Camerati che forse sbagliano

Buongiorno,

alcuni giorni fa, quando sono uscite le prime notizie sull'omicidio di Pamela Mastropietro, ho temuto che, date le similitudini tra le due situazioni, saremmo stati vittime di una campagna elettorale vergognosa, simile a quella dominata dalla spettro della morte di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto e che portò nel 2008 al successo della destra sull'onda dell'indignazione securitaria.

Per nostra grande sfortuna mi sbagliavo: la realtà, dopo solo due giorni, si presenta decisamente peggio di così.

L'attentato compiuto a Macerata da Luca Traini, ex candidato leghista che si è grottescamente atteggiato ad eroe vendicatore avvolgendosi nel tricolore, salutando romanamente davanti al monumento ai caduti, non è certo una novità tra quelle crescenti bestialità fasciste dei giorni nostri che il nostro Paese ama negare e rimuovere, ma cade nelle fasi iniziali di una campagna elettorale che si preannuncia complicata nell'ottica della creazione di un governo.

Insomma, le prospettive per il dibattito politico nel prossimo mese, che già erano ai minimi termini se pensiamo che i principali interlocutori cui i media stanno dando qualche spazio sono Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini e Meloni, sono drammaticamente peggiorate.

E lo sono perchè, perfettamente in linea con quanto fece CasaPound in occasione degli omicidi commessi a Firenze da Gianluca Casseri (e forse andando anche un passo oltre), Salvini, leader del movimento politico di afferenza di Traini, ha ritenuto di liquidare il delitto con una presa di distanza molto sbrigativa, e di utilizzarlo contemporaneamente per ribadire proprio quelle posizioni razziste e xenofobe che è difficile ipotizzare non abbiano influenzato il becero attentatore di Macerata.

Spostando quindi in abbondante compagnia la responsabilità di quanto accaduto dal colpevole e dai suoi sodali alle vittime ed a chi prova a sostenerle.

Insomma, non siamo nemmeno al "camerati che sbagliano", per parafrasare ed attualizzare un triste modo di dire che veniva utilizzato in altri tempi dalla sinistra extraparlamentare più oltranzista. Siamo ancora al sussurro di condanna, seguito da un vigoroso MA...

Non possiamo certo aspettarci alcunchè di buono su queste premesse.

Ciao

Paolo

2 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

la situazione è orribile e per nulla nuova, vedo tre aspetti.

Le persone - o almeno gli stronzi che commentano sui social: al di là di chi esplicitamente inneggia a Traini, i legionari del non sequitur impestano la rete con accostamenti tra questo caso e il caso di Kabobo o addirittura di Tartaglia. Si mette sullo stesso piano
- un signore con la patente di matto che lancia una statuetta a un bersaglio preciso, esposto di per sé a questo tipo di gesti
- un folle che esce in strada e prende a picconate gente a caso, senza alcuna ideologia alle spalle
- un geometra - magari svitato, chi lo sa - che spara ai negri, e per coincidenza ha tatuato, vicino alle curatissime sopracciglia, un simbolo legato a un'ideologia razzista.
"Traini 1 - 1 Kabobo" scrivono dei titolari di diritto di voto.
Ancora più numerosi sono coloro che strumentalizzano la morte della ragazza romana per giustificare il fatto che un giorno un "italiano esasperato" esce di casa e spara in mezzo alla strada.

La politica: quest'ultimo salto logico è fatto proprio dal cupissimo Salvini che -prevedibilmente - giustifica il gesto di Traini con "l'esasperazione per l'invasione". Non parliamo poi di FN, che è incredibilmente non ritenuta un'associazione illegale, che sostiene apertamente il suo pargoletto indignato.

I media: è significativo osservare come la definizione di fascista o almeno neofascista sia assente dai titoli dei giornali. Si preferisce parlare di folle, estremista di destra e altre amenità. Ci si chiede cosa si possa fare oltre al tatuaggio, al saluto romano per essere riconosciuti. Niente: i nostri media continuano come sempre a mantenere la loro posizione ambigua. In questo caso per esempio non si va a intervistare i feriti o i loro parenti sperando che invochino la pena di morte.

Il risultato di questo bel pentolone culturale è che invece di parlare dei fascisti che sparano per le strade, si parla degli immigrati cattivi che esasperano la brava gente.
Missione compiuta, bravo Traini.

Sinceramente non sono preoccupato per la campagna elettorale, sono preoccupato perché faccio fatica a capire quanti siano realmente i minus habens che si sono bevuti questa retorica dell'invasione e sono disposti a tutto pur di scaricare la loro frustrazione sul nemico esterno. Queste persone differiscono in un solo modo da chi negli anni 30 ha permesso l'orrore con la propria indifferenza. La differenza è che oggi la cosa è già successa e si dovrebbe trarne insegnamento.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

@Tommaso,
Ho l'impressione che minus habens siano tanti a giudicare dai discorsi da bettola che sento uscire dalle bocche dei personaggi che mi circondano. Spero di sbagliarmi.

Saluti.