Il mio autorevolissimo silenzio sulla vittoria di Trump

Buongiorno,

questa è solo una rassicurazione: non conosco gli USA e non sono uno di quelli che sino a tre giorni fa vi spiegavano come e perchè era scontata la vittoria di Hillary Clinton ed oggi, senza fare un plissè davanti al fallimento di ogni propria precedente dotta analisi, vi spiegano con la stessa sicumera perchè ha (stra)vinto Trump.

Al più posso rammaricarmi di un risultato che mi preoccupa e mi piace poco, ma principalmente per sentito dire ed evidentemente da fonte poco attendibile.

Volendo sforzarmi di trovare qualcosa di positivo in questa situazione, non posso che ricordare i tempi in cui dagli USA ci si guardava con una certa sufficienza a causa dell'allora nostro Primo Ministro Silvio Berlusconi, che mi pare non sfiguri poi granchè a fianco del neoeletto Presidente degli USA. Almeno noi non avevamo un precedente che potesse metterci sul chi va là.

Credo però che per l'Occidente come lo conosciamo e come ci piacerebbe potesse diventare, sia indispensabile  trovare velocemente una ricetta che disinneschi un certo modo di fare propaganda politica prescindendo dall'attuabilità delle promesse e facendo leva su aspetti demagogici.

Perchè se non ho idea fondata di cosa potrà fare Trump, ho invece idea di quali siano state alcune delle leve emozionali che ha solleticato per attrarre voti (ed anche quali siano stati alcuni degli pseudo argomenti usati contro di lui...).

Leve che, oltre a non piacermi nemmeno un po', temo che siano ragionevolmente altrettanti chiodi che chiudono nella bara un modo razionale e ragionevole di intendere la politica.

Ciao

Paolo

5 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

credo che il problema sia un po' più ampio della mera propaganda. Si tratta piuttosto del come si fa informazione.

Ogni giorno su giornali sedicenti autorevoli compaiono notizie allarmistiche che - se faticosamente approfondite - si rivelano notizie molto più "normali". Questo genera realtà parallele che sono diverse per le diverse fasce di popolazione.

Paradossalmente in una bolla del genere si sono ritrovati i giornalisti americani stessi, con la loro tweettante autorefenzialità, imitati dai provinciali di casa nostra.

Ma in una bolla di diverse paure sono altri settori della popolazione, fomentati da un sistema di informazione che la coltiva.

Non credo che questo stato di cose sia voluto e abbia un fine preciso, credo piuttosto che sia figlio di cattive pratiche e cattivi valori nel mondo dei media.

Basta pensare che i media americani volevano ostacolare Trump, ma hanno fatto il solito errore di concentrare su di lui l'attenzione, criticandolo facendo riferimento a valori che non contano nulla per i suoi potenziali elettori.

Il discorso meriterebbe molti approfondimenti, sarà per la prossima

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Aspetterei a giudicare Trump per ciò che farà. E comunque ora gli Stati Uniti avranno poco da prenderci per il c**o. Non solo un tycoon alla guida del paese e che ci ricorda bene per questo e per l'abitudine ad aria ai polmoni, le vicende nostrane. Pare che anche dall'altra parte dell'oceano stia prendendo piede il vizio italico del familismo in politica: i Kennedy, i Bush, i Clinton e ora persino gli Obama visto che c'è chi chiede la "dicesa in campo" :-( di Michelle Obama.

Mai fine al peggio. MR.

Michele Reccanello ha detto...

Ps:
Aspetto a giudicare ma le premesse non sono le migliori.

PaoloVE ha detto...

...anche le manifestazioni di piazza di questi giorni contro Trump, sull'altro versante, mi ricordano molto certo movimentismo antiberlusconiano di qualche anno fa...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Pps

Epic fail per i sondaggisti USA, ma anche in casa nostra non siamo messi meglio.
Spero (invano) che i Media sniffatori seriali di cretinerie, si decidano a dir loro di cercarsi un lavoro vero invece di romperci i coglioni ogni 3 giorni con previsioni assolutamente INAFFIDABILI.