Felici granelli di sabbia

Buongiorno,

sentite un po' che fantastico colloquio tra due amici al bar hanno intercettato le mie sensibilissime orecchie :

Due chiacchiere al bar
A. : -...Cioè, c'è questo ipotetico ente pubblico, no?

B. : - Ipotetico?

A. : - Sissi! Ipotetico, Ipoteticissimo. Al suo interno c'è il servizio XYZ, che è un servizio che serve proprio solo quel tipo di realtà, un po' come la gestione del materiale fissile per una centrale nucleare.
Ora, so che che pensare di risparmiare appaltando determinati servizi è illusorio, ma c'è sempre un consulente che con business plan e considerazioni sull'outsourcing, core business ed economie di scala, costi presunti e spese cessanti, inefficacia della gestione in house e trend di lungo periodo che ti stimerà che appaltare conviene.


E, malgrado ti stia fregando, troverà sempre qualche amministratore disposto a (o felice di) ascoltarlo. Così si "toglie il problema" e, magari, nei casi peggiori, ha anche un tornaconto.

B. : - Mh mh....

Serve un consulente? Voilà!
A. : - E così è successo che anche all'Ipotetico Ente si sono organizzati per poter appaltare il servizio: gli investimenti e la manutenzione sono stati ridotti in modo da portare il servizio al limite del collasso, è comparso un consulente legato ad una ditta che vende il servizio in appalto che ha redatto una relazione in cui ha effettuato una analisi in cui confrontava i costi in essere con quelli ipotetici del servizio esterno. E con quei dati l'ente ha chiesto al sindacato di benedire un appalto apparentemente molto conveniente. Non sto a dirti che sospetto ci fossero anche degli interessi politici.

B. : - Ca**o! Un altro giro? 

A. : - Una birra, grazie. Ma aspetta, non ho finito! Il sindacato si è preso un attimo di tempo, un po' perchè pregiudizialmente avverso agli appalti esterni, in parte perchè la questione è complessa, ed è evidentemente una strada senza ritorno: la proposta è un appalto quinquennale da alcuni milioni l'anno, con cessione delle strutture e dei beni interessati alla ditta esterna e trasferimento del personale ad altre attività. Se si appalta ricostruire il servizio sarà pressochè impossibile, venendo a mancare know how e professionalità interne e rendendosi necessari grossi investimenti di start up.

B. : - Ho presente, cose già viste anche da me. Indietro non si torna. E allora?

A. : - E a questo punto succede qualcosa di imprevisto ed insolito. Nel meccanismo che vede gli ingranaggi girare lisci verso la soluzione in outsourcing piovono alcuni granelli di sabbia. Il sindacato non fa una opposizione "ideologica", ma decide di metterci dentro il naso, andando a chiedere lumi a chi di quei servizi "ci mastica". Chiede dati più precisi all'Ipotetico Ente ed agli operatori del servizio, ne ricava altri più attendibili, insomma, si muove davvero.

B. : - Quale sindacato?


Make or Buy?
A. : - Uno, non ha importanza quale. L'importante è che gli ingranaggi, inceppati dalla sabbia, cominciano a non girare più così bene: Qualcuno comincia a notare che nell'analisi c'è una certa confusione tra investimenti in conto patrimoniale e spese correnti. E si accorge che il costo del servizio in appalto è stimato su dati sottodimensionati rispetto al reale. E che una analisi make or buy corretta avrebbe dovuto tenere conto di come il servizio avrebbe potuto essere ristrutturato e razionalizzato. E che il fornitore presentava alcune criticità ed alcuni rischi non esattamente trascurabili.  E che il fantaconsulente non si è reso conto che per un ente pubblico (anche per quello ipotetico) l'IVA è un costo. E che...

B. : - Ho capito, ho capito. E allora?

A. : - Insomma, la faccio breve. Il sindacato arriva sostanzialmente con un un progetto alternativo per lo sviluppo di un servizio in house razionalizzato ed efficiente. E, una volta considerati correttamente i parametri economici, ci si accorge che questa soluzione comporterà meno rischi, probabilmente un servizio qualitativamente superiore e un risparmio di qualche centinaio di migliaia di euro l'anno rispetto ai costi più verosimili  dell'outsourcing.

B. : - Fico! E com'è andata a finire?

Festa grande!
A. : - Non è andata a finire. Inizia adesso. L'ente (pubblico ed ipoteticissimo) si prende un momento di riflessione e, sai che fa? Decide di mantenere il servizio in house e di ristrutturarlo in modo da renderlo efficiente! Champagne, complimenti  e tanto di cappello a chi ci ha creduto e a chi ha avuto il coraggio e l'onestà di ammettere l'errore.

Riprendo la linea e vi dico una cosa: quando vi capitasse un "ipotetico" caso simile, sappiate che il modo migliore per uscirne bene è essere più preparati, più documentati e più professionali di chi cerca di fregarvi soldi e lavoro. E in quello che avete letto c'è poca fantasia e molta realtà.

Perchè se l'outsourcing è conveniente è giusto ed ovvio che si vada su quella strada, specialmente se si tratta di un servizio pubblico: i soldi pubblici devono essere spesi nel più efficace dei modi.

Ma  un buon business plan vale più di mille bandiere  sindacali che sventolano davanti ad un cancello chiuso, ed è questo che il sindacato deve cercare di mettere davanti ai "padroni", chiunque essi siano, nel momento in cui vuole ottenere qualcosa.

Pensateci quando nella vostra scuola parleranno di appaltare la mensa, quando nel vostro ospedale parleranno di appaltare il servizio di lavanderia,  quando per la vostra municipalizzata parleranno di appaltare la manutenzione dei pullman, quando parleranno di appaltare la manutenzione e la gestione degli impianti degli uffici e dei complessi sportivi del vostro comune, quando vorranno appaltare il nido aziendale dove lavorate, quando vorranno appaltare le pulizie, quandoquandoquando.

Metteteci il naso, tiratevi su le maniche, chiedete in giro, andate a vedere se veramente conviene, trovate una alternativa e qualcuno che possa portarla avanti senza rimetterci il lavoro e senza strumentalizzarvi.

Soprattutto pensateci non solo da dipendenti, ma anche e soprattutto da fruitori di un servizio pubblico. Perchè forse (e io dico anche molto probabilmente) quel servizio potrebbe  costarvi meno ed essere migliore se fosse ben gestito internamente, piuttosto che se fosse appaltato per non pensarci più.

Si può fare. Ipoteticamente e non solo. :-)

Ciao

Paolo
Si può fare!

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

ti ribattezzeró paolo il comunista ;-p quello che vuole mantenere pubblico qullo che é pubblico.
A parte gli scherzi vale lo stesso discorso che si faceva per i referendum dell'acqua: A parità di efficienza tra pubblico e privato, l' aver appaltato un servizio, quest'ultimo su qualcosa deve guadagnare e quindi alla fine della solfa c'è qualcuno che lo piglia nel tortello: o i lavorator della ditta appaltante, o i fornitori, o chi usufruisce del servizio che magari è più scadente. Sappiamo che da noi non è cosi perché il servizio pubblico è scadente e torna comodo allora appoggiarsi al privato. Ma se il srvizio pubblico non è efficiente la colpa è della politica che si è trasformata in comitati d'affari. Io come cittadino HO LA PRETESA CHE IL SERVIZIO PUBBLICO SIA EFFICIENTE altrimenti i colpevoli sono coloro che quei servizi sono preposti a organizzare e dirigere e che sono quasi sempre di nomina politica