E se domani la crisi tornasse più forte?

Buongiorno,
 
nei giorni scorsi altre notizie, specialmente in Italia (le elezioni), ma anche all'estero (l'arresto di Dominique Strauss Kahn), hanno contribuito a sviare l'attenzione da una notizia poco appariscente ma ben più importante: quella dello sforamento del tetto del debito USA. Vi risparmio tecnicismi (anche perchè in tutta onestà non li capisco bene), ma il fatto che per prendere tempo il governo USA rinegozi il proprio debito nei confronti di due grossi fondi è a tutti gli effetti una ristrutturazione del debito, cioé quella cosa che si fa quando si è in default, cioé quando non si riesce a rispettare le condizioni di pagamento pattuite. 

Oh my God! The debt!
 Ti devo questa cifra in questi tempi con questi interessi e non ce la faccio? Eh, mi sa che dovrai accontentarti di riceverne solo una parte, oppure ciao interessi, oppure su tempi più lunghi, oppure una qualsiasi combinazione delle tre. Default, ristrutturazione del debito: brutte parole che sono già tecnicamente applicabili agli USA, con tutto quanto conseguirebbe ad una loro formalizzazione per l'intera economia del pianeta.
E' vero che per ora si tratta più di un serio campanello d'allarme che di una realtà, in quanto il tetto di spesa nazionale USA è imposto da una legge dello stato sovrano e non da una legge del mercato (e quindi, in qualche misura, parte della "fisica" del mondo moderno), il che rende possibile per gli USA giungere ad una ridefinizione di tale tetto.

Quando scende il gettito se aumento il tasso?
E' però vero che lo squillo è molto forte, se si pensa che la gestione del debito può essere affrontata seguendo un mix di due strade: l'aumento delle tasse (che i repubblicani USA non sono disponibili ad accettare dato che da almeno trent'anni è parte fisiologicamente integrante dell'ideologia repubblicana che le tasse vadano abbassate sempre e comunque, almeno dai tempi in cui Reagan spacciava come vangelo una errata interpretazione della Mitica e Mistica curva di Laffer al mondo intero) oppure il taglio della spesa pubblica (che però, data la natura privatistica di tutto il welfare USA -sanità compresa, visto come è stata depotenziata la riforma proposta da Obama-, avrebbe un impatto devastante immediato sull'economia ed indiretto sul gettito fiscale, e quindi conseguentemente sul debito stesso). Senza voler considerare che aumentare le tasse in uno stato in cui i privati sono mostruosamente indebitati come gli USA è sia difficile che anch'esso depressivo per l'economia.

I malvagi PI(I)GS
In sintesi mentre in Europa si valuta come provare a chiudere la questione del default dei PI(I)GS (perchè quando parliamo della Grecia che minaccia l'uscita dall'Euro parliamo di uno stato che si prepara a dichiarare default e svalutare la propria valuta per evitare almeno in parte una sindrome di tipo argentino) lasciando i propri debiti a scottare le mani di chi li detiene, gli USA si avvicinano al dover formalizzare il loro, ed il loro debito scotterebbe moltissimo le mani di molti in tutto il mondo. Cina per prima. E la Cina è quella che negli ultimi sei mesi aveva contribuito a garantire la stabilità anche alle economie europee. Aggiungiamo che alla speculazione  non si è sostanzialmente voluto porre dei limiti, che il mercato dei derivati è rimasto opaco, che sono ripresi i bonus multimilionari per i manager finanziari e che le borse stanno evidenziando segnali dell'inizio di una nuova bolla delle società dotcom ed otteniamo un panorama molto inquitante

Il che rende l'argomento di maggior interesse del falso furto di un'auto trent'anni fa, dico bene? Anche perchè, specialmente in Italia, poco si è fatto per ottenere un rientro dall'ondata di crisi precedente e consolidare una economia nazionale troppo gracile, e questo, malgrado ci avessero promesso che saremmo usciti dalla crisi meglio degli altri, ci penalizzerà più di chi sta cominciando ad usare le proprie risorse per diventare più forte, invece che per evitare l'election day o salvare l'italianità di Alitalia o la specificità delle province.

Ciao

Paolo

P.S. A chi interessi l'argomento consiglio il più approfondito post "Il default invisibile" sul sito di Wolfstep a riguardo...

P.P.S. Non perdetevi il nuovo sondaggio di spalla

Volete un po' di debito a interessi zero?

15 commenti:

Clem ha detto...

Non mi è chiara la parte
il taglio della spesa pubblica (che però, data la natura privatistica di tutto il welfare USA -sanità compresa, visto come è stata depotenziata la riforma proposta da Obama-, avrebbe un impatto devastante immediato sull'economia ed indiretto sul gettito fiscale, e quindi conseguentemente sul debito stesso)
complice forse anche l'impaginazione per cui continuavo a leggere la didascalia dell'immagine come parte della frase :)
Il welfare USA è composto sì da enti privati, ma spesso sono partecipati dallo stato federale o dallo stato 'locale' (come si dice?!). Quindi non ho ben capito la questione dell'impatto devastante e indiretto sul gettito fiscale, potresti elaborare?

Per quanto riguarda la "fisica" del mondo moderno, io personalmente non la definirei fisica, perché la fisica se ne frega se uno ha bisogno di qualcosa e frigna con la mamma che vuole la macchina del moto perpetuo, mentre gli Stati Uniti, o meglio l'asse tra la city e wall street, questa "fisica" economica la piega e la storce come cazzarola gli pare, basta che loro siano i più fighi perché Dio lo Vuole. Ad esempio, e per restare in metafora, la prossima mossa è alzare l'energia di soglia per il default, essenzialmente. Grazie a sta ceppa.
Wolfstep è antipatico e confonde "argomentare" con "asserire" quindi eviterò il post che suggerisci :P

PaoloVE ha detto...

@ Clem:

Immagina di tagliare un servizio pubblico erogato direttamente da un ente statale: la cosa si traduce in un risparmio netto per lo stato e la cosa finisce sostanzialmente lì, perchè l'ospedale (per fare un esempio) non fattura e non paga tasse.

Se però quel servizio è erogato attraverso un appalto lo stato risparmia il costo del servizio ma si vede ridurre il gettito fiscale derivante dal reddito dell'appaltatore: l'efficacia del taglio è molto minore. Se è un servizio sanitario gestito attraverso un'assicurazione sanitaria che lo gestisce attraverso un ospedale privato sono due gli enti che non generano gettito fiscale. Il che aggrava la situazione. Senza entrare nei meccanismi della partecipazione dello stato agli enti stessi.

Per quanto riguarda la fisica del mondo reale in economia c'è e non è una legge che la può stravolgere: se l'Italia dovesse di punto in bianco raddoppiare il proprio debito pubblico non troverebbe a chi vendere titoli di stato. Anche se la legge lo permettesse, la fisica del mondo reale direbbe che l'Italia, in quel caso, è al default.

Per quanto siano fighi, si rifiutino di rendersene conto ed abbiano margine per scaricare in parte i loro problemi sugli altri, questo vale anche per gli USA, che, rispetto all'Italia, possono vantare una garanzia in più, perchè in troppi hanno convenienza a non scottarsi con il loro default.

Su wolfstep hai in parte ragione: è spesso Moooolto assertivo, non sempre lo condivido, talvolta mi pare sbagli marchianamente, ma i suoi post mi fanno sempre riflettere.

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

OT
Giusto per segnalare che quelli del M5S non sono appiattiti sulla posiizoni di Grillo...
https://www.youtube.com/watch?v=O_Ac3hDDIR4

Clem ha detto...

Ho capito ora cosa intendevi, grazie per la spiegazione.
La 'fisica': ma tu stesso elenchi una serie di "ma" e di attenuanti: hanno margine per scaricare i problemi sugli altri e non solo si rifiutano di rendersene conto, ma anche possono permettersi di essere al default de facto senza che se ne parli (e non solo perché c'è Strauss Kahn libero su cauzione o perché dicono che Pisapia inietti di nascosto droga alle ragazze ebree incinte).
Questo si chiama fare appello per guadagnare tempo e poi farsi una ennesima legge per cavarsela anche stavolta. Voglio dire, la proposta è alzare il tetto sul debito? Srsly? Non ci sono cose fisiche su cui si ancori la cosa. O meglio ci sono, tipo l'oro, ma alla fine cambiano valore a seconda di quanta carta moneta decidono di stampare gli Stati Uniti. Questo è indicativo di quanto sia solido come ancoraggio.

PaoloVE ha detto...

@ Clem:

gli USA possono giocare con il loro debito, ma entro certi limiti: se diventasse chiaro che non sono in grado di onorarlo e per gli stati esteri non fosse più conveniente sostenerlo non potrebbero evitare il default per la sola loro bella faccia.

Ma per ora non sembra essere così, anche in virtù di dimensioni e credibilità precedentemente acquisite, anche se si stanno avvicinando a quella condizione.

E, se ciò si dovesse verificare, beh, sarebbe meglio essere da un'altra parte, ma visto che l'economia USA influenza pesantemente tutto il mondo...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

Paolo piccola eco-domanda (non è una domanda ad emissioni zero, è una domanda sull'economia):
Da quel che so il principale acquirente di debito pubblico americano è la Cina che oltre ad avere enormi quantità di titoli di stato usa, ha anche depositi spropositati di dollari.
Ora mi chiedo chi è che fa saltare il banco (d'america)?
Gli stati piu esposti sono anche i piu interessati a essere comprensivi perchè un'eventuale default renderebbe tutta quella carta non piu soldi ma carta igienica!
...e a parte questa minuscolo dettaglio c'è anche da considerare che un america in ginocchio finanziariamente renderebbe la cina un enorme produttore di beni che nessuno si può comprare!
Mi sembra un paradosso logico.
Partendo da questo si potrebbe approfondire cosa succederebbe se....

PaoloVE ha detto...

@ FC:

il paradosso più grande sarebbe avere un'America che per poter continuare ad acquistare deve farsi prestare dei soldi che non potrà restituire da chi gli vende i beni. In pratica la Cina rischia di lavorare per nulla...

Infatti per smarcarsi da questo paradosso la Cina da annia sta investendo sempre più in nuovi mercati di sbocco: Africa e Sud America.

In ongi storia fallimentare vi è na fase in cui i creditori non hanno convenienza a far fallire il debitore, ma in molti casi la cosa va oltre ed è più conveniente portarlo al fallimento.

Cosa potrebbe ottenere la Cina da un default USA? una più rapida ridefinizione di rapporti goepolitici a lei favorevoli, la guida di istituzioni economiche internazionali, insomma la formalizzazione del suo ruolo da prima superpotenza.

Gli USA hanno ucciso il blocco sovietico con una guerra economica di decenni, la Cina può fare lo stesso con gli USA...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michele Reccanello ha detto...

@Paolo
Gli USA hanno ucciso il blocco sovietico con una guerra economica di
decenni, la Cina può fare lo stesso con gli USA...


se questa osservazione è farina del tuo sacco preparati ad un posto sui libri di storia.
Da segnalare ai liberisti di questa cippa alla Oscar Giannino.

francesco.caroselli ha detto...

Paolo da quello che ho capito Africa e Sud America sono viste dalla Cina non tanto come potenziali mercati dove piazzare i loro prodotti ma come fonti di materia prima (petrolio e minerali), e lo stanno facendo in maniera molto conveniente per i paesi che entrano in affari con loro. Risorse naturali in cambio di infrastrutture. Senza l'inconveniente del colonialismo (o di dittature-fantoccio).
La Cina non è buona di natura, semplicemente ha necessità di avere materie prime a buon mercato.
Non penso che per la cina sia cosi facile liberarsi di quantità cosi ingenti di dollari. Infatti se provasse a riconvertire i dollari in altra valuta una volta rimessi in circolo, il loro valore intrinseco crollerebbe...quindi riuscirebbero a "vendere" solo il primo stock, le rimanenze diventerebbero spazzatura...
o sbaglio?
Contemporaneamente gli Stati Uniti finirebbero in ginocchio e, cosa piu importante, senza piu capacità di importare alcunché!
Se ciò avvenisse e, come hai detto tu,
anche fossero accolte le rivendicazioni cinesi che la potrebbero ad essere riconosciuta come prima superpotenza mondiale, mi chiedo se tale status potrebbe essere mantenuto.
La Cina si ritroverebbe infatti le tasche piene di carta straccia Americana (titoli di stato e dollari) e un problema enorme: non poter piu vendere allo stesso ritmo di prima visto che il primo compratore è finito in malora).
Dovrebbe quindi ripensare completamente il suo modello di sviluppo verso qualcosa che ancora non si conosce...

Da circa 4-5 anni la Cina sta diversificando le sue riserve monetarie comprando anche Euro, nell'ordine del 20-30% del loro portafoglio. Qui stati uniti invece continuano ad essere la nazione che investe una porzione del proprio pil 10 volte maggiore rispetto alla media mondiale in armamenti....

PaoloVE ha detto...

@ MR:

troppo onore! In realtà hai ragione: la guerra economica fu solo uno degli aspetti dello scontro USA URSS trascinatosi per metà del secolo scorso, un aspetto molto importante, ma sicuramente non unico. Al di là di questo non credo che la lettura sia particolermente originale: la guerra fredda ebbe come naturale terreno di scontro quello economico, con USA parte forte che aveva tratto vantaggio economico dalle due guerre mondiali ed il blocco di Varsavia che, al contrario, ebbe grossi problemi a finanziare la ricostruzione post rivoluzionaria e post bellica.

Ti metto un piccolo riferimento sullo stato dei rapporti economici tra USA e URSS:
http://tinyurl.com/ecoguerrafredda,

ma, per dire, non mi pare accenni nemmeno all'embargo dei primi anni ottanta: il solco era molto profondo...

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

@ FC:

la Cina sta vendendo a paesi africani e sud americani infrastrutture, prodotti e finanziamenti in cambio soprattutto di materie prime. Il mercato di sbocco non è ancora particolarmente rilevante, ma sta crescendo e, specialmente in sud america, comincia ad essere significativo. E, tanto più in quei paesi ci saranno infrastrutture e benessere, tanto più saranno mercati di sbocco appetibili per chi ci sta operando.

Ragion per cui credo che la Cina attualmente, ai fini del proprio sviluppo, stia guardando sempre di più al proprio mercato interno ed ai paesi emergenti (che sono mercati in espansione) piuttosto che al mercato europeo ed USA che sono mercati maturi se non un po' esangui.

Non penso affatto che la Cina sia "buona", anzi, sui diritti umani in pochi sono peggio di lei, ma gli accordi commerciali non hanno nulla a che vedere con l'essere buoni.

E, per quanto riguarda il discorso default, il tuo ragionamento funziona molto limitatamente (accetteresti di vendere qualcosa a chi sai che non ti pagherà perchè ti deve già molti soldi?) e solo finchè il rapporto è solo USA - RPC, ma a detenere parti consistenti di debito USA (e quindi a poterne causare il default), ci sono anche altri attori, come l'Arabia Saudita o grossi gruppi finanziari. E in qusta situazione ognuno dei creditori deve anche stare attento a non lasciare che sia qualcun altro a prendersi le briciole rimaste vendendo i titoli USA per primo...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

E quindi è solo una questione di tempo...e l'america cadrà.
Anch'io ci credo.

PaoloVE ha detto...

@ FC:

non ho detto questo, anche se è un rischio che sta pericolosamente correndo: è comunque una possibilità.

Per ora, di certo, c'è il ridimensionamento del suo ruolo di superpotenza.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

buongiorno,

a sostenere le tesi di Paolo ieri mi ho letto questo articolo dal FQ:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/il-nuovo-paradiso-del-ceto-medio/112889/