Lo scontrino

Buongiorno,

quello che vedete qui a fianco è un banale scontrino per l'acquisto di una coppia di batterie ministilo al litio ad alta capacità. 

Batterie che dei dipendenti di un ospedale del veneto hanno acquistato per permettere l'erogazione di una prestazione sanitaria urgente.

La piccola storia è presto detta:

una bambina necessita con urgenza un esame holter cardiologico di durata settimanale, l'ospedale ha le apparechiature con cui effettuarlo, ma, data la lunghezza dell'esame, non sono sufficienti le batterie ricaricabili normalmente utillizzate per economicità di gestione, servono quelle monouso ad alta capacità.

Batterie di cui imperscrutabili motivi burocratici impediscono l'acquisto per vie ordinarie in tempi ragionevoli (o comunque utili a garantire un esame urgente).

E quindi, come normalmente avviene in casi analoghi, qualcuno di quei dipendenti che sistematicamente vedete presentati come fannulloni indifferenti alle esigenze derivanti dal proprio lavoro ed attenti anzi ad evitare qualsiasi responsabilità o problema, attinge a fondo perduto dalle proprie tasche (che vi ricordo essere assurdamente  rimpinguate dai lautissimi stipendi  caratteristici del settore pubblico e che per di più godono del privilegio di essere bloccati unilateralmente ed incostituzionalmente da poco meno di un decennio) ed acquista il necessario: l'esame come è sempre stato, si farà e, come al solito, nessuno saprà nulla di quanto successo.

Racconto questa storia, banale ed assolutamente ordinaria per chi la vede dall'interno del sistema, ma assolutamente invisibile per chi guardi da fuori, perchè la trovo emblematica della discrasia tra quanto molto spesso accade e come le cose vengono invece presentate e percepite all'esterno e perchè mi piacerebbe che anche all'esterno del mondo in cui vivo e lavoro si vedessero anche questi piccoli aspetti quotidiani, non solo le solite immagini preconcette e spesso ampiamente distorte se non proprio false.

Immaginate che la cosa fosse stata lasciata andare come norme regole e burocrazia vogliono: nel migliore dei casi sarebbe stata materia per cui parlare di inaccettabili ritardi nell'erogazione di prestazioni, tema per cui inevitabilmente il primo responsabile è indicato nel privilegiatissimo dipendente pubblico svogliato e fancazzista di cui leggete ogni santo giorno per motivi svariati e più o meno fondati.

Invece, poichè non si è verificato alcun problema, è come se non fosse successo nulla: nessuno si renderà conto dell'assurdità di molte astruse norme burocratiche (1), nessuno sentirà la necessità di metterle in discussione e, soprattutto, nessuno avrà modo di essere sfiorato dal dubbio che la normalità sia molto diversa da come viene dipinta. E che questa normalità sia, per nostra fortuna, migliore.

Concludo mostrando che per fortuna c'è anche chi vede ed apprezza, purtroppo rimanendo confinato all'interno: qui a fianco vedete il ringraziamento della caposala che aveva bisogno delle batterie.

Ciao

Paolo

(1) la maggior parte delle quali formalmente giustificate dall'esigenza di impedire  truffe e corruttele

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao,

Passala a Oscar Giannino e vediamo se osa...

Saluti

PaoloVE ha detto...

@ MR.:

mi lancio in una previsione (peraltro non difficile dato che in queste materie il buon Oscar è un disco rotto): sono certo che Giannino rigirerebbe la frittata dicendo che i fannulloni danneggiano anche costoro, che i sindacati difendono i fannulloni e non costoro e riprenderebbe a parlare solo dei fannulloni.

Al più aggiungerebbe che è l'ennesima prova dell'inefficienza del pubblico nell'esercizio delle sue funzioni: nel privato certe cose non succedono, lo sapete benissimo...

Me lo risparmio volentieri.

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

Immaginavo...
Il mio "vediamo se osa" comprendeva una serie di possibili risposte in cui mi prefiguravo il rigiro della frittata.

Ciao, MR.