L'ha detto! E l'ha anche scritto! Davvero!

Buongiorno,
qualche sera fa ho ascoltato una parte della replica del programma di Giannino sul tema delle opere bloccate, che forniva una analisi in (ampia) parte condivisibile ancorchè parziale sul penoso stato in cui versa chi si trovi a voler affrontare l'iter autorizzativo per realizzare stabilimenti, impianti o opere in generale di grandi dimensioni sul territorio italiano.

Gli spunti principali erano ovviamente la TAV in Val di Susa ed rigassificatore British Gas di Brindisi.

Come dicevo considero le posizioni di Giannino in gran parte valide, anche se affrontano una sola gamba del problema della estrema difficoltà di realizzare qualcosa in Italia.

Le attuali procedure sono inadeguate a garantire a chi vuole mettere su qualcosa tempi ragionevoli e certi anche solo per una autorizzazione e men che meno gli permettono, una volta in possesso di una autorizzazione, di poter dare per scontata la possibilità di aprire i cantieri, per cui queste procedure vanno semplificate e riviste moltissimo.

Sin qui sono d'accordo col pelato / barbuto economista.

Non sono d'accordo con lui nel momento in cui inizia a trattare come passaggi inutili (e a quel punto giustamente da abolire) cose come una VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e dissento per due motivi, di cui almeno uno dovrebbe essere inteso anche da Giannino.

Una valutazione tecnica che indichi che l'opera non impatta irragionevolmente sul territorio e come realizzarla perchè possa funzionare senza problemi (con autorizzazioni e prescrizioni) è il miglior modo per limitare poi le opposizioni da parte degli abitanti vicini e per mettere a punto le opere compensative eventualmente necessarie. E, ma su questo dubito che Giannino presti la stessa attenzione, per porre un freno all'incoscienza di alcuni imprenditori di troppo pochi scrupoli.

Semplicemente non capisco invece (probabilmente mi rifiuto) il barbuto e pelato dandy quando in trasmissione dà in escandescenze a fronte di posizioni motivate che non condivide oppure usa espressioni come: "la natura mistico-identitaria della scelta altero-civiltaria" *. 

Perchè davanti ad un tale autoflagellatorio afflato all'ermeticità dell'interscambio culturale mi sento coartato ad insinuare che Giannino ostenti tale criptica formulazione del concetto per celare nell'aulicità formale del linguaggio la vacuità e l'asimmetria del contenuto in un contesto in cui l'acritica accettazione delle logiche imprenditoriali di sfruttamento socio territoriale è soverchiante..

TRAD: parla come mangi, che quella della TAV non è una battaglia di bandiera solo per chi si oppone, ma anche per chi è favorevole e ti piace tanto: la "mistica" del fare comunque è altrettanto ciecamente pervasa di fede ed altrettanto irragionevole di chi si oppone a qualsiasi cosa, e mi pare che abbia proprio Giannino tra i suoi santoni, visto che proprio nella stessa trasmissione sostiene che la TAV va fatta, malgrado gli studi del suo istituto (il Bruno Leoni, non un covo di No Global, per intenderci) sostengano che la sua utilità è dubbia.

Ciao

Paolo

* So che è difficile da credere e che qualcuno potrà pensare che l'RDS dell'autoradio mi abbia giocato uno scherzo facendomi ascoltare una replica di qualche assemblea degli anni settanta trasmessa da Radio Radicale, ma l'ha detto e l'ha scritto, ho le prove: era proprio lui il 6 marzo 2012

Peace & Love, Bros!

3 commenti:

Michele R. ha detto...

Ciao,
l'ho ascoltato pure io. Va anche detto per onesta che lo stesso Giannino, ha espresso i suoi forti dubbi sulla utilità della TAV.

Se poi accade, non so se hai ascoltato la puntata di venerdì (dal minuto 10 circa), come all'imprenditore fiorentino che voleva realizzare su un suo terreno un impianto mini idroelettrico - ovvero senza diga, ma deviando con un tubo una parte del flusso di un ruscello verso una turbina, e reimmettendo poi l'acqua nello stesso corso - e dopo 26 autorizzazioni e aver speso 70000 €, si vede negare il permesso. Se si ode Giannino arrabbiarsi, tuonare contro lo stato etico (come lo definisce lui), allora credo che bisogna fermarci a riflettere e cambiare qualcosa in questo disgraziato paese, perché è evidente che così non si può continuare. A Giannino, in questa vicenda non mi sento di dargli torto.

PS: Nel podcast che ho proposto viene raccontata subito dopo un'altra vicenda.
Quella fabbrica è davanti casa mia.

MS ha detto...

Ai miei occhi le sfuriate sono il difetto peggiore di Giannino. Poi, se ci mettiamo che le enfatizza con paroloni intrinsecamente ed estrinsecamente inutili, quei passaggi preferisco ignorarli.

bye,
ms

Pale ha detto...

I am back!!

In questo periodo non ho avuto molte occasioni di leggere il blog, ne' di ascoltare Giannino.

Senza entrare nel discorso della TAV, in genere concordo che le procedure ed i controlli per le grandi opere sembrano molto farraginose. La VIA e' utile se fatta in modo serio e veloce, altrimenti e' una palla al piede incredibile.

Per quanto riguarda Giannino, neanche a me piacciono le scenate, ma fa parte del suo personaggio e solitamente argomenta le sue posizioni (che poi alcune argomentazioni siano discutibili, questa e' un'altra faccenda).