Accenti

Buongiorno,

oggi doppia ospitata. Qui sotto il post di Tommaso, qui quello di Michele. A entrambi i miei ringraziamenti.Attorno ad ora di pranzo uscirà anche un mini post mio...

Il dito di Cattelàn
Buondì,

oggi piccolo post un po' puntiglioso. Nei cinque minuti di Zanzara che Paolo ci ha consigliato, quasi volessimo mitridatizzarci, ho sentito Parenzo, padovano come me, pronunciare il nome dell'artista Cattelan con l'accento sulla prima a.

Che un meridionale o comunque qualcuno che non è mai stato in Veneto possa sbagliare, ci sta.

Che lo facciano regolarmente i giornalisti romani ci può stare, tanto sono da condannare per talmente tante cose che questa loro ignoranza si perde nel mare degli infinitesimi.(li senti parlare di Frìuli, il resto vien da sè...)

Luciano Benettòn
Che lo faccia un veneto è inaccettabile.

Che lo faccia un leghista è scandaloso.

Che lo faccia un piccolo uomo per far sì che il suo nome suoni più "inglisc" va al di là delle offese esprimibili in italiano.

I sedicenti Bènetton e Trèvisan hanno tutto il mio disprezzo (cui mi associo con tutto me stesso).

Saluti

Tommaso

Qualche idea per il CMM?

4 commenti:

mariolino ha detto...

@ Tommaso, ma anche @ Paolo che si associa con tutto sé stesso.

Ad usum populorum: A parte le rare bisdrucciole e trisducciole, la maggior parte delle parole italiane, secondo l’accento, si dividono in:
Tronche: hanno l'accento sull'ultima sillaba: (gioventù, lunedì).
Piane: hanno l'accento sulla penultima sillaba e sono le più numerose (giornàle, calendàrio).
Sdrucciole: hanno l'accento sulla terzultima sillaba. Dopo le piane sono le più frequenti (àbitano, edìficano).
Cattelàn, Benettòn, Trevisàn: perché l’accento è sull’ultima sillaba? Parole inizialmente piane, hanno perso la vocale finale e sono diventate tronche.

Dopodichè: del post ho compreso solo le prime due frasi che qui integralmente riporto:
Oggi piccolo post un po' puntiglioso. Nei cinque minuti di Zanzara che Paolo ci ha consigliato, quasi volessimo mitridatizzarci, ho sentito Parenzo, padovano come me, pronunciare il nome dell'artista Cattelan con l'accento sulla prima a.

I successivi ragionamenti sui meridionali, giornalisti romani, veneti, leghisti e piccoli uomini sono fuori dalla mia portata intellettiva.
Secondo me si tratta solo di errori o più semplicemente di ignoranza.
E, in ogni caso, mettere l’accento al posto giusto non è sempre così immediato. Confesso che per scrivere la parte grammaticale di questo intervento ho dovuto affidarmi a San Google.

E infine, perché disprezzo? Non vi sembra di esagerare?

Michele Reccanello ha detto...

i post su "la zanzara" riscuotono sempre un certo consenso. Evidentemente si continua a dare seguito ad una trasmissione che parla del nulla. Come direbbe grillo "sono morti"! Io direi piuche altro degli zombie.

PaoloVE ha detto...

@ mariolino:

per i "foresti" si tratta quasi sempre di ignoranza, talvolta scusabile, talvolta un po' meno (è inaccettabile da parte di un mezzobusto televisivo pronunciare in maniera errata, come troppo spesso avviene, una intera categoria di nomi, per i quali dovrebbe essere nota la semplice regola che li fa articolare correttamente. Sono pagati per parlare e per farlo decentemente);

Per veneti e leghisti si tratta invece di contraddittorio provincialismo: a molti non piace essere identificati con un cognome che identifica un mestiere umile o una origine provinciale della famiglia, ragion per cui Murèr, Fornèr, Bottèr, Calleghèr, Trevisàn, Furlàn,... vengono storpiati nel tentativo di apparire un po' meno provinciali e nel disprezzo invece della storia dei luoghi e dei nomi.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@mariolino

Paolo ha già scritto tutto nell'ultimo commento.

Aggiungo un paio di punti:

1) parlo di giornalisti romani riferendomi ai giornalisti RAI, che giudico un pochino romanocentrici: sempre pronti a usare espressioni gergali della loro regione come se fossero lingua comune, ma incapaci di prestare un minimo di attenzione a dettagli come quello di cui parlo nel post.

2) Se il nonno si chiamava Trevisan, e il nipote si fa chiamare Trèvisan perché, come ben scrive Paolo, si vergogna delle sue origini, nulla mi può impedire di disprezzarlo.

3) Se Mr Trèvisan è anche leghista, sono a un passo dall'odio: da un lato mi rompi le scatole col dialetto nelle scuole e dall'altro non sai neanche leggere il tuo cognome?

Ciao

T.