Le regole minime del legal thriller



Buongiorno Detective Starling...
Buongiorno,

non so se vi ho mai detto che sono un appassionato di gialli (libri, film e telefilm). E' un genere di semplice fruizione, poco impegnativo e talvolta ricco di considerazioni etiche e sulle persone.

Mi piacciono molto un po' tutti i suoi sottogeneri, dall'hard boiled (il detective Bosch di Michael Connelly, ma anche il telefilm The Shield), al filone medico legale (la prima Patricia Cornwell come gli ormai abusati CSI), dal genere investigativo (sia i grandi classici stile Sherlock Holmes, sia più recentemente prodotti come Criminal Minds o la trilogia di Millennium) al legal thriller (Scott Turow, ma anche Grisham), con tutti i loro clichè.


In quest'ultimo sottogenere un pretesto che viene spesso utilizzato per costruire una trama è quello dell'isolamento della giuria: il sistema giudiziario USA, giustamente, pretende di costringere la giuria a prendere le proprie decisioni unicamente sulla base di prove e testimonianze, e, per farlo, isola i giurati dal contesto circostante sino alla sentenza, in modo da escludere indebite influenze e pressioni esterne.

La Giuria
Nell'isolamento dei giurati risiede un principio fondamentale della civiltà giuridica, a mio modo di vedere: chiunque deve poter essere giudicato sulla base unicamente della legge e delle prove a suo carico. Illazioni, indiscrezioni, insinuazioni non attinenti al processo devono stare alla larga dal processo. Per quanto possibile i comportamenti di un imputato devono influire sul giudizio solo in misura in cui siano attinenti, il resto sta fuori, per non originare pregiudizi.

Ed effettivamente sono da stigmatizzare i comportamenti dei singoli che, prima del processo, hanno già deciso fatti colpe e sentenze e pretenderebbero di imporli a chi è invece istituzionalmente deputato a  valutarli: in qualunque posto ed in qualunque momento troverete  però chi è convinto di essere depositario della verità ed incaricato della missione di imporla agli altri. Basta dargli il peso che merita ed arginarlo come conviene.
 
Contro la pena di morte
Diventa invece più complicato gestire situazioni in cui ad operare non sono più singoli, ma, come talvolta accade, organizzazioni o partiti. Avete presente i film che mostrano l'esterno del penitenziario dove sta per essere giustiziato il condannato a morte (The life of David Gale per dirne uno)? decine di persone pregano e mostrano i loro cartelli cercando di ottenere il miracolo della sospensione della pena in extremis, spesso fronteggiando chi vuole invece festeggiare l'eliminazione di un peso della società. In questi casi si tratta quasi sempre di proteste eminentemente "politiche", perchè rivolte contro la condanna a morte in sè e per sè, non contro la sentenza di colpevolezza.

Passando dalla realtà letteraria e cinematografica alla realtà italiana, in questi giorni, davanti ai tribunali dove si cercano di celebrare i processi a carico di Silvio Berlusconi dobbiamo purtroppo registrare la dimostrazione della nostra completa mancanza di civiltà proprio in questo campo, persino rispetto ai telefilm americani.

Non vedo come altro potrei definire la gazzarra che si sta creando davanti al Tribunale di Milano, dove opposte tifoserie (più pro SB che contro, in verità) rumoreggiano nel tentativo di far prevalere la propria sentenza preferita, in spregio all'idea che esista un modo  "normale" di condurre un processo che dovrebbe tutelare sia le vittime che gli imputati. E le manifestazioni che si stanno scontrando non sono, come vorrebbe la Santanchè, manifestazioni politiche,  come potrebbero essere quelle davanti al braccio della morte USA, perchè nulla hanno a che vedere con l'opportunità delle eventuali pene nè con la natura del reato: nessuno si sogna di mettere in discussione che esistano e vadano perseguiti i reati patrimoniali o l'evasione fiscale: ci si scontra in maniera assolutamente incivile su una specifica sentenza, anzi, peggio ancora, su una specifica persona, pretendendo di sostituirsi ai giudici o, quanto meno, di influenzarli, con lo spirito della curva da stadio.

Io sono assolutamente certo che la curva dello stadio non è una buona giuria (come vedete anch'io ho un po' di certezze pronte da elargire di qua e di là), e  valuto molto negativamente i tentativi organizzati di alterare il normale corso del giudizio per sostituirlo con qualcosa che ha più dell'ordalia che della giustizia, dall'uno e dall'altro lato. Trovo pericoloso che ad organizzare questi tentativi possano essere dei partiti politici e ridicolo che questi partiti possano autodefinirsi liberali. Ma siamo in Italia.

Di buono c'è che anche in questo caso sembra "la gente" voglia confermare di avere più buonsenso dei politici determinati a strumentalizzarla di qua e di là, e, dove si aspettavano mille persone rifocillate e scarrozzate da pullman, ne sono arrivate meno di un terzo (prima del vaglio della questura): rumorose ed offensive, ma poche.

Ciao

Paolo
La parola ai giurati di Sidney Lumet

9 commenti:

PaoloVE ha detto...

Postato per Francesca:

Da rimarcare che l'ignobile claque davanti al palazzo di Giustizia è stata organizzata assoldando frotte di pensionate truccate e abbigliate come fenomeni da circo cosi come impone loro la devozione ai programmi TV di Merdaset, dal pluripoltronato e multistipendiato Mario Mantovani (contemporanemente sindaco di Arconate, senatore e sottosegretario alle infrastrutture) e dalla sottosegretaria all'attuazione del programma, che, come denunciato vigorosamente anche dalla presidente degli Industriali, è fatto di chiacchiere, inazione del governo e promesse disattese!



Ma la cosa peggiore è che si tratta di cittadini di sguaiatezza incomparabile a quella degli oppositori di SB, (ALTRO CHE CURVA!) da cui mi sento distante anni luce; senza alcuna pretesa superiorità culturale o morale, ma proprio perchè come io non farei mai, si lasciano tranquillamente prendere per mano a fare qualunque cosa senza esercitare un minimo di controllo o verifica.



L'esempio lampante mi viene dalla rabbia che ha suscitato in me un cartello vistoso che ho notato agitare in quella piazza. Recava attaccata la prima del Giornale di qualche giorno fa "PROCESSATE LA BOCASSINI".

La Procura di Milano incolpata di nuove imbarazzanti intercettazioni pubblicate che, come ha detto Bruti Liberati, erano in possesso solo degli avvocati della difesa!!!



Marmaglia feroce ed ignorante che non ha nemmeno idea di chi sia Ilda la Rossa, di quanto coraggio abbia speso in una vita di lotta al crimine.

“Dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, nel 1992, chiede di essere trasferita a Caltanissetta dove rimane fino al ‘94 sulle tracce degli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Collabora nuovamente con Ultimo alla cattura di Riina e scopre, in collaborazione con altri magistrati applicati a quelle indagini, mandanti ed esecutori delle stragi dei giudici martiri.”



Una che ha le palle quadre e ha visto la morte in faccia ogni volta che interrogava un mafioso, sai che paura puo’ avere di un pagliacco come SB!

Ciao

Francesca

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
non ci capisco molto di questioni di giustizia pero a naso mi sentirei di sostenere che il sistema americano è migliore del nostro solo per il rispetto dovuto ai giudici. Se gli attacchi tipo quelli che B. Ha perpretato ai giudici fossero successi in USA, probabilmente il responsabile di accuse gratuite tipo toghe rosse e cosi via, sarebbe al fresco da un pezzo. Invece ho i miei dubbi sul sistema giudicante composto da una giuria popolare, almeno per come si vede in tanti film e telefilm. Spesso la scelta dei giurati fatta in basa al colore della pelle, all' estrazione sociale, al sesso, sembra far pendere la bilancia da una parte o dall'altra con buona pace della conoscenza del diritto e della giurisprudenza. A proposito di fans il problema vero lo ha descritto bene ieri Santalmassi nel suo blog, nel post che è stato segnalato da Francesco Caroselli. C'è chi tifa per il cavaliere senza conoscere i fatti e le prove presentate nel processo mediaset. C' è poi chi tifa contro per reazione uguale e contraria dovuta al disgusto di questi 17 anni di anomala vita politica che ciha condannato all'immobilismo.

Amaramente, Michele.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

non credo che "l'ignobile claque" sia integralmente composta di "fenomeni da circo" prezzolati. Provo invece paura e disgusto.

Nel paese è nutrita la fascia di popolazione che:
1) Non rispetta i valori di democrazia, Costituzione, separazione dei poteri.
2) Ignora cosa sia scritto nella Costituzione e anche se la leggesse non sarebbe in grado di comprenderla (ricordiamo i dati sull'analfabetismo di ritorno)
3) Per un cortocircuito della democrazia stessa è dotata di diritto di voto con il quale può influire su ciò che non conosce e disprezza.

Lungi da me sostenere che i cerebrolesi siano tutti Berlusconiani o viceversa. Trovo semplicemente pericoloso e disgustoso che non esistano anticorpi democratici per eliminare l'influenza di chi se ne strafotte della democrazia parlamentare, ma può influire sul suo essere di giorno in giorno svuotata e infine distrutta.

Già vivo in un Paese in cui meno studi e più guadagni, devo anche vivere in un Paese in cui gente che non sa nemmeno comprendere un articolo di giornale deve poter influire sul mio futuro.

Saluti

Tommaso antidemocratico e snob

Michele Reccanello ha detto...

@francesca

Sulle "vigorose" denunce della presidente degli industriali ci andrei cauto. A me sembra che non sappia bene da che parte stare, un giorno sta un po di qua e un altro un po di la, come fa notare in un trafiletto a pag. 8 del FQ di oggi Giorgio Meletti. Sottolineo poi la sua osservazione:
"Gli imprenditori si sentono soli (i disoccupati invece, essendo tanti, si fanno compagnia)"

Michele Reccanello ha detto...

@Tommaso

purtroppo hai messo il dito sulla piaga. Una delle tante.

Francesca ha detto...

@ Mike

riascoltati se puoi la puntata odierna di Focus Economia.
Intervistato un giornalista del SOLE24H che ha commenato un articolo apparso oggi a pag. 4 mi pare in cui si stila una lista di opere promesse dal governo contrassegnate da pallini rossi, blu e gialli per indicare le cose non ancora fatte, fatte e in corso.
Indovina un po?
Le critiche sono state feroci!

Secondo me, mai peggio di cosi, son davvero stufi di reggere il gioco al peggior governo della storia repubblicana.

francesco.caroselli ha detto...

Sfido publicamente Tommaso a scrivere un post che non contenga la parola Amarezza o Disgusto.
Sei veramente forte...chissà quanti antiemetici prendi...sei proprio un Bloch! :-)

Io non ho niente da aggiungere tranne consigliarvi la lettura di questo numero di Internazionale
è di settembre scorso ma mi colpì molto.
Sono proprio felice di vivere in un paese ultra-iper-turbo-garantista.


Per quanto riguarda il comportamento di Donna Emma trovo che sia molto simile al comportamento di Cruciani che ultimamente si è spinto oltre i suoi consueti confini nella critica verso B...
Ma non mi sembra una vera e propria presa di distanza piu che altro mi sembra che si stiano collezionando "psosiozioni" e dichiarazioni" per l'archivio..
ovvero per ora le critiche sono molto blande e fanno solo il solletico a B (Si concentrano solo su aspetti marginali e sono sussurrate) ma nel momento in cui B cadrà (e la sensazione di game-over cresce) potranno riesumare tali uscite come fondamentali per la caduta di B stesso.
Noi sappiamo che non è cosi. ma Questi fra un poi si vanteranno di aver gentilemente fatto notare all'ospite che non si defeca sul tappeto del salotto.


Barisoni è un'altra cosa...ha tutta la mia stima.
Guardate invece che pagliacciate fa Crux.
Chi ha pensato allo stile aveva sicuramente ben presente Dexter...
_VISIONE CONSIGLIATA A TUTTI_
Ma il prodotto della Showtime secondo me è un capolavoro..
Cruciani invece....
Mi mordo le dita per non scrivere qualcosa di troppo cattivo

Michele Reccanello ha detto...

@FC

faccio il difensore d'ufficio di Tommaso: In questo paese disastrato è difficile trovare parole diverse per chi non riesce a intravedere un raggio di sole che squarci la nebbia.

Michele Reccanello ha detto...

@Francesca

l'articolo di Giorgio Meletti:

ASTUTE STRATEGIE
Retromarcegaglia di Confindustria

L’ ha rifatto. Ormai è una specialista.
Snocciola parole arcane, finge di aver
finalmente capito che il governo di B. fa schifo.
Il giorno dopo, puntuale, si pente. Tutti sanno che ormai la Confindustria ha tra i suoi gravissimi problemi l’uscita di Marchionne e la permanenza del presidente Emma Marcegaglia.
Che per questo ogni tanto cerca di darsi un contegno. Lo fece mesi fa da Fabio Fazio, ci ha riprovato due giorni fa con il videomessaggio. Ha scoperto che l’economia non cresce (da 15 anni, signora mia, mentre lei diceva che era tutto a posto) e che “gli imprenditori si sentono soli” (i disoccupati invece, essendo tanti, si fanno compagnia). E il Paese è troppo divi- so, dice la suffragetta degli accordi sindacali separati. Il ministro Sacconi l’ha chiamata ingenerosa. E lei subito ha spiegato che non ce l’aveva con il governo, ma con tutti, come
al solito.