Ius sanguinis, ius soli e ius pecuniae

Buongiorno,

tra i compagni di classe e tra gli amici dei miei figli vi sono molti ragazzini di famiglie di origine straniera, con un assortimento di provenienze piuttosto variegato: andiamo almeno dall'Albania, alla Costa d'Avorio, a Cuba, al Nord Africa, al Perù, a Paesi dell'Europa dell'Est..., ragazzini cui quindi, tra qualche anno, potrebbe applicarsi la proposta di legge che riconosca loro il diritto alla cittadinanza italiana, ove volessero richiederlo, essendo cresciuti in Italia ed avendo studiato nelle scuole italiane.

E' sulla base empirica e personale della constatazione che questo piccolo e limitato microcosmo si differenzia poco o nulla, in termini di usi, cultura, comportamenti e criticità, da quello rappresentato dai ragazzini italiani per nascita (1) che sono favorevole all'approvazione della proposta di legge e che considero lo ius soli più sensato dello ius sanguinis.

Aggiungo un ulteriore dato, sempre personale, che mi rafforza nella mia opinione: un ramo della mia famiglia si è trasferito nell'immediato secondo dopoguerra in UK, nella regione del Cumbria: lasciavano delle campagne che progressivamente si stavano impoverendo per andare a lavorare in minera all'estero. Limitati sempre più i contatti con l'Italia e malgrado avessero a che fare con la comunità di vecchi emigranti, nel paio di volte che ho avuto a che fare con loro stentavo a riconoscere degli italiani: lingua ed usi erano stati ormnai stravolti dalla scarsa frequentazione e sostituiti da un set di comportamenti di stampo inglese. Eppure a loro ed eventualmente ai loro figli ed ai loro nipoti (che conosceranno forse l'Italia unicamente da turisti se non solo per sentito dire) sarà riconosciuta la cittadinanza italiana di diritto nel caso lo desiderino.

Ben sapendo che c'è differenza tra residenza e cittadinanza, ma anche sapendo che l'una può essere prodromica dell'altra, direi che la gran caciara che si sta facendo oggi sull'argomento è vuota, ipocrita e avulsa dalla realtà, visto che a marzo, quando l'Italia ha varato regole molto accattivanti per attrarre residenti di qualsiasi provenienza, razza, etnia e colore, purchè RICCHI, nessuno ha alzato il ditino nè la voce. 

Se portano soldi a tutti andavano bene arabi, negri, gialli, russi, albanesi, rumeni, e via scialando nell'universo dei pregiudizi razzisti, Anche se con l'Italia non hanno  nulla a che vedere, se sono integralisti, se non si integrano, ...

Potere dello ius pecuniae...

Ciao

Paolo

(1) Invece qualche differenza si nota, almeno dalle mie parti,  rispetto a certi adulti, che, a differenza dei ragazzi, possono spesso avere difficoltà ad esprimersi in lingua italiana.

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
credo che sia da folli negare la cittadinanza a quei bambini che nascono, crescono, studiano e sono influenzati dalla lingua e dalla cultura italiana.
Per me italiani sono e niente hanno di differente rispetto a mio figlio quei bambini albanesi, cubani, peruviani... che, per esempio, frequentano il condominio dove abito.

Non credo che ci sia altro da aggiungere.

Saluti, MR