Vittoria 67 a 59. In vista, lo scudetto di cartone (o è un muro?)

Buongiorno,

come previsto, il Pd ha completato la sconfitta rimediata al primo turno delle elezioni comunali, integrandola con quella ancora più rotonda conseguita ieri ai ballottaggi

Possiamo raccontarci che, in fondo, erano elezion amministrative e che le politiche son un'altra cosa. Possiamo raccontarci di essere davanti ad una vittoria 67 - 59. Possiamo chiudere il Nazareno per non metterci la faccia. Possiamo dirci di aver sbagliato a "fare la gara" sul M5S che avevamo dato per sconfitto due settimane fa. Possiamo raccontarci che è colpa delle alleanze a sinistra. Possiamo fare un sacco di cose astruse e divertenti.

Resta però il fatto che una frana così ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale ha un significato chiaro ed univoco: dopo il referendum sulla riforme istituzionali di dicembre, al PD di Renzi arriva a stretto giro un secondo forte segnale di disaffezione.

E l'avversario da temere a mio modo di vedere forse non è più il solo M5S, azzoppato da mille polemiche (vaccini, Pizzarotti,...) e da una Raggi tanto debole nel suo ruolo di Sindaco di Roma quanto bistrattata dai mezzi di informazione, ma ormai anche una destra rediviva, più strutturata e sempre meno divisa, dopo che il PD l'ha salvata e rinvigorita negli ultimi anni con accordi politici sempre meno scoperti, nonchè mutuandone le linee di indirizzo politico all'interno della propria agenda.

Non vedendo segni di autocritica, ma la pervicace convinzione di essere comunque sulla giusta strada, temo che non abbia nemmeno senso porsi il problema di come recuperare per il centro sinistra quel minimo di credibilità necessaria ad evitare il totale tracollo elettorale alle prossime politiche, opera che probabilmente richiederebbe un tempo superiore a quello che il calendario accorda, stante da un lato quanto sono deteriorati i rapporti tra renziani e politici alla loro sinistra, dall'altro quanto leggeri e mutevoli si siano dimostrati gli impegni politici assunti recentemente dal PD e dal suo governo (dalle riforme istituzionali al "salvataggio" del sistema bancario veneto, passando per i "magheggi" sui voucher, per fare un po' di esempi).

Ciao

Paolo

P.S. Per la cronaca: al ballottaggio nel mio comune, ritenendo che avesse ben operato, ho votato per confermare la candidata espressione del PD. E, non lontano da casa mia, a Padova, probabilmente avrei fatto lo stesso per disperazione, visto che l'alternativa era l'ex sindaco Bitonci. Ma stiamo parlando di una scelta singola, quindi di un voto amministrativo, non di un trend generalizzato e che quindi ha una valenza politica...

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

"Partiamo da Sesto San Giovanni e parliamo di voti assoluti, di voti veri, non di percentuali: qui la candidata del centrosinistra al ballottaggio di cinque anni fa ha preso circa 16 mila voti, al ballottaggio di quest’anno circa 11 mila. Perso un terzo dei voti."

Secondo me no, non è una destra rediviva, lo spiega benino Gilioli nel suo post odierno.
Segnalo che se io fossi stato chiamato alle urne, da elettore di sinistra molto probabilmente sarei stato in quel terzo di elettori.

Saluti, MR.