La vendetta di Vasto

Buongiorno,

quanto avvenuto la settimana scorsa a Vasto, dove un vedovo ha ammazzato per vendetta l'investitore della moglie, mi ha colpito per due ordini di motivi, entrambi attinenti alle reazioni di quella parte di persone che ha scelto di ergersi appena sopra al livello del "pubblico", creando di fatto il contesto che ha favorito l'omicidio.

In primo luogo mi ha colpito il fatto che sembra che sin dall'inizio, già a luglio dell'anno scorso, costoro in centinaia (non solo i parenti e gli amici che posso immaginare emotivamente coinvolti) abbiano deciso quale fosse la verità sull'accaduto (1) e che la risposta della giustizia sarebbe stata inadeguata. Non riesco a interpretare diversamente il fatto che dopo poco più di una settimana dall'incidente veniva annunciata la prima fiaccolata dal luogo dell'incidente al Palazzo di Giustizia aperta da uno striscione "Giustizia per Roberta", iniziativa cui ne seguiranno altre dello stesso segno.

In secondo luogo mi ha colpito l'assenza di qualsiasi forma di empatia per l'ultima vittima: non mi meraviglia sentire orde di vendicatori in pectore che rivendicano il fatto che anche loro si sarebbero comportati allo stesso modo del vedovo omicida, mi meraviglia invece che, tra i tifosi dell'altro fronte non si vada oltre la rivendicazione in punta di diritto del fatto che la giustizia va lasciata allo stato, come se l'investitore ucciso comunque non meritasse qualcosa di molto diverso da quanto gli è avvenuto e di certo non meritasse nè pietà nè una opportunità di pentimento (sempre che questo fosse dovuto e/o magari non vi fosse già stato).

Una sorta di empatia per il carnefice di una portata che mi sorprende ed atterrisce per la contemporanea quasi totale assenza di quella per la vittima.

Ciao

Paolo

(1) scemi i periti, che pur avendo tutte le informazioni del caso in mano non riusciranno a dare una ricostruzione univoca dell'accaduto nemmeno mesi dopo...

6 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Ho sentito parlare vagamente della vicenda. Brutto a dirsi, ma questa a me pare cronaca "pilotata ad arte" per non affrontare cose più importanti - in fondo alla stragrande maggioranza di tutti chi fa più danno? Un evento del genere oppure la corruzione e l'inadeguatezza della classe dirigente consona al livello medio del paese? Tanto per citare due problemi stra-noti - ecco perché evito accuratamente TG e media: non mi piace la solita minestra.
Il colmo l'ho raggiunto qualche giorno fa, a mensa, quando alcuni colleghi parlavano della vicenda con toni da far west. E quindi grazie a quanto scrivi e soprattutto al link che riassume dei fatti di cui il popolo bue se ne infischia allegramente, d'altra parte il far west è una costruzione cinematografica affascinante...

MR

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

condivido del tutto il post. Condivido anche ciò che è dietro il commento di MR, personalmente credo che i casi di cronaca dovrebbero essere aboliti dalle news, a meno di eventi di gravità estrema.

È orribile constatare come la mentalità da medioevo sia diffusissima. Nella nostra società - quella in cui legioni di semianalfabeti possono esprimere giudizi e votare - non è passato il concetto per cui la giustizia serve esattamente a evitare le vendette private. Milioni di persone ragionano dicendo: "Se fosse successo a te avresti fatto lo stesso" senza realizzare che con questa logica ad ogni offesa si dovrebbe rispondere con un'altra, finendo nell'anarchia in tempo nullo.

Come ben scrive Paolo pare troppo difficile provare a mettersi nei panni dell'ultima vittima. Davvero è troppo difficile immaginarsi di investire qualcuno?

Aggiungo una nota a quanto già scritto: non saranno i social, non sarà internet, saranno forse solo troppe ore a guardare la vita in diretta, ma il feroce italiano di oggi dispenserebbe pene terribili per qualsiasi cosa. Parcheggi sul posto degli handicappati? Devi morire. Non paghi le spese di condominio? Devi morire. Evadi il fisco? Qui diventano più garantisti, non so perché.

Viviamo in mezzo a imbecilli che, con ragionamenti da terza media, vorrebbero pene più severe per tutto, come se questo avesse qualche effetto sui problemi e come se non fosse evidente che il desiderio vero è di ammazzare chiunque non sia come noi.

Chissà come sarebbero stati i commenti sui social in Jugoslavia nei primi anni '90.

Vivere in mezzo a gente così è frustrante e deprimente - e pericoloso, probabilmente.

Saluti

Tommaso

PaoloVE ha detto...

...in effetti normalmente non commento fatti di cronaca, ma in questo caso sono rimasto veramente colpito e amareggiato dal dato "sociologico".

Mi fa tremare anche il pensiero che anche a me, come a Tommaso, era venuto in mente il parallelo con l'ex Jugoslavia davanti al bell'esempio di disgregazione di qualsiasi minimale forma di socialità che leggo in quanto avvenuto.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

@T
Non si tratta di abolire la cronaca, ma pretendere che sia cambiato come viene trattata.
E' giusto sapere cosa succede nel paese, dal mio punto di vista i media si dovrebbero soffermare sui fatti. Trovo insopportabile invece - tanto per fare un esempio - quando cominciano a riemipire i se(r)vizi di interviste all'amico dell'amico che esclama la tipica frase "era un bravo ragazzo/a..." e che serve solo a giustificare l'esistenza del giornalista e a somministrare il veleno agli spettatori. E a riempire i troppi talk show e programmi "contenitore" dei lunghi pomeriggi da massaie e mogli annoiate. :-(

Saluti.

PS Aggiungo anche che per quelli come la Balivo, la D'Urso e molti altri inutili personaggi della TV occorrerebbe trovargli un lavoro vero e possibilmente pesante.

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo,

disgregazione sociale. Esattamente. Si sta insieme senza una base comune. Legioni di concittadini non condividono i valori minimi di una democrazia come la conosciamo.

È gente pericolosa e mi sembra maggioranza.

@MR

concordo sull'orrore della TV delle emozioni morbose - che tuttavia può essere evitata, non guardandola. Trovo però che il problema sia l'eccesso di cronaca in sé - anche i fatti - che peraltro è segnalata da statistiche comparative con altre nazioni.

Sinceramente mi dispiace tanto se uno si schianta in auto, ma che notizia è? Succede praticamente tutti i giorni. Non cambia nulla nel destino del Paese. Allo stesso modo: perché gli omicidi di Yara, Scazzi, e chi più ne ha più ne metta devono diventare dei tormentoni? Vogliamo parlarne? Vogliamo emozionarci? Dentro le trasmissioni del dolore. Fuori dai telegiornali.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

T,
"Emozioni morbose"
Sfondi una porta aperta.

Saluti.