Referendum costituzionale: cosa può andare storto?

Buongiorno,

nei giorni scorsi mi ha colpito e mi è piaciuto un (purtroppo inefficace) slogan elettorale anti - Trump che ho visto riportato sull'HP, questo:


A valle della tetralogia di post in materia dell'italianissimo referendum costituzionale che ho concluso ieri mi permetto di parafrasarlo, senza peraltro volerlo spingere sino al paragone estremo con il rischio di un nuovo nazismo (che sono il primo a ritenere assolutamente inadeguato):

Cari Italiani, rinunciate alla possibilità di eleggere direttamente i vostri Senatori, permettete che Sindaci e Consiglieri regionali che avete eletto vengano distratti in altre occupazioni, rinunciate a risparmiare sui reali sprechi della politica, mettete ampia parte dell'attività legislativa a rischio di un conflitto di competenze permanente tra Camera e Senato, affidate una delle vostre Camere al rischio di essere composta dai politici meno qualificati e di più dubbia moralità. Cosa potrebbe mai andare storto? Buona fortuna, a voi e a quell'oculatissimo leader che ha autorevolmente fatto l'impossibile per presentare urbi et orbi, in Italia ed all'estero, l'alternativa a tutto ciò come un inevitabile Armageddon nazionale, ma venato di indicibili sofferenze e condito da abbondanti atrocità.

Non preoccupatevi, si scherza (ma non troppo): in fondo, sono sempre acutocomeunapalla, no?

Ciao

Paolo

5 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

c'è una cosa che vent'anni di berlusconismo, la Brexit e l'elezione di Trump dovrebbero aver insegnato.

Paventare il rischio di una deriva autoritaria e la fine della democrazia non è efficace*.

Mi sembra invece che dovremmo cominciare a ragionare, finché si è in tempo, se la democrazia sia ancora un valore per la maggioranza delle persone.

A me pare, specialmente dopo l'8 novembre, che sia chiaro come ci siano fasce consistenti di popolazione che preferiscono sistemi autoritari e non democratici**. Si può criticarli quanto si vuole, ma commettere l'errore di convincerli facendo appello alla democrazia è un errore da non ripetere mai più.

Saluti

Tommaso

* Peraltro trovo particolarmente fallimentare invocare un pericolo per la democrazia da tutti i lati:
"Grillo è un pericolo per la democrazia!"
"No! Lo è Salvini!"
"NOOO!!!1!!1 È RENZI E LA SUA RIFORMA!!!!111!"
**Vivendo in Veneto, regione accogliente e cosmopolita, è piuttosto facile rendersi conto di questo clima

Lorenzo Savoini ha detto...

cominciare a ragionare, finché si è in tempo, se la democrazia sia ancora un valore per la maggioranza delle persone.

Quoto. Con riserva di ampi ragionamenti.

PaoloVE ha detto...

...dopo molti anni in cui la democrazia è progressivamente stata trasformata un po' ovunque nel cavallo di Troia per far prevalere principalmente gli interessi di lobby e, permettetemi il luogo comune, poteri forti, rispondendo sempre meno alle esigenze ed alle richieste dei cittadini (giovani per primi), non mi meraviglia che le sue azioni siano in ribasso.

Diciamocelo chiaro: avete voglia di andare a votare ai referendum, sapendo che una parte li boicotterà invitando a far mancare il quorum e che, ove ciò non succedesse, l'abolito ministero dell'agricoltura rientrerebbe dalla finestra del ministero delle politiche agricole? Avete voglia di andare a votare alle politiche, sapendo che chi vi prometteva maggiori tutele nel mondo del lavoro poi sdogana le cooperative come metodo per aggirare le tutele dei lavoratori e promuove i voucher?

Paradossalmente credo che risultati elettorali come la Brexit o l'elezione di Trump, ottenute apparentemente contro ed in spregio agli interessi delle grandi lobby, potrebbero sotto questo aspetto rivelarsi un toccasana sotto questo profilo se dovessero portare alla realizzazione dei programmi elettorali, per quanto negativi questi possano essere.

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

...senza voler entrare nel merito del fatto che democrazia è una scelta tra diverse alternative politiche, cosa che, almenmo nella realtà europea -secondo me a causa della crisi soprattutto delle sinistre- e sino alla prepotente emersione dei movimenti anti sistema, è progressivamente venuta a mancare, vuoi per i Blair, vuoi per le Grosse Koalition, vuoi per i commissariamenti da debito pubblico eccessivo,....

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
mi ricordo che una delle parole più in voga ai tempi del PCI era autocritica: ecco cosa manca alla classe dirigente soprattutto di sinistra che promette sfacelli, e poi fa tutto il contrario.

Obama era stato eletto dopo occupy wall street, anche sull'onda dell'indignazione seguita alla crisi innescata con i subprime del 2007 e dei tanti e troppi comportamenti spregiudicati del mondo finanziario e dirigente. Molti di coloro che hanno eletto Obama speravano, non dico in esemplari punizioni, ma una regolata a quei comportamenti che hanno causato la crisi non mi pare che ci sia stata.
Dal momento che anche la Clinton era sostenuta da tutto il mondo finanziario non mi ha affatto meravigliato l'elezione di Trump. Vale il classico detto "muoia sansone con tutti i filistei", che a questo punto vale sempre più anche da noi.
Perché in casa nostra per molti aspetti abbiamo dei problemi analoghi con gli scandali MPS, Banca Etruria e altri che sono ancora sul tappeto grondanti del sangue di un sacco di risparmiatori.
Ecco perché il PD ha poco da stare sereno.