Le cinque giornate

Buongiorno,

Tutt'altra proposta
visto che il periodo è propizio, lancio anch’io una mia proposta per contribuire ad uscire dalla crisi, tanto, una proposta più, una proposta meno, poco cambia.

Ebbene, visto che all’appello della ripresa sta pesantemente mancando l’apporto dei consumi interni, credo che potrebbe essere utile rimpinguare il portafoglio dei dipendenti, erogando loro l’equivalente del salario di cinque giorni a prescindere dal fatto che queste siano lavorate o meno, così, alla sanfasò, per dirla alla Montalbano.

E’ chiaro che più soldi in portafoglio, per di più piovuti così, senza motivo, aumentano fiducia, ottimismo e consumi e quindi promuovono i consumi interni e mettono in moto l’economia secondo lo schema virtuoso che propugnava proprio il nostro Premier Silvio “bleeding heart” Berlusconi sino a non molto tempo fa, quando invitava a spendere e asseriva che la crisi fosse un problema di pessimismo dei consumatori.


Posso immaginare le vostre facce e le obiezioni che stanno ribalzando nelle vostre teste: “Stavolta PaoloVE ha bevuto. Più del solito intendo. Ma come si fa a sostenere cazz**e simili!”.

Avreste assolutamente ragione.

Una proposta simile sarebbe evidentemente un singolare esercizio di idiozia, indegno di attenzione o al massimo degno di essere sbertucciato selvaggiamente. Immagino con quali (giustificatissimi) sarcasmi una simile proposta sarebbe stata presa, se fosse stata avanzata da qualche personaggio degno di nota. E' di completa solare evidenza che in un rapporto di lavoro ad ogni prestazione deve corrispondere una remunerazione, e viceversa.

La mia vuole essere solo una provocazione, nemmeno tanto intelligente..

Tomat: ha delle idee intelligentissime!
Purtroppo la proposta di Andrea Tomat, Presidente di Confindustria Veneto, che propone che i lavoratori devolvano alle loro imprese cinque giornate di lavoro senza retribuzione per promuovere la produttività delle aziende italiane è una proposta esattamente speculare, altrettanto idiota e surreale della mia provocazione, ma trova sui media una accoglienza attenta e viene seriamente valutata (non serve dire che Tomat ritiene che le aziende stiano già facendo troppo per lo stato, vero?). E’ altresì lo specchio della pochezza di molti (troppi) nostri imprenditori, che continuano ad immaginare come unica leva per lo sviluppo lo sfruttamento della manodopera.

Il mio cuore sanguina
E' ovvio che sinchè saremo nelle mani di una classe dirigente simile, sinchè avremo un simile capo del governo, sinchè le associazioni categoriali attribuiranno cariche di rappresentanza a simili personaggi, sinchè i giornalisti non denunceranno idiozie di questa portata (purchè provenenti da una certa parte, ovviamente) non avremo alcuna possibilità di migliorare le nostre condizioni economiche e sociali.

Prima ci libereremo di simili parassiti meglio sarà.
Ciao

Paolo
La classe operaia va in paradiso

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

io avevo sintetizzato:

"Gli operai regalino cinque giorni di lavoro."

"E Mangino brioches"

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Ecco siamo al "mangino brioches"...
il resto è storia. Altro che le monetine del Raphael!

Pale ha detto...

In effetti quell'uscita e' stata proprio infelice.

Altro discorso e' eliminare le feste patronali e diminuire i ponti. A queste proposte io sarei favorevole... e sparatemi addosso!

Pale

PS: Ben sapendo che la competitivita' non si reggiunge solo con qualche giorno di lavoro in piu' o ferie in meno, ma attraverso una riforma strutturale del mercato del lavoro...