Il fastidio di ascoltare

Buongiorno,

l'uscita stizzita del confermato ministro Poletti volta a minimizzare la portata .del problema dell'emigrazione dal nostro Paese (successivamente parzialmente rettificata) non ha in realtà alcuna valenza sul piano dell'analisi del problema, ma mostra chiaramente come Poletti (e purtroppo la cerchia cui appartiene) si ostini a non voler vedere nè affrontare i problemi che la realtà sta ponendo davanti al nostro governo.

Sono sempre di più gli italiani che trovano una realtà migliore all'estero (il che significa che l'Italia è sempre meno competitiva rispetto agli altri Stati in cui si emigra) e che, avendone la possibilità (il che significa avendo skill, professionalità, competenze,...), emigrano (portandosi dietro il loro bagaglio di capacità)?


Per Poletti è evidentemente un fastidio, non un problema, men che meno un tema da inserire in agenda.

Evidentemente il ministro del lavoro ritiene di aver di meglio da fare e preferisce cercare di nascondere uno degli indici del fallimento delle sue politiche dietro ad una pretestuosa foglia di fico invece di ragionarci su e cercare una soluzione. Un po' come facevano Padoa Scioppa o la Fornero con i bamboccioni/choosy.

E' la stessa reazione per cui, smentendo anzitempo Poletti, la sua compagna di partito Puppato ha invece liquidato il risultato referendario asserendo che il successo dei SI tra gli italiani all'estero era la prova della fuga dei cervelli.

Fastidio, non un dato su cui ragionare, non un problema da affrontare. Nascondiamoci dietro un calembour.

Non che queste uscite rappresentino una novità: la litania dei gufi, dei rosiconi, dei ciaone, dei professoroni, dei vecchi obsoleti, degli immobili privilegiati è stato il tema costante con cui la cerchia di questo governo ha liquidato, inizialmente con ampio consenso dell'elettorato e dei media, qualsiasi tentativo di riportarlo a fare i conti con la realtà.

La novità è che adesso, ad essere infastiditi (e anzi spesso incazzati) da questo atteggiamento e da questa inadeguatezza sono in tanti, molti dei quali inizialmente illusi da promesse insostenibili e che adesso si sentono con sempre maggior frequenza etichettare sotto una delle tante caselle in cui i nostri governanti hanno confinato il fastidio.

Queste cose vanno bene per essere il re della serata nel salotto, magari in quello televisivo. Magari possono anche aiutare a prendere un po' di voti alle prime elezioni. Ma ad un governo è chiesto altro che dimostrare la propria alterigia buttando lì frasi ad effetto o qualche mancia elettorale.

Ciao

Paolo

P.S. ho visto in serata uno spezzone video che riporta parzialmente il virgolettato de il Post e che sembrerebbe in realtà un po' meno tranchant rispetto a quanto si è letto sinora. Mi pare però che il senso di questo post resti tutto.

Aggiungo che sembra che la cronaca si affanni ferocemente a smentire il ministro: tra le vittime italiane del terrorismo all'estero si teme (speriamo non sia così) ci possa essere a Berlino Fabrizia Di Lorenzo. Anche per lei, come per Giulio Regeni, come per Valeria Solesin, una storia fatta di laurea e master, cose che ti fanno pensare che, forse, persone così sarebbe spesso un bene ritrovarsele tra i piedi in casa nostra al posto di altri meno titolati come certi, troppi, ministri italiani.

6 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
"Anche per lei, come per Giulio Regeni, come per Valeria Solesin, una storia fatta di laurea e master, cose che ti fanno pensare che, forse, persone così sarebbe spesso un bene ritrovarsele tra i piedi in casa nostra al posto di altri meno titolati come certi, troppi, ministri italiani."

Permettimi di non essere molto d'accordo con te. Se quelle persone avessero ricoperto incarichi importanti qui, a casa loro, credo che avrebbero avuto i loro problemi a dimostrare le loro capacità. E' proprio il sistema - marcio, corrotto - che obbliga anche i migliori a scendere a compromessi al ribasso, mortificandone le migliori intenzioni. Se non si cambia il sistema con uomini e regole nuove facendo tabula rasa del vecchio, non credo che cambierà mai qualcosa. Ma fino a che troveremo, lo abbiamo visto nelle scorse settimane con la riforma bocciata al referendum, chi deve prendere delle decisioni che rimane sordo rispetto alla richiesta di ripensamenti sul proprio operato, prendere in considerazione delle modifiche... credo che basti così ;-(

Saluti.

Michele Reccanello ha detto...

C'è pure chi ironizza sul CV del ministro... un perito agrario!

Michele Reccanello ha detto...

In queste ore di polemica per le parole del Ministro Poletti, mi spiace che quasi nessuno abbia dato il giusit rilievo a questa piccola analisi.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

paradossalmente concordo in parte (di più) con il post di Paolo, in parte (di meno) con il Ministro.

Ho letto distrattamente il titolo della notizia prima di sentire il fracasso che ne hanno fatto in radio e sui social e incredibilmente avevo interpretato la frase nel modo con cui la giustifica Poletti - dopo essere stato messo sotto accusa.

In altre parole concordo con lui sul fatto che la retorica - presente in molti dei commenti scandalizzati - per cui sarebbero solo i migliori ad andarsene è stucchevole. Se ne vanno anche persone del tutto normali o mediocri. Così come, nelle eccellenze italiane lavorano anche italiani iperqualificati, non è che sono tutti all'estero.

Il caos successivo mi aveva convinto di essere stato troppo tenero. L'ascolto dell'audio mi riporta a non trovare motivo di berciare così tanto.

Concordo invece sul punto centrale del Post - al di là della polemiche sulla frase - il problema italiano è che si producono lavoratori qualificati e che le aziende in grado di usufruirne sono poche. Risultato sono sottoinquadramento e stipendi non concorrenziali, dove chi resta escluso cerca posto all'estero.
Responsabilità come sempre è di una classe dirigente (non solo politica) retriva e conservatrice. Questo dovrebbe essere il problema da provare a risolvere. Le politiche del governo e le parole del ministro non sembrano considerarlo molto rilevante.

Detto ciò, mi permetto di rilevare che il post è stato scritto sull'onda dei virgolettati dei giornali e che un ascolto dell'audio originale, cambi almeno lievemente le cose, come segnalato dal PS.

Quindi metto la modalità Giannino:

MA CHE CAZZO DI INFORMAZIONE È QUESTA CHE DISTORCE SEMPRE LE PAROLE ALL'UNICO SCOPO DI FOMENTARE IRA, PAURA E ODIO? QUESTO È IL PROBLEMA NUMERO UNO DI QUESTO PAESE E NON SOLO. LE LEGIONI DI SEMIANALFABETI E IMBECILLI CHE SI ABBEVERANO A QUESTA INFORMAZIONE DISTORTA CI PORTERANNO ALLA ROVINA! SIANO MALEDETTI LORO E MILLE VOLTE ANCORA CHI LI FOMENTA!
MALEDETTI! MALEDETTI! MALEDETTI!

/Giannino

Saluti

T

PaoloVE ha detto...

@MR.:

sono meno pessimista di te: ad un corso di qualche anno fa una esperta docente sottolineava come, per usa esperienza si stesse verificando una sempre maggiore inversione del rapporto tra competenze e ruolo: secondo lei (ed ho anch'io quest'impressione, oltre ad averne avuto esperienza diretta ad inizio carriera) sono sempre più le figure apicali che hanno meno competenze dei loro sottoposti e che spesso, vuoi perchè non li capiscono, vuoi perchè li temono, li frenano nell'operato e nella carriera. Risolvere e sbloccare questa situazione invece di negarla ci potrebbe fare un bel passo avanti.

Quanto alla validità di certi dogmi liberisti, applicati al mondo del lavoro ma non solo, con me sfondi una porta spalancata.


@ T.:

hai ragione sulla retorica dei cervelli in fuga, ma la risposta del ministro, che pur non dice nulla di falso, appare data non per affrontare quello che è un problema oggettivo (lo spreco di risorse ed il danno al Paese derivante dall'emigrazione che sono state formate in Italia ma restituiscono l'investimento in altri Paesi), ma per eluderlo derubricandolo a cosa meno rilevante.

Anch'io ho avuto qualche dubbio dopo aver visto il video, ma mi sono accorto che, rispetto al virgolettato del Post (fonte normalmente abbastanza scrupolosa nel verificare le fonti) le dichiarazioni sono più estese in alcune parti("Bene così" ?!?) ed incomplete in altre...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

@Paolo,
Pessimismo a parte mi pare che più o meno diciamo le stesse cose.

@Tommaso,
Sono parzialmente d'accordo con le tue osservazioni. Vero è che di per se il ministro ha detto cose che sono sotto gli occhi di tutti. Trovo però il modo di esprimersi, che denota arroganza e pressapochismo, inaccettabile. Lui è li per cercare di derimere i problemi e non per deriderli. Un ministro per le imprese - quindi pendendo da una parte- cosi si presentò quando fu nominato, e questo la dice lunga su cosa ci possiamo aspettare.

Saluti.