Intellettualmente onesto. O quasi.


Buongiorno,

Oscar Giannino
nella giornata di ieri ho sentito due spezzoni delle trasmissioni di Oscar Giannino e di Sebastiano Barisoni, che mi hanno dato degli elementi per spiegare perché, rispetto a chi considera Giannino un libero pensatore intellettualmente onesto, io abbia una opinione meno nobile dell’economista neoliberista.

Nell’incipit della replica della trasmissione di Giannino ho sentito sbandierare alti principi e nobili ideali davanti alla richiesta di estendere molto la tracciabilità dei pagamenti. Giannino in sintesi sembra farsi garante del nostro diritto alla libertà ed alla privacy davanti ad uno Stato troppo invadente ed esoso, quello Stato che, a causa di una tassazione abnorme, apostrofa continuamente e rabbiosamente come ladro.

In astratto tutto sembra ampiamente condivisibile. Ma, per l’appunto, sembra solamente.

Sebastiano Barisoni
Il fatto è che, dopo aver sentito i dati snocciolati nella precedente trasmissione di Barisoni rispetto ai redditi denunciati dai contribuenti italiani ritengo che per me e per la maggioranza degli Italiani sia di gran lunga più importante veder tutelato il diritto a contribuire in proporzione equa rispetto agli altri con le mie tasse alla sussistenza dello Stato italiano.

Quali sono i dati citati da Sebastiano Barisoni?

Miseria in vista!
Iniziamo dal fatto che oltre la metà dei contribuenti milanesi dichiara meno di 15.000 € (vi prego di non ridere e, per incazzarvi ancor di più, di rapportarlo a quale è la percentuale dei milanesi che lavorando come dipendenti dichiarano necessariamente di più)? Oppure da quante decine di migliaia di imbarcazioni di oltre dieci metri appartengono agli italiani che dichiarano meno dei fatidici e già citati 15.000 €? Oppure di quante centinaia di aerei ed elicotteri siano di loro proprietà? Oppure ancora di quante centinaia di migliaia di auto di lusso?

Insomma, davanti al fatto che un percentuale così ampia di italiani evade le tasse in proporzione così ampia, il problema di cui preoccuparsi non è certo il fatto che lo Stato spii i miei conti. Come non lo era il mio reddito presunto attraverso gli studi di settore (anche questo un abuso da un punto di vista formale, abuso di cui sperimentai in prima persona quanto fosse insignificante nella realtà: malgrado ogni evidenza, tra i miei tanti colleghi che si lamentavano dalle loro berline tedesche, io risultavo molto benestante nella mia utilitaria).

Ed il fatto che un economista affermato, che fa della battaglia per la riduzione delle tasse il proprio leit motiv esistenziale e che presumo conosca l’ordine di grandezza di quelle cifre bene quanto Barisoni, insista per privare lo Stato della possibilità di ridurre la tassazione su chi già paga ripartendola tra una base più ampia che ricomprenda anche i troppi evasori, mi porta a pensare che nei suoi discorsi pubblici non sia particolarmente onesto.

Perchè è assolutamente evidente che il continuo aumento del numero degli evasori e delle cifre da loro evase ha contribuito ad aumentare in maniera molto importante le tasse che pago, è lampante che chi si "autoriduce" le dichiarazioni dei redditi ai livelli di cui sopra non lo fa per senso di giustizia, ed è altrettanto ovvio che chi paga le tasse ne pagherebbe molte meno se l'evasione venisse ridotta,e che sarebbe derubato in quantità molto minore dallo "Stato ladro" che tanto fastidio dà al dandy barbuto che a questi discorsi preferisce quelli sui massimi sistemi.

Insomma, se proprio vogliamo dire che lo Stato è ladro, io gli riconosco un'attenuante quando cerca di rubare a chi è più ladro di lui, al contrario, in quel caso per Giannino pare si tratti di un ladro al quadrato...

Ciao

Paolo

6 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

condivido quanto scrivi, in effetti per Giannino è più corretto parlare di maggior coerenza piuttosto che di maggior onestà intellettuale, se lo si confronta con l'intelligentissimo elefantino e il suo smilzo e scarso apprendista.

Tutte le ciarle dei "liberisti" italiani prescindono volontariamente dall'esigenza prioritaria di ridurre drasticamente l'evasione prima di proporre qualsivoglia ricetta di ampio respiro in ambito economico.

La modalità estremista applicata con cura, con l'esposizione di teste sulle picche dinanzi al negozio dell'orefice che dichiara 6000 euro o della casa dell'imprenditore che prende meno dei dipendenti potrebbe aiutare.

Al di là dei paradossi, trovo che pene esemplari per casi esemplari, pubblicizzate ed eseguite con rigore e velocità sarebbero un bel segnale per i tanti amanti delle imbarcazioni e dei velivoli, che sembrano non potersi permettere il mio affitto.

Saluti

T.

PaoloVE ha detto...

vedo che non sono l'unico infastidito dai dati citati da Barisoni:

http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_11/evasione-tutti-i-numeri_ed1ccb7e-23cd-11e1-9648-0971f64f00f8.shtml

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

http://tinyurl.com/cbnev5g

Link corretto

Francesca ha detto...

D'accordo con tutti e due.
Gli evasori accrescono il loro benessere utilizzando quegli stessi servizi che non contribuiscono a pagare.
Vanno stanati e puniti con ogni mezzo, altro che difesa della libertà.
Ieri ho sentito anch'io un poco Barisoni e la sua intervista in cui l'ospite, pur dichiarandosi in linea con le decisioni del governo e attribuendo a MM un certo pragmatismo nel considerare misure efficaci solo quelle di effettiva possibile "resa" in termini di introiti, ha laconicamente commentato che la tassa sui capitali scudati doveva e poteva necessariamente essere molto maggiore di quello striminzito 1,5%.
In effetti da qui si puo' partire per, credo interpretando il parere di molti, affermare che molte delle speranze che avevo riposto in questo esecutivo, stanno andando amaramente deluse.

Mi aveva scaldato il cuore la parola "equità".... mentre ora appare chiaro che il suo singnificato nelle intenzioni della manovra è sempre piu' distante da quello che io intendo.

Poi mi fa una rabbia pazzesca sentire come quello che Tommaso chiama l'intelligentissimo elefantino e il suo smilzo e scarso apprendista ora che la patrimoniale è del tutto dimenticata, cosi come l’aumento dell’IRPEF sui redditi alti e soprattutto la rinuncia ad assegnare le frequenze TV liberatesi dal passaggio al digitale, non mediante asta ma con il beauty contest per le pressioni di tutto il P2ELLE a difesa del portafoglio del padrone, non gridano piu’ al complotto pluto-giudaico-massonico-bancario che ha fatto cadere il governo di Silvio Bananoni.
E in piu’, il maratoneta de Milan gongola per le divisioni che invece agitano il PD!

gggrrrr!!!

Pale ha detto...

Concordo con tutti voi. Io apprezzo Giannino e spesso concordo con lui. a sua battaglia per abbassare le tasse e per fare una cura dimagrante al nostro Stato obeso mi sembra giustissima. D'altra parte pero' questa sua ossessione libertaria della privaci di quelli che invece siedono al tavolo, mangiano e non pagano, la trovo non coerente con la sua visione di fondo. Certo, in un mondo ideale, la battaglia di Giannino sulla privacy sarebbe anche buona e giusta, ma il problema e' che in questo momento bisogna fare pagare TUTTI e MENO, non ALCUNI e DI PIU'.

Per quanto riguarda le frequenze liberate dal digitale, la situazione italiana mi fa un'enorme tristezza, cosniderando che altri paei sono ancora una volta piu' avanti e meglio organizzati. Lavorando in quest'ambito, non posso che pensare che in Italia si stia perdendo un treno importantissimo per le comunicazioni digitali del futuro.

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,

ieri nella replica serale di Nove in Punto, ascoltavo il solito sermone di Giannino sulla troppa pressione fiscale ecc. ecc.
Devo dire che non sono quasi mai d'accordo con OG, esattamente come ieri (per chi lo ha ascoltato). E' anche vero che non si può continuare così e in parte quando parlava delle ragioni della guerra d'indipendenza americana, e della rivoluzione francese alla base di queste c'erano anche le tasse. Vogliamo forse vedere in faccia un'altra rivoluzione?

E' fin troppo evidente che il nostro sistema è marcio perché c'è chi le tasse le paga tutte senza poter scappare e c'è chi riesce ad aggirare tutti i sistemi di controllo e a svignarsela con il malloppo. E' anche vero che più stringi il pugno aumentando i controlli più aumenta l'insofferenza su questi e c'è maggiore ricerca di nuove strade per aggirare gli ostacoli.

Credo che occorra cercare una via di mezzo altrimenti non si riuscirà mai nè a far pagare tutto il dovuto a tutti, nè ad avere uno stato equo. Credo quindi che l'unica via sia quella di dichiarare i propri consumi e di poterli scaricare, così facendo saremmo invogliati a chiedere le ricevute e le fatture e questo realizzerebbe un efficace metodo per tenere "sotto controllo" il prossimo nostro.

Scrivevo qualche giorno fa che:
sono convinto che chi intraprende la strada dell'imprenditore o del commerciante o del libero professionista, molto di più di chi lavora come dipendente, è irta di rischi e quindi è giusto che questi siano compensati da alti guadagni. Detto questo sono dell'opinione che se l'evasione fiscale dall'oggi al domani smettesse di essere cosi rilevante per - diciamo cosi - mutata sensibilità di chi la pratica, si metterebbe a nudo la voracità, inefficienza, lo spreco ecc... di chi ci amministra usa il tema dell'evasione come scusa dei propri giganteschi fallimenti.