Rio terà dei fenoci

Buongiorno,

salto a piè pari le scuse per il buco nella programmazione dei giorni scorsi (anche perchè continuo ad essere in crisi di ispirazione ed ho quindi motivo di ritenere che i post continueranno a latitare) e passo subito al dunque.
Ho sempre avuto delle perplessità sull'utilità di celebrare un Gay Pride in Italia perchè le connotazioni “pittoresche” di queste manifestazioni finiscono, in termini di comunicazione, coll'essere utilizzate per offuscare qualsiasi altro messaggio, contenuto o rivendicazione positivi portati avanti dagli organizzatori.

In pratica di un Gay Pride viene normalmente riportato di striscio, sbrigativamente ed in piccolo, il fatto che, ad esempio, vuole supportare le richieste di parità di diritti per le coppie omosessuali, a partire dal diritto familiare.

Ma il tutto finisce sotto una grande foto di ballerini dal fisico da spogliarellisti palestrati, in perizoma e occhiali lenti a goccia rigorosamente a specchio oppure in corona e piume di struzzo, immersi in mezzo a palloncini multicolori.

E, per una presunta par condicio, lo stesso spazio viene dedicato a roboanti dichiarazioni allarmistiche sul fatto che la lobby LGBT (!) vuole pervertire noi ed i nostri figli attraverso la teoria del gender, qualsiasi cosa questo possa significare (ed ho il forte sospetto che non significhi nulla) (1).

Il risultato sarà comunque di mandare il messaggio che un gruppo di frivoli esibizionisti che paiono appena usciti dalla sfilata delle scuole di samba al Carnevale di Rio vogliono imporre a tutta l'umanità l'adozione del loro sconcio, immorale e sodomitico stile di vita.

Mi pare che sia meglio lasciar lavorare in silenzio una Paola Concia o persino un Ivan Scalfarotto, per cui mi ero inizialmente quasi ritrovato mio malgrado ad essere d'accordo con il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che in una intervista si è lasciato andare contro l'ipotesi che una simile “buffonata, il massimo del Kitsch”, possa aver luogo a Venezia.

Quasi.

Poi mi sono ricordato che stavamo parlando di quel sindaco che, con uno dei suoi primi atti (e avendo di meglio da fare, dovendo amministrare una città estremamente complessa ed in cui sembra finalmente emergere una fortissima pervasività di un sistema corruttivo particolarmente vorace), ha ritenuto di procedere con urgenza a vietare la possibilità di leggere libri che rappresentano anche famiglie non rigorosamente eterosessuali ai bambini che frequentano gli asili comunali.

Sapete che c'è? 

C'è che non credo alle coincidenze e mi pare di riconoscere lo stereotipo di chi nasconde la propria omofobia dietro alla rivendicazione di avere degli amici omosessuali, e quindi spero che venga raccolto l'invito che comincia a venire da più parti a tenere il Gay Pride a Venezia, tra una nave da crociera e l'altra. 

Nel caso, cercherò di tenermi libero ed esserci anch'io, anche se preferiranno mostrarvi i ballerini palestrati in tanga (ammetto: non ho il fisico nè il perizoma per giungere a questo. E poi non è il mio stile).

La Venezia che possiamo ammirare non è diventata la Serenissima grazie all'intolleranza ed alla censura.

E' diventata ai suoi tempi la capitale culturale dell'occidente grazie alla stampa dei libri (chissà se a Brugnaro il nome Manuzio dice qualcosa), non grazie alla loro censura. 

Ha attirato ogni genere di persone (e le loro ricchezze e la loro cultura e la bellezza che permettevano di realizzare) da ogni dove anche grazie alla libertà sessuale (chissà se il Ponte delle tette, le Fondamenta del buso, il sotoportego del casin dei nobili dicono qualcosa a Brugnaro), non certo grazie alla sua repressione. 

E nemmeno oggi, ridotta com'è, Venezia si merita questo.

Ciao

Paolo

(1) E' un po' il modo in cui il vecchio Partito Radicale è stato svuotato prima della possibilità di incidere sulla società italiana, poi svuotato anche di qualsiasi contenuto politico: ti dico che il solito pittoresco Pannella fa lo sciopero della fame, ma praticamente non ti faccio nemmeno capire il perchè. Lo svuoto di contenuti e ne lascio solo l'immagine folkloristica di vecchio ed incallito fumatore di spinelli che non c'è più con la testa.

6 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

lista dei libri gender*, polemiche con Elton John di misero livello, apprezzamento per insulti architettonici a Venezia, e omofobia malcelata con le solite scuse ipocrite, questo Brugnaro mi piace un sacco.

Ma Padova controbatte! Domenica prossima festa della Serenissima sul Liston!

Più seriamente, condivido l'analisi per cui una manifestazione come il gay pride viene regolarmente presentata come il circo dei palestrati vestiti da donna, così come gli scioperi della fame di Pannella, ma anche gli scioperi in generale, tranne quello dei giornalisti, che è sempre preso molto sul serio, con lettura di pensosi comunicati.
Non sono sicuro, tuttavia, che rinunciare alle manifestazioni sia d'aiuto.

L'Italia è un Paese dove razzismo e omofobia sono diffusi e radicati, ma si finge che il problema non ci sia, con un'ipocrisia che fa rimpiangere i Paesi dell'est europa, che almeno sono chiari su questi punti. Quell'ipocrisia del "razzisti siete voi" che tanto piace alle bestie fascioleghiste.

Ciò che la classe dirigente - segnatamente i nostri irresponsabili media - è riuscita a ottenere è che le battute, gli atteggiamenti e i comportamenti razzisti sono considerati folklore, si finge che non ci sia cattiveria.

Il troglodita italico, che quando vede un gay si sente di dover dire che lui cammina rasente i muri, invece che vergognarsi di questa sua miseria la esprime con orgoglio. E lo fa perché troppi commentatori, politici, giornalisti sostengono, con più o meno finezza, idee di razzismo e omofobia.

E adesso è anche tornato Balotelli, ne vedremo ancora.

Saluti

T.

*la bufala della teoria gender è una puttanata al livello delle scie chimiche, il cui successo è indice dell'abisso senza speranza in cui ci tocca vivere.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Paolo hai ragione sulle connotazioni "pittoresche". Purtroppo sono quelle che prevalgono e naturalmente non passa niente sugli stra-giusti motivi che portano alle manifestazioni quei personaggi cosi pittoreschi.
Mode Tommaso ON
Innegabile sono le colpe dei nostri mass media che su sul palestrato in perizoma ci confeziona il proprio "servizietto" e che, alla fine della solfa, è l'unico messaggio che passa al pubblico ignorante che osserva un TG o legge un giornale.
Mode Tommaso OFF

Sono il riconoscimento della parità dei diritti delle coppie omosessuali, ma sarebbe ora che chi organizza le manifestazioni si svegli e cambi modo di organizzarle evitando proprio quelle baracconate "pittoresche" che servono per distrarre chi si abbevera da un informazione così parziale.

Saluti.

Michele Reccanello ha detto...

Piccola correzione
Sono per il riconoscimento della parità...

PaoloVE ha detto...

@ MR:

purtroppo ho l'impressione che per i gay (com'era per i radicali) si tratti di una partita comunque a perdere: se non sei folkloristico non perlano di te, se lo sei parlano solo del pittoresco folklore...

Ciao

Paolo

altrosimone ha detto...

Scrivo solo per segnalarti un refuso ne titolo dialettale, nel mio dialetto si dice tèra, nel tuo penso anche.......... :)

PaoloVE ha detto...

@ altrosimone:

nessun refuso: a Venezia alcune calli sono state ricavate interrando dei rii, cosa di cui resta traccia nel nome: rio interrato...

Comunque grazie: sempre meglio una correzione di un refuso!

Ciao

Paolo