Ultimo ammainabandiera a Bagdad

Buongiorno,


Ricorderete tutti le polemiche che accompagnarono gli inizi di entrambe le operazioni condotte dalla premiata ditta Bush & Bush (Desert Storm ed Iraqi Freedom), legate al fatto che si iniziavano azioni di guerra (il termine polizia internazionale era un ridicolo ed inutile tentativo di mascherarne la natura), ai motivi per i quali si entrava in guerra (Vi avevamo appoggiati nelle rivendicazioni sul Kuwait? Non ce n'eravamo accorti. E poi siete terroristi qaedisti. Non lo siete? Addirittura li combattete? Però state preparando armi nucleari... No? Ma se ho i documenti che lo provano... Ah, sono falsi? beh, ma allora state preparando armi batteriologiche. Nemmeno? Allora dovete accettare gli ispettori ONU! Come sarebbe a dire che li accettate... Fanculo, io devo finire il lavoro che aveva iniziato papà: se non distruggete le armi di distruzione di massa vi dichiaro guerra. Affari vostri se non le avete.).



Il generale Schwarzkopf
E ricorderete ancora di più le polemiche per i prevedibilissimi effetti collaterali della guerra e per la conta delle vittime di entrambe le parti, nonchè quelle per gli effetti dell'embargo sulla popolazione civile e sulla corruzione legata al programma Oil for Food nell'intermezzo tra le due campagne militari. O quelle per Nassirija e Falluja. O i dubbi sugli interessi sui pozzi di petrolio.


Saddam Hussein
Personalmente considero la guerra un male enorme, ma non necessariamente il peggiore di tutti i mali, ciononostante, temendo le carneficine e che la realtà politica iraqena sarebbe cambiata, ma non in meglio (per quanto fascista il paese era il più filo occidentale tra i paesi arabi), e temendo per di più che l'intervento in Iraq avrebbe complicato lo scenario afgano, ero contrario quantomeno ad Iraqi Freedom, confortato in ciò anche dalle modalità opache che la stavano originando.

Indipendentemente dai motivi nobili o abietti per i quali si è combattuto in Iraq, ed indipendentemente dalla posizione sul conflitto che si poteva più o meno legittimamente avere allora, allo stato attuale il progresso di quel paese è parzialmente sintetizzato in questi numeri, che racchiudono un punto di vista un po' meno strettamente ideologico ed un po' più pragmatico su quella guerra. E, fortunatamente, sono numeri un po' migliori di quanto mi sarei aspettato. Comunque qualcosa su cui ragionare per capire a posteriori se ne sia valsa la pena.

Ciao

Paolo

2 commenti:

Francesca ha detto...

Rivedere il faccione del generale Norman Schwarzkopf mi ha fatto tornare con la memoria a quella notte di metà gennaio 1991 quando, da una TV in una camera d'albergo a Bruxelles dove mi trovavo per lavoro, vidi le facce peste dei due avieri italiani Bellini e Cocciolone precipitati con i loro velivoli durante la tempesta di bombe che illumino' la notte di Baghdad e finirono catturati insieme ad altri della pattuglia di volo abbattuta dagli iracheni.

L'altro giorno quando ho visto la lunga fila di mezzi blindati che lasciavano il deserto, caricati nella pancia degli aerei insieme ai soldati festanti, ho pensato che tutto questo costosissimo materiale non potrò sicuramente restare a lungo inutilizzato in qualche hangar....

Ottimo il file allegato al post.

Propongo una lettura anche qui:
http://ilgraffionews.wordpress.com/2011/07/15/i-costi-umani-delle-guerre-globali-americane/

Forti dubbi che ne sia valsa la pena!

Francesca ha detto...

a casa, con tutti i problemi irrisolti alle spalle lasciati sul territorio!

http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_22/iraq-esplosioni_ef2ca5c4-2c65-11e1-a06d-72efe21acfe6.shtml