Conferme. A vagoni.

Buongiorno,

Qualche giorno fa, dopo la strage di Utoya, abbiamo parlato dei disinvolti coltivatori dell'odio, indicando come vi siano dei palchi dove preferenzialmente vengono benevolmente sdoganate determinate idee e di come il fatto che queste divengano socialmente accettabili possa indirizzare odio e violenza in ben precise direzioni.

Mi rendo perfettamente conto che si tratta di riflessioni molto discutibili, per di più avanzate da una persona che di sociologia e psicologia non ha nemmeno la minime basi.

Ma la realtà, dura matrigna ingrata, sembra aver voglia di assecondarmi nei miei ragionamenti.

Speroni, sobrio e sempre a fianco di Borghezio
Adesso è un rincorrersi di ipocrite prese di distanza da Borghezio, reo di aver confermato le proprie posizioni persino nel momento in cui le loro nefaste conseguenze erano più evidenti. Ma, mentre la Lega lo "congela" per tre mesi, allo stesso Borghezio si affianca qualcuno per esprimergli solidarietà e vicinanza di idee: il capo delegazione al Parlamento Europeo della Lega Nord, Francesco Speroni. 


Nel mentre, dove la politica continua a portare avanti modelli di contrapposizione al diverso piuttosto che di inclusione, sempre per puro caso, si attivano i meccanismi che passano dall'odio alla violenza da parte di chi invece di vergognarsi di non essere in grado di parlare in italiano, si sente sostenuto nella pretesa di essere compreso quando parla solo in dialetto.

Un po' di italiano, per favore...
Voglio però aggiungere una nota (negativa, certo, lo sapete che sono un rompicogl***i pessimista e fastidioso) sull'altro lato della barricata. 

Nemmeno l'essere contro la Lega può essere esercitato "a prescindere", con fede certa ed incrollabile nell'idiozia del nemico. 

Perchè se no si finisce con l'affossare anche l'integrazione nel timore del razzismo, come sembrerebbe succedere in questo caso.

E si finisce con l'essere paradossalmente causa del razzismo stesso: integrarsi per gli immigrati non vuol dire dover rinunciare alla propria cultura di origine, ma acquisire e rispettare anche quella di destinazione, e quindi, per esempio, imparare ed usare innanzitutto l'italiano, proprio come dovrebbero sforzarsi di fare certi illetterati razzisti nostrani che preferirebbero invece limitarsi al dialetto.

Ciao

Paolo




Italiondo: l'italiano del terzo mondo

2 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Quando hai scritto questo post ero in ferie in un Paese civile. Ciononostante le idiozie di Borghezio mi avevano raggiunto e avevo formulato ad alta voce il concetto che esprimi in questo post:

La Zanzara è il palco dove si sdogana il peggio.

Mi mancava l'intervista a Speroni, ma ricordavo quella a Castelli che ci rendeva nota la differenza antropologica tra Padani e Romani.

Volevo scriverci un post, ma ormai mi limito al commento. Qual è la vera funzione de La Zanzara da quando ha preso la virata caciarona?

Mettere a proprio agio la parte peggiore dell'Italia e creare i presupposti per le sparate più becere. Il tutto per la smania del piccolo Cruciani di sfondare nel mondo della comunicazione. Facile avere i titoli sui giornali con queste schifezze.

La mia opinione sull'intrinseco "fascismo" del conduttore si conferma una volta di più.

Trovo delizioso tuttavia che finora le figure televisive del nostro lo abbiano sempre ridimensionato, nonostante la straordinaria intelligenza attribuitagli da alcuni.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Caro Tommaso,

a tale proposito c'è stato uno scambio di battute tra di noi che puoi trovare qui

http://acutocomeunapalla.blogspot.com/2011/07/i-disinvolti-coltivatori-dellodio.html

Che ne pensi?

Saluti