Hillary e la sconfitta del femminismo

Buongiorno,

sia la dichiarazione di Hillary Clinton dopo la sconfitta che molti articoli (di cui alcuni di fonte sorprendente) nei giorni scorsi hanno evidenziato come la sconfitta della candidata democratica sia stata anche una asserita sconfitta dei movimenti femministi e delle lotte per la parità di genere.

Ho fortissimi motivi per pensare che si stia quanto meno sopravvalutando questo aspetto: in primo luogo perchè diventare Presidente degli Stati Uniti non è un diritto e non riuscirci non è discriminazione. 

Diritto è poterci provare, possibilità che lei ha avuto, fallendo miseramente contro un outsider apparentemente sfavoritissimo..

In secondo luogo perchè la Clinton ha avuto tutto l'appoggio possibile ed immaginabile da un Partito Democratico giunto persino a penalizzare con correttezza quanto meno dubbia la candidatura di un Bernie Sanders (maschio sino a prova contraria) alle primarie per spingere avanti lei.

In terzo luogo perchè ha avuto tutto l'appoggio possibile ed immaginabile dei media contro il maschio Trump.

Poi perchè ha avuto l'appoggio del Presidente uscente e dello star system praticamente al completo.

Quindi perchè non mi pare che ai vertici degli USA negli ultimi anni (1) siano mancate figure femminili: da lei stessa a Nancy Pelosi ad una Condoleeza Rice che scontava anche un pregiudizio razziale secondo me più radicato e profondo,...

Infine perchè non mi pare che si possa prendere ad esempio di vittima di discriminazione una persona che, oltre ad aver goduto dei potentissimi appoggi di cui sopra, si presentava, volente o nolente, come moglie di un ex Presidente degli Stati Uniti e elemento di una dinastia politica ormai consolidata da decenni.

Non mi pare proprio il caso di sprecare vittimismi per una situazione di questo tipo.

Ciao

Paolo

(1) discorso diverso ovviamente sarebbe da farsi per il passato meno prossimo.

4 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Condivido appieno le tue riflessioni, in particolare quando ricordi che è moglie di un ex presidente.

Saluti.

PaoloVE ha detto...

@ M.R.:

in realtà ai tempi della presidenza Clinton si diceva che alla casa bianca fosse lei a portare i pantaloni.

Infatti suo marito se li calava nello studio ovale

:-)

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Vedo che ti piace girare il coltello nella piaga ;-)

Ciao.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

non mi trovo del tutto d'accordo. Credo che l'essere donna non abbia giovato a Hillary.

L'argomentazione che sento ripetere è che nell'elettorato siano ancora forti pregiudizi di cui peraltro non siamo affatto ignari nemmeno in Italia.
Le statistiche dell'articolo linkato confermano.

Questo non esclude che ci siano stati gli appoggi di cui si parla nel post, ma ad alto livello. Appoggi comunque verso una donna potente - anche in quanto moglie di uomo potente.

Alla conta dei voti, l'essere donna ha pesato in una qualche misura, lo scarto minimo consente di definire determinante questo effetto, anche se sicuramente è solo un modo di vedere la cosa.

Notte

T.