Parliamo (male) dello sciopero

Buongiorno,

oggi niente fill -in! 

Susanna Camusso
il post di oggi non sarà probabilmente originale (su nonunacosaseria era già stato trattato qualche giorno fa), ma penso possa valere una riflessione del giorno dopo, visto che ieri c'è stato quello unitario contro il governo e la sua manovra da parte dei confederali della pubblica amministrazione.

In altri momenti avevo già scritto di essere molto scettico sull'(ab)uso spesso autolesionista che in Italia si fa dello sciopero, ed anche lo sciopero di ieri non sfugge a quelle considerazioni. Esisteva la possibilità di danneggiare il datore di lavoro e di ottenere qualcosa in più? No. Nessuna. Nemmeno la più piccola.


Meno che mai se pensate che si trattava di uno sciopero nel settore pubblico, dove, sino a prova contraria, lo Stato è contento di avere inefficienza per poter appaltare i propri servizi nutrendo clientele e dove il risultato dello sciopero è unicamente l'ira di chi non ha potuto accedere ai servizi contro gli scioperanti.
 
Quindi nemmeno stavolta per me si è trattato di uno sciopero utile alla causa dei partecipanti.

Come non lo saranno le proteste già annunciate a difesa di un articolo 18, un articolo giusto e civile, anche se talvolta mal applicato, che si applica a sempre meno lavoratori, visto che di assunzioni a tempo indeterminato se ne vedono in quantità omeopatiche da quindici anni a questa parte e che non si applica alle piccole imprese, il che taglia fuori delle quote enormi e sempre crescenti di lavoratori (altra cosa già scritta altrove). 

Secondo me un sindacato serio avrebbe dovuto cercare di barattare la rinegoziazione di un art. 18 già perso nei fatti con una regolamentazione meno frammentaria del mercato del lavoro che tutelasse di più i precari, ma così facendo avrebbe messo in crisi le proprie posizioni di rendita e scontentato i propri tesserati. Per cui invece di parlare di assunzioni e lavoro parliamo di pensioni e solo di pensioni.

C'è però (finalmente) un elemento di novità rispetto agli ultimi anni: assieme ad una CGIL rimasta coerente sulle proprie posizioni, per qualche motivo oggi hanno ripreso a scioperare anche CISL e UIL. I sindacati che sino all'altro giorno vivevano un rapporto intimo molto stretto con Sacconi e, facendo riferimento allo sciopero della PA di ieri, con Brunetta, è bene ricordarlo. 

Compagnucci di merende
Evidentemente soddisfacente, visto che per tre anni non si sono mai lamentati, anzi. Ma sadomaso e con Sacconi nella parte del dominatore.

Mi piacerebbe sapere in base a quale pseudo ragionamento costoro oggi scioperano contro un governo da poco insediato e che sta bene o male provando a prendere in mano (tutelando indirettamente anche i loro iscritti) il disastro  allegramente fomentato dai loro precedenti compagni di merende, visto che sino a ieri stavano zitti e tranquilli anche quando venivano trattati come fannulloni e gli teneva bloccato il rinnovo dei contratti (siamo arrivati a sei anni, credo).

Il ministro Profumo in cattiva compagnia
Mi piacerebbe saperlo specialmente oggi, che anche dal lato del governo vedo un elemento di novità, dopo che il ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo ha annunciato l'intenzione di effettuare a breve un concorso che permetterebbe ad un congruo numero di insegnanti precari di uscire da una condizione lavorativa indecente, visto che da dodici anni di concorsi non ce n'era*.

Ma sono sicuro che resterò senza una risposta. Una razionale almeno. E che CISL e UIL continueranno per la loro strada.

Ciao

Paolo

lo sciopero del sole

* a chi si chiede con quali soldi li si pagherà, come ho già sentito fare, si chieda quanto costano adesso da precari, e quanto della differenza torni nel circolo economico, visto che queste persone, per il fatto di avere un lavoro stabile, potranno domani accendere un mutuo, comprare un'auto ed una casa, accendere un finanziamento per il divano o un elettrodomestico, farsi una famiglia,... potrebbe essere che, oltre che una cosa giusta, possa essere anche un affare.

4 commenti:

Pale ha detto...

@Paolo

Hai fatto bene a scrivere il post, perche' si integra alla perfezione con il post di nonunacosaseria e di Gilioli.

Per quanto riguarda i concorsi, io sono dell'idea che almeno nell'universita' non dovrebbero essere fatti per i ruoli di professori e ricercatori... ma qui andremmo OT.

Francesca ha detto...

"....costoro oggi scioperano contro un governo da poco insediato e che sta bene o male provando a ...."

ieri Barisoni ha assunto una posizione di decisa critica per le dichiarazioni del ministro Frignero sull'art. 18, a suo dire affrettate ed intempestive, perchè a pochissimi giorni dal varo di una manovra durissima il cui peso è caricato quasi unicamente sui ceti deboli, dichiarazione che non poteva che suscitare la reazione che si è vista, con la novità della ritrovata unità della Triplice.

E, come ho letto oggi su Dagospia, secondo un copione ormai arcinoto, noti terzisti del CDS subito a deprecare "la presunta aggressione verbale della Camusso rispolverando un armamentario frusto, manco fosse stata oggetto di un volantino delle Brigate rosse! Adesso bastera' rinvenire una scritta contro la Frignero nei cessi di qualche fabbrica o scuola e avremo un nuovo eroe sotto scorta, al quale intestare il lavoro sporco prossimo venturo. Gia' gustiamo l'intervista di Saccon Sacconi che dice: Anch'io bloccato sulla strada delle riforme dal terrorismo sindacale."

PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

"Anch'io bloccato sulla strada delle riforme dal terrorismo sindacale"

se fosse vero sarebbe la prova che persino "il terrorismo sindacale" può servire a qualcosa di buono, trattandosi di Sacconi.

Ciao

Paolo

Germano Scarpa ha detto...

Buongiorno,

Sono abbastanza allineato alla posizione di Paolo. In un mercato europeo che delocalizza la produzione e ricorre sempre più spesso a forme di outsourcing più o meno controllate, ritengo lo sciopero un mezzo anacronistico per manifestare il proprio disagio lavorativo.

Figuriamoci quando lo si proclama per una realtà stagnante qual'è, in Italia, la Pubblica Amministrazione. Sia chiaro, non sono un sostenitore dell'assioma Stracquadanio lavoratore pubblico = fancazzista ( http://video.repubblica.it/dossier/referendum-2011/sinistra-vince-sul-web-perche-il-suo-popolo-non-fa-un-co/70770?video=&pagefrom=1&ref=HREC1-4 ), ma è un dato di fatto che la linea promossa dai sindacati negli ultimi quarant'anni, quella della strenua difesa del posto di lavoro, ha portato ad una situazione aberrante.

Aberrante perchè, per un settore pubblico che paga poco, non da' reali prospettive di carriera e rende irrivendibile il proprio curriculum in altri settori, la linea adottata dai sindacati fu richiedere che al dipendente statale fosse possibile avere un non-lavoro, senza conseguenze.

Riguardo all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori (che non definisce le pratiche di licenziamento ma solo gli ambiti e i limiti del reintegro del posto di lavoro del lavoratore in caso di illegittimo licenzimanento), confesso che, per come se n'è parlato negli ultimi vent'anni, la mia sensazione è che sia qualcosa di profondo ma impalpabile. Magari è davvero una premessa doverosa dello stato democratico o una norma di civiltà., come diceva il segretario Camusso non più tardi di qualche giorno fa. Fatto sta che ogni volta che se ne parla, è la stessa sensazione che provo sentendo parlare di federalismo dai leghisti o di meriti del governo per la lotta alla criminalità organizzata.

Fuffa.

- GS