Necessità e giustizia

Buongiorno,

ho il sospetto che in Italia, nel prossimo futuro, assisteremo all'esplodere di forti tensioni attorno al mondo del lavoro legate agli attuali provvedimenti messi in campo dal governo attraverso il reddito di cittadinanza.

Infatti, benchè questo sia un provvedimento legato al contrasto della povertà ed in larga parte condivisibile (ed anzi auspicabile) nelle intenzioni, pone un problema sistemico che va molto oltre quello della sostenibilità dei costi (o quello della difficoltà dei controlli) per lo Stato, già di per sé di enorme importanza.

In Italia molte imprese, largamente assecondate da governi di ogni colore, hanno operato da decenni in qua senza darsi particolare pena di incrementare la propria produttività e limitandosi troppo spesso a scommettere su una costante discesa del costo del lavoro e sulla “flessibilità” dei dipendenti per restare sul mercato e sottodimensionando gli investimenti in innovazione e tecnologia.

Il risultato netto, specialmente per quanto riguarda quelli che ci ostiniamo a definire giovani ma che sono quelli (ormai spesso quarantenni o anche cinquantenni) che hanno perso il treno delle garanzie che forniscono i contratti a tempo indeterminato (molto difficilmente accessibili a chi abbia iniziato a lavorare da vent'anni o meno), è che per molti di loro il reddito di cittadinanza potrebbe assomigliare molto allo stipendio, risultando in molti casi superiore specialmente quando si parla di part time.

In conseguenza di ciò, credo che molte aziende, specie quelle che lamentano di non trovare candidati da poter assumere ma offrono condizioni economiche e prospettive di carriera che rendono preferibile (quando possibile) l'emigrazione, troveranno un limite alla possibilità di spingere le retribuzioni al ribasso e quindi vedranno spazzato via il loro modello aziendale se non proprio la loro stessa esistenza.

E quest'ultima eventualità, che in astratto potrebbe essere vista in termini positivi, in assenza di politiche chiare e forti che promuovano una nuova imprenditorialità sana e per di più in un periodo di recessione quale pare prospettarsi, credo debba spaventarci molto.

Perchè è giusto limitare la povertà, ma è necessario trovare strumenti sostenibili per farlo e, nell'attuale contesto e con le attuali modalità, ho l'impressione che il reddito di cittadinanza non lo sia...

Ciao

Paolo

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao Paolo,
personalmente ritengo il reddito di cittadinanza come il campo dei miracoli che il gatto e la volpe indicavano a Pinocchio per seminare i quattro zecchini d'oro.

Cordiali saluti.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

le statistiche dei giorni scorsi confermano che il reddito di una percentuale a due cifre di lavoratori è inferiore al RdC, cosa che conferma il senso del post.

Il problema italiano è che troppe aziende sono gestite in modo arcaico e non sono in grado di stare sul mercato dei paesi civili.

Solo che, invece di risolvere il problema, si coccolano questi sedicenti imprenditori, si consente un'evasione fiscale che grida vendetta e si vive in un Paese che scivola verso la miseria, fingendo che i problemi siano altri.

Dal momento che una fetta enorme della popolazione in qualche modo guadagna dal nero, costoro eleggono i loro rappresentanti e il problema continua ad aggravarsi.

Modalità estremista, quasi gilé giallo ON:
Il giorno in cui si lasceranno fallire i bifolchi con l'aziendina, e si faranno pagare a caro prezzo gli evasori, fottendosene delle loro miserabili famiglie e non considerando un diritto acquisito il loro SUV, sarà un bel giorno. Ma è solo fantasia.
OFF
Saluti

T

PaoloVE ha detto...

@ M.R.:

io sono meno drastico. Già prima di questo governo, con il reddito di inclusione, si era cercato di trovare uno strumento di contrasto della povertà, pur mettendoci dentro troppo poche risorse. Le tecnicalità e la sostenibilità di questi strumenti hanno un peso enorme sul loro impatto, ma la necessità di qualcosa in tal senso resta...

@ T.:

in realtà le statistiche che ho letto si riferiscono ai 780 euro cui non molti dovrebbero poter ambire e che sono il tetto massimo del reddito di cittadinanza. Ma per molti (pseudo) imprenditori anche 500 euro creano un problema...