Un blog dove parlare un po' di attualità e politica. Per quelli cui una volta piaceva una certa trasmissione radiofonica (la Zanzara di Cruciani), cui magari erano arrivati da un'altra trasmissione radiofonica (Zapping di Forbice). E che il 3 gennaio 2011 son rimasti orfani di un ottimo blog (l'Anti - Zanzara di Authan). E per tutti quelli che vorranno aggiungersi, senza fare caciara, per ragionare un po' di attualità, politica, economia ed altro...
in questi giorni il governo più decisionista degli ultimi 150 anni (credo di poter parafrasare in questo modo il modo di dire “il governo del fare” senza travisare di molto lo spirito entusiasta e comunicatore del nostro esecutivo) sta mostrando la corda sotto vari aspetti.
Oggi ne vorrei considerare un paio, il primo dei quali mi è stato suggerito da MR (Grazie Michele!) e riguarda la difesa dell’italianità delle imprese, mentre il secondo riguarda la politica estera.
Alitalia: da rubrica sul Made in Italy!
Il non ancora Premier Silvio Berlusconi aveva di fatto esordito nel governo irrompendo nell’affaire Alitalia, mandando a carte quarantotto, nel nome della difesa del simbolo, la possibilità di vendere la compagnia aera di bandiera ad Air France per trecento milioni di €, soluzione che ha già di fatto consegnato il controllo della maggioranza di Alitalia ad Air France (che con il 25% delle azioni è il primo socio di CAI e mi pare possieda già parte degli altri soci...) e le ha gentilmente offerto condizioni monopolistiche sulle principali tratte interne, gravando del cosiddetto “prestito ponte” (che non sarà mai restituito) sulle tasche degli italiani (questa l'ho detta solo per fare polemica ;-)).
in questi giorni è stato posto un ulteriore importante tassello per il riequilibrio tra la programmazione RAI "di sinistra" e quella "di destra", inserendo in palinsesto dopo il TG1 Radio Londra di Giuliano Ferrara.
troppo a dx o troppo narciso?
Da decenni artisti conduttori e politici di destra lamentavano l'ostracismo contro le loro strutture da parte delle comunistissime dirigenze RAI: si andava dalle accuse di Berlusconi a quelle di Banfi, Buzzanca, Barbareschi, e tanti altri che ritenevano che esistesse una discriminazione contro una programmazione televisivia "di destra", a quelle contro conduttori come Santoro, Floris e la Gabanelli di essere faziosi e militanti di sinistra.
Si è concluso ieri sera l'ennesimo strepitoso sondaggio.
Le Chef
Boletus atomicus edulis
Sulla base di un campione rappresentativo quanto possono essere quindici lettori del blog, riteniamo di poter dire che se Fabrizio Cicchitto vedesse un fungo atomico lo raccoglierebbe per farci un risotto (53% dei voti) magari chiedendo prima ad un micologo informazioni sulla sua commestibilità (13% dei voti). Per un altro 13% dei voti si metterebbe al riparo dalle radiazioni, mentre per i restanti continuerebbe imperterrito a fare quello che stava già facendo perchè non si cambia idea ogni dieci minuti...
Sono sicuro di non meritarmi un politico simile... :-)
Oggi ospito un post del blogger tenutario di http://nonsonoserio.blogspot.com : Michele. Che ovviamente ringrazio (ammetterete che nella captatio benevolentiae me la cavo benino :-)).
Buongiorno,
Lunedi 14 il Presidente del Consiglio è sceso ad incontrare i sindacati di polizia che manifestavano davanti ai cancelli di Arcore (la succursale lombarda del Governo italiano) per protestare contro i tagli del governo al comparto sicurezza. Tra le cose dette da Berlusconi, ce ne è stata una importante sottolineata in serata a "La zanzara" da Cruciani e Parenzo: “è colpa di chi ha speso prima, certo. Ma è colpa anche nostra perché non siamo riusciti a ridurre le nostre spese in generale per cui incassiamo 100 e spendiamo 105”.
Berlusconi arringa i poliziotti
Dato che nessun organo di informazione ha rimarcato questo, devo fare i miei complimenti a Cruciani e a Parenzo per aver pescato qualcosa fuori dal coro.
Per me poi è una perla assoluta che mostra, in particolare ai fan incalliti che vedevano in Berlusconi una specie di messia come e perché la politica fatta di vuote promesse e slogan elettorali tipo “meno tasse per tutti” o “per un nuovo miracolo italiano” sia fallita. Escludo da questo chi è riuscito a tenere gli occhi aperti sul vero problema di casa che è il debito pubblico, e che non lo si abbatte se non al prezzo di sacrifici, ovvero far pagare le tasse a tutti e di tagliare i rami secchi e improduttivi della macchina pubblica. E' quindi l'ammissione implicita del fallimento di Berlusconi come politico, sceso in campo tra le altre cose contro quella macchina burocratica, di cui in tempi precedenti si era servito per i tutelare i propri interessi (vedi legge Mammi), per “liberare l'Italia da lacci e lacciuoli”.
Saluti
Michele
Riprendo la linea solo per una piccola considerazione OT: la maggior parte dei leghisti ha disertato le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Come succede sempre con gli ospiti indesiderati che non si può però far a meno di invitare, non sono mancati a nessuno, anzi la festa ha tratto giovamento dalla loro assenza.
mentre il disastro giapponese monopolizza l'attenzione di gran parte dell'opinione pubblica, (vi segnalo che oggi la CRI ha attivato il numero 45500 per gli SMS per l'emergenza Giappone) in Libia il Colonnello Gheddafi, libero come il vento e giovandosi della mancata istituzione della no fly zone, sta utilizzando aviazione e carri armati contro i ribelli male armati e disorganizzati.
Ritorna vincitore
Conseguentemente, dopo essere stato praticamente confinato nella sola Tripoli o poco più, sta riprendendo il controllo dell'intero paese: le filiere del petrolio e del gas sono tornate nelle mani rapaci del Colonnello, così come quasi tutti i grandi centri abitati. Ormai pare che a resistere sia sostanzialmente le sole Bengasi e Misurata e parte della Cirenaica, ma con i rapporti di forze in campo è solo questione di tempo.
Per chi aveva provato a rivendicare diritti si prospetta un futuro molto cupo e per noi l'aumento della pressione degli emigranti, che vedranno aggiungersi a chi fugge la fame chi fugge alla repressione (magari respingeremo nei campi libici anche loro, tanto, per quel che frega ai nostri governanti...).
Le diplomazie straniere, nell'ignoranza di chi fossero e cosa volessero i ribelli e legate al regime libico da forti interessi economici, hanno esaurito la loro attività in chiacchiere e, al massimo qualche vaga minaccia. In questo campo l'Italia, che aveva consolidato con la Libia maggiori rapporti economici e politici, è stata una delle nazioni che più hanno operato come freno nel prendere iniziative contro il dittatore e quella cui probabilmente questi sarà, nei fatti, maggiormente debitore.
and the winner is: Mr. Mugabe!
Possiamo aspettarci che maggior gratitudine andrà solamente a Mugabe, se è vero che ha favorito l'arrivo di mercenari dallo Zimbabwe, e non è un bel confronto.
Tutto ciò è stato secondo me un colossale errore da parte degli stati democratici occidentali, che magari in parte ne trarranno nell'immediato un vantaggio.
Ogni volta che la testa di un dittatore rotola nella polvere, ogni volta che un Mussolini viene appeso per i piedi, ogni volta che un Ceausescu viene linciato, ogni volta che un Milosevic o un Babic crepano come cani rognosi in carcere, il mondo diventa un po' migliore e a chi aspiri a diventare dittatore a sua volta giunge un messaggio sulle conseguenze del violare i diritti umani.
Con Gheddafi si sta affermando invece il contrario, e si sta mostrando come non esista spietatezza e crimine che i soldi non possano far perdonare... gli interessati ne trarranno le ovvie conseguenze: se i soldi fanno perdonare qualsiasi cosa, si può fare qualsiasi cosa per impossessarsi dei soldi. Ed insegneranno a chi è tiranneggiato a subire in silenzio, perchè sarà solo davanti al suo aguzzino.
Salvare un dittatore oggi ne fa nascere altri due domani.
Ciao e buoni festeggiamenti
Paolo
L'inno di Mameli me lo sono già giocato: Benigni integrale!
Per il post di oggi mi soccorre Tommaso: grazie Tommaso!
Buongiorno,
assistiamo con la consueta italica indifferenza al ritorno sulla scena di un paio di personaggi che personalmente non avevo affatto dimenticato: Claudio Scajola e Luca Luciani.
di nuovo sui nostri schermi
Il primo è un habitué del "back in action" a pochi mesi da una sempre ignominiosa uscita di scena. Sostiene di voler vendere la casa con vista Colosseo che avrà "acclarato" essere stata pagata da altri. Come se questo cancellasse la vergogna. (personalmente non dimenticherei che si tratta anche di colui che ritenne opportuno etichettare come rompicoglioni il Prof. Biagi che richiedeva una scorta -come quella di Scilipoti, per dirne uno- che probabilmente gli avrebbe salvato la vita dalla Nuove Brigate Rosse: uno dei rari casi in cui i nostri politici hanno preso le adeguate conseguenze. E non dimenticherei nemmeno che è l'uomo che riusciva a giustificare la necessità del volo Alitalia Savona Roma quando era parlamentare...). E come se non bastasse dobbiamo beccarci i piagnistei della serie "quello è più delinquente di me ed è rimasto al suo posto, perché devo pagare solo io?"
Luca "Napoletone" Luciani
Il secondo si è reso protagonista di una gaffe su Napoleone che si commenta da sola (così, solo per infierire, ricordo a tutti che è forse l'unico caso in cui Cruciani si è permesso un po' di pesante sarcasmo con un pezzo grosso, fate un po' voi...).
Ora viene accusato di truffa (che strano!) e solo così veniamo a sapere che egli era colui che "I soci forti della società hanno appena scelto come dg nell'operazione di modifica della governance di gruppo". Non c'era nessuno meglio di così? (Evidentemente no, si sa che in Italia vige la meritocrazia più spinta...).
Questa è la nostra classe dirigente: impuniti pieni di sé, infantili come bambini delle medie, figli di papà, ignoranti come pali.
Con la fuffa e l'improvvisazione si faranno i soldi nelle pulciose PMI sempre sull'orlo di fallire dopodomani, ma un Paese governato a lungo da persone immeritevoli e incompetenti non ha futuro.
Saluti
Tommaso
Riprendo la linea per una considerazione ed un flash back.
La considerazione: in fondo non ci sono solo cattiva notizie se Giovanardi minaccia le dimissioni. Speriamo che qualcuno le accetti.
Il Flash back: sarà leggere certe cose, sarà che abbiamo appena rivangato nel mio passato da ufficiale degli alpini, ma mi è venuto in mente un ottimo alpino del plotone che comandavo. Costui aveva un rimedio universale per qualsiasi problema: "Carico, scarrello e sparo". Chissà cosa mi frulla nella testa.... :-)
personalmente trovo impegnativo scrivere un pezzo tutti i giorni sul blog: richiede tempo ed energie che non sempre ho. E' difficile cercare di scrivere ogni giorno qualcosa di intelligente (Ehi! ho scritto cercare ed il blog si chiama acuto come una palla: è proprio necessario infierire? :-)). Riuscirci mentre nella testa vi risuona la voce di Fabrizio "The Brain" Cicchitto che recita che sul nucleare si continua tutto come prima perchè "non si può cambiare idea ogni minuto" va probabilmente oltre le mia capacità odierna.
Genius at work
Spero intensamente che i problemi al reattore di Fukushima saranno rientrati quando questo post sarà pubblicato (ed allo stato attuale è tutt'altro che scontato), ma quanto è stato diffuso in questi giorni sottolinea quanto siamo arrivati vicini ad un esito catastrofico, anche nelle centrali dove i problemi sono stati presentati come minori (le esplosioni dovute all'idrogeno non sono rassicuranti se si pensa che l'acqua genera idrogeno a temperature prossime a quelle di fusione dell'uranio...). Pensare di essere arrivati ad un passo (o anche meno) dalla catastrofe in più realtà contemporaneamente non è rassicurante, specialmente se da parte di chi governa c'è la ferma determinazione a non voler vedere cosa sia successo. Come dire che non abbiamo corso rischi perchè la pistola con la quale hanno cercato di spararci si è inceppata invece di sparare. Apprezzo perciò moltissimo la razionale decisione della Cancelliera Merkel di prendere atto che le conoscenze sulle centrali nucleari sono cambiate in conseguenza di quanto sta succedendo in Giappone e che la situazione impone pertanto una rivalutazione dei rischi, dei costi e dell'opportunità di fruire della tecnologia nucleare. Che la valutazione confermi o meno le scelte poco importa: quanto in Germania viene evidenziato è il tentativo di effettuare una scelta razionale e non ideologica. Proprio come in Italia.
Metto anche lei per parità di genere
In questi giorni si è anche toccato con mano come l'informazione in Italia abbia viaggiato a velocità diverse, a seconda della diversa propensione di un giornale piuttosto che di un altro ad avallare la scelta nucleare. Sul Corriere determinate notizie giungevano con notevole ritardo rispetto a Repubblica ed ancor più al Fatto, e non ho avuto l'impressione che trattasse dei tempi necessari a verificare le notizie... Per non parlare di chi, come il Giornale di Sallusti, apriva ieri sera l'edizione on line con le notizie sul barcone dalla Libia. Qualcuno dirà che sono libere scelte editoriali.
Come avevo già evidenziato ieri qui ciò mi vale sicuramente l'epiteto di sciacallo e di avvoltoio: mi sembra comunque di esser in miglior compania avendo a che fare con la Merkel che con i nostri geniali governanti.
La mia considerazione su Cicchitto sta tutta nel sondaggio che trovate di spalla da ieri sera...
mentre scrivo si stanno lentamente definendo i contorni della catastrofe che venerdì ha colpito il Giappone: la potenza del terremoto è stata impressionante, ciononostante i suoi effetti diretti sono stati piuttosto contenuti, grazie alla tecnica edilizia ed alla organizzazione dello Stato del Sol Levante. Molte testimonianze segnalano come, di fronte ad uno dei terremoti in assoluto più potenti tra quelli verificatisi in epoca storica, i giapponesi hanno reagito quasi senza panico, con autocontrollo e disciplina, spesso uscendo in strada con caschetto di protezione e kit per l'emergenza, confermando il fatto di essere un popolo abituato a convivere con i fenomeni sismici.
Purtroppo poco è ancora possibile fare per arginare la furia dei maremoti , ed in effetti lo tsunami seguito al terremoto pare essere il responsabile della maggior parte dei morti, che ormai si contano a migliaia, e dei danni.
Nell'arco del fine settimana però l'attenzione è stata prevalentemente concentrata su una delle conseguenze del terremoto: cinque degli oltre cinquanta reattori nucleari installati in Giappone (tre a Fukushima, uno a Tokai ed uno a Onagawa), in conseguenza delle scosse sono andati in avaria e fuori controllo, sino al verificarsi di esplosioni, fughe radioattive più o meno controllate, tentetivi di raffreddamento dei reattori con acqua di mare, melt down parziali del nucleo e precipitosa evacuazione di centinaia di mglaia di persone.
Devo ammettere che il test cui gli impianti giapponesi sono stati sottoposti è stato brutale ed estremo, i risultati purtroppo per ora non sono ancora ascivibili al positivo, anzi, benchè almeno alcuni di questi impianti siano secondo quanto affermava un fisico nucleare intervistato su R24 impianti BWR di seconda/terza generazione, contrariamente a quanto affermato invece dal nostro ministro dell'ambiente (che ne retrocede la generazione a prima e la realizzazione agli anni '50, mentre per Fukushima Daichii gli impianti dovrebbero datare al 1971 per l'unità 1, 1974 per l'unità 2 1974 per l'unità 3).
Non siamo Giapponesi
Da italiani, in vista di una ripresa del programma nucleare nazionale, credo valga la pena di approfittare per chiederci cosa potrebbe succedere da noi, in caso un terremoto coinvolgesse le centrali che verranno costruite. Da un lato i geologi ritengono che in Italia non siano prevedibili terremoti della portata di quello verificatosi in Giappone, dall'altro le condizioni al contorno sono molto meno rassicuranti: l'edilizia, le infrastrutture, le tecniche costruttive e la preparazione degli italiani non sono certo quelle giapponesi: chi di voi ha pronto un kit per le emergenze? quanti sono sicuri di vivere in una abitazione che risponde a criteri antisismici? quanti sanno quale sia il rischio sismico del comune di residenza? La strada che vi porta al lavoro resisterebbe ad un terremoto del V grado Richter? Bene, se foste un tecnico della costruenda centrale nucleare, sulla scorta di queste consapevolezze, quali garanzie potreste dare di essere in grado di raggiungere il posto di lavoro per tamponare una grave emergenza se si verificasse un terremoto?
Giusto per aggiungere una nota polemica: tempo fa vi era chi giurava che le centrali nucleari erano diventate assolutamente sicure, assicurava che chi metteva in dubbio la sicurezza e l'economicità delle centrali era un ottuso retrogrado oscurantista o peggio, spergiurava che le centrali di terza generazione non avrebbero mai permesso una nuova Chernobyl, mandava in TV pubblicità piene di messaggi impliciti e subliminali a favore di una ripresa condivisa del programma nucleare. Oggi, con un numero imprecisato di centrali che potrebbero essere ad un passo dalla fusione del nucleo e segnalano l'esistenza e la dimensione del problema, oggi dicevo, con immutata sicumera costoro non trovano di meglio che dare dello sciacallo a chi segnala che la realtà sembra essere diversa (come ha fatto l'inossidabile Chicco Testa), dargli dell'avvoltoio utilizzando dati quanto meno dubbi (come ha fatto la già citata ministro dell'Ambiente Prestigiacomo) e confermare la scelta di installare delle nuove centrali in Italia perchè "non si può cambiare idea ogni minuto" (come ha fatto Cicchitto, dall'alto delle sue granitiche ed inscalfibili certezze).
Penso che posizioni così ottuse facciano il paio con un certo ambientalismo immobilista che spesso hanno coperto di sarcasmo: cerchiamo di tenere entrambe le posizioni fuori dal dibattito nel prossimo futuro: non potrebbero che danneggiarlo...
Ciao
Paolo
Oggi due CMM: il primo ha un sapore diverso da quando è stato trasmesso la prima volta:
il secondo è un CMM Monstre: 86 minuti di The atomic cafè