L'italica ordinarietà dell'arbitrio

Buongiorno,

la nomina del CDA Rai e le conseguenti polemiche, mi danno lo spunto per una riflessione su quanto la realtà italiana sia lontana, a partire dalla sua classe dirigente, dalla minima idea che le regole vadano scritte per garantire di poter vivere in un sistema civile ed in una realtà efficiente.

Come avrete capito non ho intenzione di avventurarmi in valutazioni sulla qualità del CDA appena nominato del quale troppo poco so, e per di più da profano assoluto (1), nè ho intenzione di avventurarmi in polemiche sulle modalità spartitorie da manuale Cencelli utilizzate per le nomine (2).

Il mio punto è constatare come, in spregio ad una norma approvata meno di un anno fa da questo governo, che impedisce di mettere in ruoli dirigenziali pubblici dei pensionati, i nostri politici abbiano nominato (3) un CDA importante come quello della Rai che è composto per più di metà da incandidabili perchè pensionati (se vogliamo essere precisi sembra che possano essere nominati al massimo per un anno e senza retribuzione: il che mostra chiaramente quale impegno possiamo aspettarci e quale sarà l'orizzonte temporale delle loro scelte).

E la scelta della parola incandidabili non è casuale, perchè rimanda alla ormai dimenticatissima questione dei candidati inseriti nelle liste elettorali delle scorse amministrative in spregio ai codici di autoregolamentazione che i partiti si erano dati all'unanimità: un altro caso quindi in cui i nostri beneamati politici ritengono di doversi sottrarre alle norme, senza peraltro ritenere opportuno che le norme indichino tale esenzione.

Arbitrii della politica che non sono certo gli unici nè quelli di maggior rilevanza e non afferiscono a questo solo governo: senza spremermi molto e restando alle sentenze di una certa attualità ricordo come i governi precedenti avessero imposto unilateralmente ai pensionati un illegittimo blocco dell'indicizzazioni ed ai dipendenti statali quell altrettanto unilaterale dei contratti.

Fin qui ho parlato della classe politica, ma questa non è la sola ad avere questo atteggiamento, e forse è invece quella cui maggiormente lo rimproveriamo, come potrebbero far pensare i toni con cui i media trattano la notizia che la dirigenza di un'azienda che aveva già contrattato e concordato un importante piano di straordinari con il sindacato, ottenendo a fronte di ordini importanti che i propri dipendenti lavorassero 4 sabati su 5 nel mese di agosto, adesso cerca di bypassare il sindacato per ottenere che si lavori anche il quinto, che cade a Ferragosto.

Il tutto condito con abituale più o meno sottinesa riprovazione dei media nei confronti della presunta l'indisponibilità dei dipendenti davanti a cotanta opportunità, che ben dimostra come, quando tali atteggiamenti arbitrari non arrivano dalla politica ma, ad esempio dagli imprenditori, risultano tollerati se non addirittura ben accetti.

Mi permetto di ribadire un punto che ho ripetutamente espresso, giungendo persino ad esprimere un mio minimo apprezzamento a Calderoli (!) in tal senso quando dava fuoco alle leggi non più attuali, e cioè che la scrittura ed il rispetto di poche regole chiare e di semplice applicazione è una delle caratteristiche necessarie ad uno Stato civile. Caratteristica che noi italiani apparentemente non riusciamo a concepire e che ci spinge invece verso situazioni che poco hanno a che vedere con lo Stato di diritto.

Ciao

Paolo

(1) Tutto quello che posso dire è che identifico professionalmente Maggioni e Freccero con due dei canali che negli ultimi anni più ho avuto modo di apprezzare per la qualità dei contenuti, Rainews e Rai4, senza peraltro poi sapere se quei canali siano gestiti in maniera economicamente efficiente e sostenibile.

(2) Meriterebbe menzione il fatto che il M5S non si è sottratto ai meccanismi spartitori, mostrando peraltro una lodevole capacità di nominare quello che, malgrado le cadute di stile, mi appare il consigliere più indipendente e di maggior spessore per l'azienda

(3) Per di più con la benedizione del Presidente del Consiglio che proclama che una soluzione si troverà...

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao,

nemmeno quando sono evidentissime le ragioni non riesco a dar ragione a gente come Calderoli (per non parlare di Salvini e compagnia bella). Proprio non ci riesco!

Sul punto 2 la legge è questa e visto che l'indipendenza della RAI dalla politica è ben lungi da venire e domandandomi continuamente perché mai lo stato debba fare televisione, il M5S ha fatto bene a fare la sua scelta quel nome è adeguato alla poltrona.

Saluti

PaoloVE ha detto...

@ MR:

meglio: il M%S ha dimostrato che sarebbe possibile provare a fare qualcosa di buono malgrado i meccanismi spartitori, dimostrando che non sono questi il principale problema...

Ciao

Paolo