Referendum costituzionale: fini, mezzi e problemi/1

Buongiorno,

ci sono due dati di fondo che mi rendono estremamente scettico rispetto alla proposta di riforma costituzionale che andremo a votare a dicembre: del primo, il fatto che ai cittadini viene fraudolentemente (perchè i Senatori erano stati scelti dai cittadini per fare altro) tolto (con la prevista eliminazione dell'elezione diretta del Senato e non solo) un pezzettino di possibilità di scegliere i propri rappresentanti (che saranno invece scelti dalle segreterie dei partiti) e di potere sui politici, avevo già scritto qui pochi post fa.

Il secondo aspetto riguarda il fatto che mi pare che con con questa riforma si finisca in più casi con l'affrontare il problema sbagliato, prima ancora di fornire la risposta sbagliata.

Ci sentiamo dire che la riforma, limitando il numero dei Senatori ed abolendo il bicameralismo perfetto, teglierà i costi della politica e ridurrà i tempi con cui il parlamento legifera.

In realtà, quanto ai risparmi, mi sembra che, specialmente quando le cifre promesse sono importanti, si sia davanti più ad un esercizio di wishful thinking (come dicono i fighi), come già avvenne quando i mirabolanti risparmi che qualcuno aveva ipotizzato nel caso dell'abolizione delle Provincie si erano in definitiva ridotti a ben poca cosa.,

Infatti, chi, come il Prof. Ugo Arrigo spesso interpellato da Oscar Giannino in materia, ci mette un po' di numeri, invece di affidarsi al caso, ottiene delle stime per cui pare che saranno necessari vari anni prima che i risparmi da loro stimati permettano di recuperare anche solo i costi del referendum stesso, il che è come dire che il problema del taglio dei costi della politica è molto mal posto in questo contesto.

Ma il problema più clamorosamente mancato non è certo questo, ma, secondo me, quello di cui parlerò domani, e cioè il fatto che l'attività legislativa diverrà, con l'eliminazione di un bicameralismo perfetto individuato come causa principale delle lentezza, più celere in virtù del nuovo impianto.

Ciao

Paolo

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

Mi rendo conto della mia ignoranza in materia di costituzione e leggi per cui se mi volete fischiare, sbertucciare ecc, fate pure...

Spiego cosa non va secondo me.
Alcune cose sono contenute in questo articolo del post che spiega i problemi di tempistica nella formazione delle leggi e cosa cambierà passando dal bicameralismo al monocameralismo.
Aggiungo io (e qui vengano pure gli sberleffi e le risatine) che non posso fare a meno di notare che in questi ultimi 20 anni, ma possiamo allargare tranquillamente il discorso agli ultimi 40, spesso leggi, e continue richieste di riforma costituzionale*, vengono telecomandate "sulla fiducia" dal governo in un ricatto continuo al parlamento che già funziona male di suo (giustamente il post in merito ricorda i regolamenti parlamentari come siano importanti).

La politica cosi vive in un perenne stato di emergenza e viene meno quello che è uno dei principi cardine delle democrazie occidentali, ovvero la separazione dei poteri perché una parte degli eletti quelli, che vincono le elezioni e che quindi formano il governo, avranno sempre il forse interesse a mantenere il loro status e ad operare per il mantenimento della posizione - lo abbiamo visto parecchie volte in questi anni con piuttosto che operare nell'interesse comune.
Credo che la cosa fondamentale sia netta separazione tra il parlamento, cioè l'organo che fa le leggi, e il governo che esegue le leggi e che dovrebbe avere il proprio sentiero tracciato dalle leggi.
Inoltre mi sembra che questa riforma costituzionale si concentri sul tema della governabilità e quindi su una legge elettorale che garantisca PIU' parlamentari "fedeli alla causa" ma non può comunque dare nessuna certezza - lo abbiamo già visto - che quella maggioranza si sfaldi comunque...

Avrei altro da dire ma per il momento mi fermo qui altrimenti la faccio troppo lunga.

Saluti, MR

*D'Alema oggi fiero avversario di questa riforma è stato uno dei principali artefici della riforma del titolo V, scritta con un occhio rivolto alle richieste in materia di federalismo avanzate dalla Lega Nord, e che è oggi spesso contestata.

PaoloVE ha detto...

@MR.:

nell'articolo del Post c'è, a mio avviso, una semplificazione che temo ingeneri una sottovalutazione importante del ruolo residuo del Senato (vista la complessità del nuovo articolo 70 non c'è da meravigliarsi), quello per cui lo stesso continuerà ad operare per "la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea", attività che il post riduce alla sola ratifica dei trattati, ma che in realtà è molto più ampia e che invece credo rappresenti una fetta consistente dell'attività parlamentare.

Se non capisco male stiamo parlando anche del recepimento delle direttive europee, non esattamente qualcosa di trascurabile...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Grazie Paolo.

Ne approfitto per una piccola correzione a quanto ho scritto:
... avranno sempre il forte interesse a mantenere il loro status e ad operare per il mantenimento della posizione - lo abbiamo visto parecchie volte in questi anni - piuttosto che operare nell'interesse comune.

Saluti.