Domandina a cinque stelle

Ministro della cooperazione
Buongiorno, 

oggi un secondo mini post di Tommaso che ringrazio. Qui il primo, mio.

è di questi giorni la notizia della visita del Ministro Andrea Riccardi a Torino, nei quartieri di quello che i giornalisti chiamano "Pogrom" con la consueta fantasia. 

Il Ministro non ha visitato alcune zone della città e non ha incontrato il Presidente della Regione Piemonte, perché la Lega lo ha definito persona non gradita

La domanda a questo punto è per quel tre per cento di grillini che alle elezioni regionali si sono intestarditi e hanno di fatto consentito la vittoria del centrodestra. 

Ne è veramente valsa la pena, visto che adesso per cinque anni saranno rappresentati nientepopodimeno che da Roberto Cota?

Saluti 

Tommaso 
 
Roberto Cota, purtroppo
Riprendo la linea per esprimere il mio punto di vista, che, come sicuramente avrete previsto, condivide la considerazione di Tommaso solo in parte. E' indubbio che il fatto che la regione Piemonte sia in mano a Cota è agghiacciante, ma, come troppo spesso succede, non sta innescando nel PD le riflessioni del caso, proprio a causa dello schema di ragionamento che fa Tommaso. 

In troppo pochi nel PD si chiedono come fare per sviluppare alleanze con potenziali partner (M5S, radicali, ex rifondatori, non votanti, ...) o per attrarre un elettorato che potrebbe essere a loro affine. Sembrano aspettarseli in dono i loro voti, dando per scontato che debba essere così, probabilmente in funzione anti berlusconiana. 

Nessuno nel PD si chiede cosa si è fatto per attrarre voti alle posizioni di sinistra moderata e sconfiggere il Cota di turno. Non è così che funziona. Dichiararsi contro Berlusconi non basta. Anche perchè se ci si affida solo a quello, immaginate cosa succede alle prossime elezioni se Lega e PdL si presentano insieme senza candidare Silvio, togliendo così l'unico collante delle precedenti coalizioni di centro sinistra.

Ciao

Paolo

12 commenti:

Michele R. ha detto...

Io non posso che condividere le osservazioni di Paolo. Il M5S ha tanti difetti lo stesso vale per il PD, con una differenza: molti del PD sono anni che stanno lì a scaldare le poltrone. Con quali risultati?

Dato poi che il sig. Cot(echino)a ha definito il ministro persona non gradita, credo che parli a nome di quei 4 analfabeti che lo hanno votato. Evidentemente sul salume hanno fatto già presa le parole dell' ex ilare ministro per i riformatòri (Calderoli) che ieri parlava di democrazia sospesa.

Se certa gente credesse davvero nella democrazia non si permetterebbe di esprimere coteste parole. Anche se si tratta di un ministro che rappresenta 10 persone.

x ha detto...

Sto con Tommaso e rincaro la dose, perchè se non bastasse che i grillini non hanno permesso alla Zarina di restare a Piazza Castello lo scorso anno, oggi c'è da rilevare che esistono motivi importanti per distanziarsi dal M5S.
Basti pensare che Grillo è contro "Serpico", il data-base Sogei dell’anagrafe tributaria che contiene tutti i dati fiscali relativi a persone fisiche e persone giuridiche, con in più alcuni ulteriori strumenti come le informazioni sugli elenchi clienti e fornitori e i rapporti con i paesi black list, già in funzione da qualche anno per la verità, che entrerà in funzione a pieno regime dal 1 gennaio 2012: "Grazie a questa potenza di fuoco ogni singola transazione dei nostri conti degli italiani verrà esaminata. E’ un passo avanti verso la Repubblica Italiana dei Soviet.!

Ma come, non era Grillo che quando si parlava di farla finita con le intercettazioni, urlava "Intercettateci tutti"?? E ora, perchè aver paura degli occhi del fisco sul suo conto ???

Una reazione che rimanda al 2008, quando l’ex ministro del governo Prodi, Vincenzo Visco, decise di pubblicare online sul sito dell’Agenzia delle Entrate i redditi degli italiani prima che intervenisse il Garante della Privacy. Allora Grillo parlò di “colonna infame” e di un “favore che il governo ha fatto alla criminalità”.

F®Ømß°£ ha detto...

@MR

Cota è stato votato da circa il 47% dei piemontesi, se non vado errato. Per cui non parlerei di 4 analfabeti.

Paolo ha senz'altro ragione a sottolineare che nel PD continua a non vedersi una presa di coscienza sulle cause del voto per M5S, anche se trovo inconcepibile l'idea di un'alleanza con chi ti dà dello "zombie" o sostiene che tra PD e PDL la differenza sia solo la una lettera.

La mia critica comunque è sempre la solita, ed è rivolta a chi ha votato M5S sapendo benissimo che di fatto favoriva un personaggio che a stento potrebbe amministrare un condominio.

Il mio ragionamento forse non aiuta a risolvere i problemi del PD, non ho la pretesa di farlo. Tuttavia così come è responsabile il partito così sono responsabili i duri e puri che continuano nel loro masochismo, che diventa sadismo nei confronti del 46% degli elettori nel caso di specie.

Saluti

T.

x ha detto...

OT

"Presidente Monti si ritiri, dia le dimissioni, perché diversamente ci sarà tanta gente, operai, pensionati, piccoli imprenditori, che la verranno a prendere a casa".

Lo ha detto Roberto Calderoli in Senato illustrando la pregiudiziale della Lega alla manovra.

Domanda: è piu' una promessa o una minaccia?

E nessuno si indigna naturalmente, delle minkiate che fuoriescono da certe cloache!

Michele R. ha detto...

@tommaso,
Sai bene che il salume non é stato votato solo dai simpatizzanti della LN. Ma anche s fosse cosi potrei sostenere che quel 47% sono una parte di coloro che in questi ultimi mesi ci ha portato in rotta di collisione con l'iceberg. Gente con gli occhi foderati di prosciutto come minimo...

Nando ha detto...

Adesso candidarsi e prendere i voti si chiama "intestardirsi". Elettori che ragionano così si meritano Cota e anche peggio.

PaoloVE ha detto...

@ nando:

il termine potrà essere spiacevole, ma nella posizione di un partito che arriva forse al 5% e contemporaneamente rifiuta ogni tentativo di alleanza con chiunque, io un po' di testardaggine la vedo.

Raccogliere voti per non tradurli in una iniziativa politica che possa avere delle implicazioni pratiche non mi pare costruttivo.

Ciao

Paolo

Nando ha detto...

@PaoloVE: Non ribaltiamo la frittata, dato che Bono e Biolé sono quelli che stanno lavorando, concretamente, più di tutti (per chi segue un po' da vicino la sua politica locale e non si limita ai giornali - io stando a Milano sono più ferrato sulle cose di qui, ma qualcosa del Piemonte la so e la vedo). A uno può piacere o meno la politica che fanno, ma non si può proprio dire che non siano concreti. Non si alleano perché non trovano convergenze programmatiche con nessun altro. È troppo poco realpolitik per te? Bene, è una posizione rispettabile (quand'anche, personalmente, non condivisibile), ma non trucchiamola da costruttivismo, perché somiglia più al contrario (a meno che non mi si indichino esempi reali di inciucismo costruttivo).

Qui l'enormità della cosa (che da commentatori di solito meno banali della media, come voi, non ci si aspetta) sta nell'accusare un movimento politico di aver "rubato" i voti a un altro. Come se i voti fossero dei partiti e non degli elettori. In questo senso, chi ragiona così si merita Cota e anche peggio. Se il PD non ce la fa prendetevela col PD. Capisco che possa sembrare un po' come sparare sulla croce rossa...

PaoloVE ha detto...

@ Nando:

non sto dicendo che i rappresentanti del M5S non stiano lavorando: dico però in democrazia non basta il 5% dei voti per far passare una legge.

Se pensi di dover portare avanti certe battaglie, in democrazia, o hai il 51% dei voti oppure devi mediare. Se non hai il 51% e non accetti di mediare, di fatto ti chiami fuori.

E quindi anche la migliore delle proposte, se non medi e tratti con i rappresentanti del 95% degli elettori restanti, resta un progetto, magari anche valido, e non diventa realtà.

E la scelta di non accettare compromessi mette sulle proposte del M5S il sigillo dell'utopia impossibile anche quando sarebbero utili e fattibili.

Ciò detto, sono il primo a dire che il PD ed il centro sx avrebbero dovuto avere maggior attenzione ai possibili alleati.

Dall'altro lato il M5S programmaticamente ha sempre sistematicamente rifiutato qualsiasi tentativo di alleanza.

Ciao

Paolo

Nando ha detto...

Tanto per capirci: se il tuo programma è alternativo a tutti gli altri, come fai ad alleartici? E cosa speri di ottenere in quel caso? Se la mediazione non avesse portato questo disgraziato paese dove si trova potresti avere quel beneficio di dubbio che si concede alle teorie che sembrano sensate almeno finché non le metti in pratica, ma in questo caso non si applica. E dunque?

Si possono ottenere delle cose anche se non hai il 51%; la democrazia non è una partita a carte. Si può fare pressione, denuncia, raccogliere consenso intorno a proposte sensate (gli amanti degli orrorlogismi dicono "bipartizan"; tu dici "medi e tratti" - questo è mediare e trattare, non le alleanze preelettorali). Per fare tutto questo bastano i singoli, non serve il 51%. Inoltre al 51 ci arrivi, se ci arrivi, passando dal 5.

Ma divago. Il punto è che se hai un programma alternativo a X secondo te stai "sistematicamente rifiutando qualunque tentativo di alleanza", assumendo implicitamente che, nel caso in cui le alleanze vadano fatte (ammesso e non concesso), chi deve cambiare programma è quello piccolo, e non chi ce l'ha peggiore (e oltre a ciò non lo applica). Sono due concetti che trovo aberranti. Ma direi che le posizioni sono abbastanza chiare a questo punto. Inutile fare altro rumore. :-)

PaoloVE ha detto...

@ nando:

per cortesia rileggi più pacatamente quanto scrivo. Ogni partito ha un programma alternativo a tutti gli atri, non solo il M5S.

Purtroppo tra PD e M5S è muro contro muro: il primo ritiene che chiunque gli stia in qualche modo a sinistra debba appiattiesi sulle sue posizioni senza discutere (condivido la tua analisi), l'altro, in maiera altrettanto miope, considera chiunque non si appiattisca sulle posizioni grilline uno zombi, un cadavere, un rappresentante della casta,...

insomma è ugualmente impossibile interloquire con entrambi.

Il meodello di mediazione e trattativa inItalia fallisce per l'incultura dei nostri poltici, non per l'inconsistenza del modello, che, infatti, altrove funzione.

Da nessuna parte, invece, il 5% dell'elettorato riesce da solo a far passare i propti disegni di legge. A meno di avere quel po' di pazienza necessario a passare dal 5% al 51.

Ciao

Paolo

Nando ha detto...

@Paolo: quanto scrivi è in parte condivisibile (anche se secondo me macchiato da una prospettiva inadatta a cogliere il cambiamento che il M5S e in generale tutti i cittadini consapevoli impegnati in politica, senza e lontano dalle bandiere) e se ne potrebbe discutere, ma io commentavo l'articolo e su quello il mio giudizio non cambia.