De televisione

Buongiorno, 

Anche oggi ringraziate con me Tommaso, autore del post!

Premetto alcune osservazioni:
  1. Dalla caduta del governo Monti, avvenuta per colpa della "sfiducia di fatto" pronunciata in Parlamento da Angelino Alfano, i sondaggi sul PDL sono andati crescendo. Il tutto in coincidenza con la presenza praticamente quotidiana di un Berlusconi molto "vivace" e messo in ansia dall'anticipo della data delle elezioni rispetto a quello che era la sua strategia*.
  2. Per tutto il periodo delle primarie, i sondaggi sul PD sono stati in costante ascesa, in coincidenza con una presenza quasi esclusiva dei candidati sulle prime pagine e nei telegiornali.
  3. Dopo le "epurazioni", che peraltro hanno senz'altro nuociuto al M5S, Grillo è quasi scomparso dai giornali online e dai titoli dei TG, in buona parte oscurato dal flood del Cavaliere. I sondaggi danno il movimento in discreto calo. 

Da queste osservazioni io traggo come conclusione che la forza del mezzo televisivo sia, ad oggi, nettamente superiore al tanto decantato web. 

A partire da questi miei miseri post, per continuare con il blog del comico e per finire con i social network - ormai assurti quasi a divinità se si deve dar retta a certi sedicenti esperti - l'effetto in termini di condizionare le opinioni è inferiore a quello dei media tradizionali, dove io comprendo a pieno titolo le edizioni online dei quotidiani. 

Saluti 

 Tommaso 

* L'ex PdC avrebbe infatti voluto logorare il governo Monti in questi mesi, fornendo quindi più armi alla sua propaganda e contemporaneamente maciullandoci le gonadi non per due, ma per quattro mesi!. Monti va ringraziato anche per aver evitato questa ingiusta tortura. Per paradosso proporrei che la data delle elezioni d'ora in poi fosse random: un giorno scade il timer e dopo un mese si vota, così eviteremmo molto stress alla maggioranza dei cittadini :-).

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Io non sono particolarmente intelligente, ma se un mezzo di informazione è consultato da 48 milioni di persone, ed un altro da 15, non mi sembra così difficile capire quale dei due è più importante.
Come dite? Con questo mi sono giocato la candidatura nel PD? Beh, cose che capitano!
Paolo

PaoloVE ha detto...

@ Paolo:

non è necessariamente così, come ben sanno ad esempio i pubblicitari, che mi risulta acquistino spazi su reti tematiche pagandoli proporzionalmente di più di quelli sulle generaliste, perchè il mezzo raggiunge in maniera più incisiva il target che ci si è prefissi.

In sintesi non necessariamente la quantità di contatti è proporzionale alla efficacia nel veicolare il messaggio.

Ciao

Paolo

renzo ha detto...

Tutto assolutamente e oggettivamente vero.

Tre banali considerazioni:

- Il peso della televisione penso sia comunque grande anche negli altri Paesi. Anche lì molte tv hanno forti connotati politici, la sola enorme differenza è che nel nostro paese un singolo personaggio politico ne ha possedute e ne possiede tre (su un totale di sei/sette, parlo delle più seguite) da 30 anni. I primi anni della sua discesa in campo le sue televisioni facevano sfacciatamente e palesemente gli interessi suoi (ricordate gli endorsement di Vianello, Bongiorno etc.?). Poi la strategia si è fatta più subdola: quando è al governo B. facciamo finta di essere imparziali, quando è al governo la sx bombardiamo gli spettatori con i politici tutti ladri e farabutti.

- La tanto criticata par condicio in prossimità delle elezioni, un sistema probabilmente assurdo negli altri Paesi, è FONDAMENTALE nel nostro paese, dilaniato dal conflitto di interessi. Addirittura la farei cominciare per legge non appena vengono sciolte le camere, non 2 settimane dopo.

- Altra banale considerazione di carattere logico: siamo un paese prevalentemente di anziani - gli anziani si informano esclusivamente tramite televisione - la televisione ci bombarda quotidianamente con B. - gli anziani, che magari cominciavano a mugugnare, votano comunque B.


Continua il mio pessimismo cosmico.

Anonimo ha detto...

PaoloVE, credo che ti sfugga un dettaglio. I pubblicitari scelgono il medium per raggiungere un target particolare, ma poichè il target di un politico è....tutti, dal momento che tutti i maggiorenni votano...vedi tu.
Paolo

PaoloVE ha detto...

@ Paolo:

Credo tu ti sbagli. L'obiettivo dei politici non è "tutti", ma il loro elettorato potenziale.

Per non citare Grillo e per restare in logica di pubblicità è inutile per SeL acquistare spazi durante un programma di gossip o di alta moda. Il suo elettorato potenziale lo trova altrove.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo anonimo

il senso del post era una critica all'autorefernzialità del web, che si autoattribuisce capacità rivoluzionarie che non ha, a mio parere non solo per la pur giusta osservazione del tuo primo commento.

Innanzitutto la televisione è uno strumento di cui si usufruisce passivamente e quindi con meno "fatica".

In secondo luogo il telegiornale ha un forte potere di condizionare la scala dei valori percepita riguardo alle notizie. Il web questo potere ce lo ha molto meno.

Saluti

T.

renzo ha detto...

Annotazione un pò OT

Articolo illuminante del Post che evidenzia ancora una volta l'incompetenza, la sufficienza e, in taluni casi, la malafede cronica dei giornali nostrani sulla faccenda UE-IMU.
In effetti ho sentito puzza di bruciato non appena ho sentito la notizia.

http://www.ilpost.it/2013/01/09/ue-ici-imu-e-parlare-di-niente/

F®Ømß°£ ha detto...

@renzo sull'articolo linkato

esce un documento di 450 pagine e dopo 5 minuti c'è un articolo che lo riassume. C'è davvero una richiesta di notizie istantanee o forse preferiremmo avere notizie affidabili?

Il guru con occhiali colorati e attrezzatura Apple completa ti direbbe che "gli utenti vogliono questo".

Io non ne sono del tutto convinto.

Saluti

T.

renzo ha detto...

@ Tommaso

Purtroppo sono convinto che alla stragrande maggioranza dei lettori dei giornali non importi un fico secco dell'affidabilità della notizia, nel senso che la prendono sempre per buona e ci costruiscono sopra le loro opinioni.
Per chi invece ha un certo spirito critico anche verso l'informazione, si pone il problema di capire se una notizia è affidabile o meno.
Io personalmente quando leggo una notizia e la prima cosa che penso è "che strano", sento puzza di notizia farlocca. La puzza aumenta se l'argomento riguarda
- sentenze "particolari" dei tribunali;
- frasi assurde pronunciate da persone che giudico (quasi) serie (ultimo caso sono le parole di Vendola sui ricchi, completamente travisate);
- trascrizioni di messaggi provenienti dall'estero (UE, esempio di ieri).

F®Ømß°£ ha detto...

@renzo

vero che non interessa l'affidabilità all'uomo del bar, ma non sono sicuro che la rapidità sia un valore così sentito, per converso.

Voglio dire, se forse le notizie da "colonna delle tette" o le sentenze strane* possono attirare qualche lettore, il fatto di scrivere ieri che la UE boccia l'IMU invece che aspettare oggi per un'analisi dignitosa del documento non ha grande influenza.

Ciao

T.

* Ogni volta che in una notizia c'è la parola Cassazione si può stare certi che il giornalista scriverà una bufala. In genere si prende un caso particolare e se ne fa un caso generale. Allo stesso modo le notizie in cui compaiono troppi numeri sono spesso pienissime di considerazioni errate, incomprensibili o fuorvianti da parte del giornalista che troppo spesso ha scelto il mestiere di parolaio proprio per la sua scarsa confidenza con la matematica elementare.

renzo ha detto...

@ Tommaso

"Il fatto di scrivere ieri che la UE boccia l'IMU invece che aspettare oggi per un'analisi dignitosa del documento non ha grande influenza."

L'influenza credo che ce l'abbia per i giornali stessi, per mere ragioni di mercato.
La "parte" online del giornale credo che punti quasi esclusivamente sulla rapidità con cui si pubblicano le notizie: la notizia la devono dare subito, così viene letta per prima sul quotidiano, poi pazienza se non è stata adeguatamente approfondita, lo scopo è portare quanti più lettori sul sito, prima che vadano sugli altri. Questa procedura credo sia scandalosa.
Ancora più scandalosa è l'edizione cartacea del giornale: qui avrebbero il tempo per approfondire, ma raramente lo fanno.

Michele Reccanello ha detto...

A proposito di autoreferenzialità del web c'è una differenza importante con la televisione che va sottolineatà. Mentre il piccolo schermo è ancora uno strumento one way, dallo schermo allo spettatore, in internet interagire con altri utenti è cosa ordinaria.
P.E. tempo fa su twitter ho avuto un piccolo scambio di battute con Storace, cosa che la TV non permette.

L'interazione con la televisione che ci eviterà gli inutili soliloqui di certi personaggi permettendoci di intervenire per criticare, dire la nostra, dare qualche suggerimento,, avverrà solo quando prenderanno piede le SMART TV nelle case e i vecchi si sforzeranno di imparare a usare le apparecchiature informatiche. Infatti è mio parere una fetta consistente dell'elettorato, in gran parte anziano, è un analfabeta digitale.