La distanza da un Paese civile

Buongiorno,

ho sentito nei commenti al voto della legge sulle unioni civili dei parlamentari che usavano argomenti che andavano dal definire "contronatura" le relazioni omosessuali al trattarle come il primo passo verso l'istituzionalizzazione dei rapporti tra uomini ed animali, peraltro spesso litigando con la sintassi.

Ho pensato che in un Paese civile il Parlamento avrebbe reagito scandendo all'unanimità e ad alta voce "CO - GLIO - NE!  CO - GLIO - NE!  CO - GLIO - NE!" all'indirizzo del Parlamentare che ha espresso tali concetti, in modo da zittirlo.

Anzi no. In realtà in un Paese civile simili cori sarebbero un oltraggio lesivo della dignità di una alta istituzione dello Stato, quindi ho pensato che tutti in Parlamento si sarebbero girati a volgergli le spalle.

Anzi no. In realtà in un Paese civile non sarebbe stato necessario un simile comportamento da parte dei Parlamentari, perchè il Presidente avrebbe invitato i commessi ad occuparsi di chi stava infangando la dignità dell'aula, facendolo allontanare e, a scelta, multandolo, denunciandolo per dichiarazioni che istigano all'odio di genere o facendolo sottoporre al TSO di cui ha bisogno...

Anzi no. In realtà probabilmente in un Paese civile nessuno con simili presupposti antropologici sarebbe stato eletto dai cittadini ad un ruolo politico di qualche rilievo, tutt'al più sarebbe stato confinato in una di quelle sentine politiche in cui ci si ostina ad adorare ideologie simboli e mostri di un passato buio.

...

Ecco, la distanza tra un Paese civile e l'Itali si misura tra quanto scritto sopra ed un Paese in cui invece chi esprime certi concetti viene eletto, definito e considerato "moderato", spesso chiamato ad importanti ruoli di governo e festeggia orgoglioso per aver imposto al Paese le conseguenze dei propri problemi di omofobia ed averne tratto vantaggio in termini elettorali.

Quando in Italia certi figuri saranno esclusi dal governo e non saranno più indebitamente definiti moderati avremo compiuto una rivoluzione antropologica enorme. E potremo ambire almeno a sentirli zittire dalle urla doverosamente scandite dai più degni colleghi parlamentari, e poi umiliare dalle schiene, ...

Ciao

Paolo

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Condivido.
Il fatto è che il personaggio che ha usato quel termine non è solo un parlamentare ma è anche a capo di uno dei più importanti ministeri.
Il fatto è che, oltretutto, non è nemmeno la prima volta che si ritrova coinvolto in episodi così penosi per non dire gravi.
Il fatto è che il suo attuale capo, proprio in virtù di quanto è successo in quei passati fatti - era l'epoca del governo Letta, ricordate? - arrivò a dire che con lui persone così sarebbero state messe alla porta. Sto ancora attendendo la realizzazione di una delle infinite promesse mancate...
Ma la cosa peggiore è vedere ogni volta tradita l'aspettativa che coloro che guidano il paese rappresentino il meglio che il paese sa esprimere, e invece abbiamo Angelino.
E con ciò ho detto tutto.

:-(

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

il Paese infatti non è molto civile, gente così viene eletta perché esistono fasce di popolazione che sono d'accordo con quello che Angelino sostiene.

Non so se sono maggioranza (forse nella classe dirigente gerontocratica lo sono), ma non sono certo pochi.

E questo è il problema di fondo.

Il secondo problema grave - che giustamente sottolinei nel post - è che siano definiti moderati, quando queste prese di posizione sono più che estremiste, medievali*.
Ciò è reso possibile grazie alla servizievole collaborazione dei media, comprese le schienedritte ipocrite.

Devo dire infine che un Parlamento che urla insulti come uno stadio è qualcosa di molto verosimile e non mi pare per nulla meglio di un Parlamento con Alfano che offende i gay, anche se Alfano ha torto.

Saluti

T.

*oltre che condivise al 100% dai tanto vituperati integralisti islamici, farsi qualche domanda aiuterebbe.