavano a occhio nudo dalla politica giudiziaria e televisiva del suo governo). Ma tu guarda:
lo statista bada ai suoi porci comodi, chi l’avrebbe mai detto. Davvero questi finti tonti pensavano che B. si sarebbe accomodato buono buono su una panchina dei giardinetti, mentre sistemavano sulle poltrone che contano Monti, Bersani, Montezemolo, Passera, Casini e Fini, senza dimenticare uno strapuntino per Vendola e uno per Alfano e/o Frattini?
La verità è che lui non si accontenta mai: come dice Cecchi Gori, che ci è già passato, “gli dai un dito e lui ti prende il culo”. Deve ancora nascere chi lo mette nel sacco: Bersani, Casini e Fini dovranno difendersi per tutta la campagna elettorale dall’accusa di aver riempito l’Italia di nuove tasse, mentre lui che le ha votate tutte fingerà di essersi opposto da sempre; e avrà buon gioco a gabellare Monti per un criptocomunista, come nel ’95 fece con Dini, affossandone la figura super partes e impallinandolo nella corsa al Quirinale, dove King George l’aveva già destinato in barba agli elettori.
Sono vent’anni che chi pensa di fregarlo col “dialogo” finisce fregato: per informazioni, citofonare D’Alema e Veltroni. E, da ieri, anche Napolitano e Monti. Ben arrivati nel CVB, Club Vittime di Berlusconi

Anonimo ha detto...

Come sempre, basta leggere Travaglio. Il resto si può tranquillamente buttare.
P.S.: Grandissima Littizzetto. Ma è possibile che in Italia la verità la debbano dire i comici?

Paolo

renzo ha detto...

@Paolo anonimo

La Litizzetto, e anche Crozza venerdì, hanno centrato il segno. Non serve più discutere con quella gente lì del pdl, l'unica cosa è fargli presente che hanno sfracassato i maroni.

In merito a Travaglio non nego che mi piace da matti, però da qui a dire che si può leggere solo lui in Italia ce ne corre secondo me.

Michele Reccanello ha detto...

Le cazzate a volte le racconta pure lui, ma perché solo Travaglio?
Ce ne sono anche altri ...qualche volta anche a libero e a il giornale. Per me è lo spirito critico del lettore che fa la differenza.

E' vero: Come al solito sono i comici che ci raccontano la verità :-( Per questo non siamo un paese di persone normali :-((

@Paolo

solo scossoni? Un terremoto di 10°scala richter...