Cinque piccoli bocciati toscani

Buongiorno, 

la notizia che in prima elementare di una scuola di Pontremoli vi sono stati cinque studenti bocciati evidenzia senza ombra di dubbio una anomalia sulla quale mi avrebbe fatto piacere sentire un po' meno strepiti di opposte tifoserie (sia da parte di chi sostiene che in prima elementare non si dovrebbe far ripetere l'anno a prescindere, sia da chi accusa questi di nostalgie del sei politico ed inneggiano alla meritocrazia), e qualche riflessione di maggior spessore.


Credo che ripetere l'anno per un bambino che non ha raggiunto i livelli minimi di appredimento possa essere la migliore delle opzioni (e lo è quasi certamente quando risulti improbabile che negli anni successivi possa recuperare) e, per paradossale che possa sembrare, credo che ripetere la prima elementare possa in definitiva rappresentare per i bimbi il minore dei traumi in questa situazione: secondo me la separazione dai compagni diventa più difficile da gestire ad età maggiore, quando aumenta la coscienza della cosa, e con il rafforzarsi dei rapporti sociali.

In sintesi credo che separarsi a sei anni da un gruppo in cui si è stati inseriti per un solo anno sia meno traumatico che subire la stessa cosa a sette dopo essere stato insieme ai compagni per due anni. C'è maggior coscienza della separazione ed i legami che si recidono sono più forti, quindi credo che il trauma sia peggiore.

Trovo però limitativo anche l'attacco alle cosiddette "classi pollaio" reintrodotte dalle recenti riforme.

Perchè la bocciatura multipla non sembra essere risultato delle sole classi pollaio: è vero che si parla di classi di una trentina di studenti, ma credo che queste situazioni possano in qualche modo essere gestite, a patto che in classe non vi siano studenti problematici e che le docenti e strutture siano adeguati a quella criticità.

Il fatto è che nella classe pollaio erano stati inseriti anche studenti potenzialmente problematici come possono essere dei bambini di origine estera (come sono tre dei bocciati) e aventi bisogno di sostegno (un quarto studente bocciato). In più, mi pare di aver capito (ma non trovo riscontri a questo fatto che, tra questi e non solo, vi fossero degli "anticipatari", cioè dei bambini che hanno iniziato la scuola a cinque anni.

In queste situazioni (ove fossero confermate) non avrei paura a parlare di fallimento del sistema scolastico e trovo assolutamente cretino osannare al ritorno della meritocrazia.

Non sono un sostenitore del sei politico, anzi, e, come detto, credo che quei bambini  trarranno giovamento dalla ripetizione dell'anno, non avendo raggiunto il livello minimo di preparazione indispensabile per passare alla classe seconda, ma non vi è nulla di meritocratico nel precludere agli studenti delle condizioni accettabili per poter apprendere come ci si aspetterebbe da loro e come sarebbe loro diritto.

Ciao

Paolo

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao,
oscillavo tra le posizioni del perché si, perché no, ma trovato le motivazioni di ciascuna parte inadeguata e insufficiente.
Poi è arrivato il tuo post a convincermi sul fatto che possa essere cosa giusta far ripetere l'anno e, aggiungo io, soprattutto se i genitori del bimbo sanno gestire la cosa senza farla pesare troppo, senza colpevolizzare lo scolaro.