Opinioni un par di balle!

Buongiorno,

questo post nasce da due notizie tra loro diversissime, la depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, che da reato penale è stato derubricato a reato amministrativo e quindi non più sanzionabile con il carcere ma solo con una multa, e l'introduzione del reato di negazionismo.

In entrambi i casi mi capita di imbufalirmi quando nel dibattito attorno ai due provvedimenti sento utilizzare l'argomento della libertà di opinione collegata a fatti che nulla hanno a che vedere con opinioni, confondendo il peso ed il valore di fatti accertati con giudizi di merito e valutazioni.

Per essere chiaro: quanto scrisse Farina negli articoli che portarono alla famosa condanna penale per diffamazione a mezzo stampa Alessandro Sallusti (condanna che lo trasformò in un martire all'italiana, non avendo poi dovuto scontare alcunchè, ), come avevo già detto, attribuiva tendenziosamente ad un magistrato dei comportamenti e delle responsabilità relative a cose che semplicemente non erano successe.

Il problema non era il punto di vista del giornalista, che era pienamente legittimato a scrivere che riteneva il magistrato una persona empia e indegna per quanto aveva fatto ma il dato fattuale inventato, falso e diffamatorio dal quale questa valutazione traeva origine: l'opinione stava nella valutazione del magistrato, la diffamazione nella falsa descrizione degli eventi.

E' un po' come se io dicessi che siete degli incivili perchè mandate il vostro branco di asini volanti a scagazzare nel mio giardino. La mia opinione su di voi potrebbe essere giustificata se solo i fatti su cui la baso non fossero inconsistenti e pretestuosi. Non sto esercitando il mio diritto di opinione, vi sto chiaramente diffamando.

Collegare la libertà di opinione al reato di diffamazione e far passare l'idea che la depenalizzazione della diffamazione sia un passo verso il rispetto di un diritto fondamentale significa pertanto confondere moltissimo i termini della questione:
  1. Chiunque avesse voluto o voglia esprimere qualsiasi opinione continua a poterlo fare. Nulla cambia sul fronte della difesa dei diritti fondamentali. 
  2. Chi affermando il falso avesse leso o leda la reputazione di qualcuno continua a non poterlo fare. Ancora una volta nulla cambia sul fronte della difesa dei diritti fondamentali.
  3. Quello che cambia è che, adesso, se è un giornalista e lo fa a mezzo stampa, non rischia la galera ma, al più, una multa (1). 
E, circa l'introduzione del reato di negazionismo, la situazione è sostanzialmente la stessa per quanto riguarda l'Olocausto (2): la documentazione storica è talmente vasta, varia e sostanzialmente univoca nel definire gli eventi da poter essere eventualmente contestata solo per episodi limitatissimi, che non inficiano minimamente la validità del contesto e del dato storico. 

In sintesi si è nella condizione di poter in qualche caso sindacare se Moishele Ashkenazy, ebreo del getto di Lodz, sia stato gassato a Dachau o se piuttosto sia fortunosamente scampato ed abbia cambiato nome, ma non certo il fatto che nel Reich esistesse e fosse applicato un ampio e documentato programma volto allo sterminio degli ebrei, programma che ne ha sterminati alcuni milioni.

E, davanti ad una simile certezza dell'evento e della trasparente evidenza degli scopi d'odio cui sostenere queste illogiche tesi è funzionale (3), non vi è dubbio che nemmeno in questo caso si possa parlare sensatamente di libertà d'opinione, ma al più della liceità ad incitare all'odio.

Ciao

Paolo

(1) e questo mette al più nella condizione di chiedersi se riteniamo corretto/giusto porsi nella situazione in cui la possibilità di diffamare è legata a censo ed interesse economico, ma questo è altro discorso

(2) in realtà la legge si applica ai negazionisti di ogni genocidio, che si tratti dell'Olocausto, dell'Holodomor, del genocidio degli Armeni, di quello Cambogiano... ma si parla solo dell'Olocausto per la maggior visibilità che questo ha

(3) a vedere da dove arrivano le invocazioni alla difesa della presunta libertà di opinione, sembrerebbe che questa subisca un vulnus solo ai danni dei neonazisti, noti assertori delle libertà e dei diritti dell'individuo....

6 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Quella sul negazionismo è una legge ridicola per un paese sempre più ridicolo, come se bastasse una legge per obbligare le persone a pensarla in un certo modo.

Se uno è libero di credere agli asini che volano dovrebbe anche essere libero di credere che nei campi di concentramento portavano dei prigionieri a fare il picnic. In entrambi i casi avremmo a che fare con uno scemo, e non credo che occorra una legge per qualificarlo e punirlo. Basterebbe voltargli le spalle e non dargli credito.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

sulla diffamazione a mezzo stampa mi trovi in totale accordo, parola per parola.

Sul fatto che debba essere reato propagandare tesi che contrastano con la verità storica - che esiste e non è un'opinione* - mi trovi meno d'accordo.

Credo che, se pur nella fattispecie fastidiosa, la libertà di dire fesserie vada salvaguardata. Non credo che sia con la repressione che si combatte l'ignoranza che sta dietro a chi crede in certe cose. Bisognerebbe che il sistema educativo producesse individui con buon senso, spirito critico e un minimo di cultura.

Così non è e le conseguenze si vedono, ma non ne usciamo mettendo in galera chi, in malafede, gioca con la storia.

Secondariamente, accettando la logica punitiva non vedo perché solo chi nega la verità storica negli ambiti previsti dal DDL debba subire conseguenze, mentre chi lo fa in altri contesti o anche i sostenitori di cure alternative prive di base scientifica debbano poterlo fare tranquillamente.

Saluti

Tommaso

*Con buona pace anche dei vari Pansa e della pletora di revisionisti assai più subdoli e nefasti dei negazionisti.

PaoloVE ha detto...

... non so se sono a favore del reato di negazionismo, anche se mi ripugna fortemente chi si esprime in tal senso, in quanto lo fa sempre strumentalmente e con un secondo fine turpe.

Avrei probabilmente le idee più chiare se l'argomento forte portato a giustitficazione non fosse sempre sistematicamente un malinteso e falso diritto alla libertà di opinione.

Se questo è il meglio che sanno esprimere devo affidarmi alla mia scarsa propensione a mandar qualcuno in galera.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

Qui l'opinione di uno storico.

http://goo.gl/1qIRjd

Interessante, a parte la consueta sciatteria nella correzione dei refusi.

Ciao

T.

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

ho letto l'articolo e son rimasto perplesso relativamente ai due argomenti forti del ragionamento:

sono d'accordo sul principio che la ricerca storica non debba aver limiti, ma è l'articolista stesso a dire che nessuna affermazione negazionista verrebbe minimamente presa in considerazione dalla comunità degli storici a causa della sua inconsistenza. Quindi, nella pratica la legge anti negazionismo sarebbe un limite privo di reali conseguenze sulla ricerca.

E, aggiungerei, una cosa è fare ricerca, cioè mettere alla prova ciò che riteniamo vero, altra cosa enunciare falsità...

Sul piano pratico sui due piatti della bilancia stanno da un lato accreditare agli occhi della gente i temi negazionisti ed i loro latori come in qualche modo credibili e rispettabili, dall'altro come vittime: mi pare che le cose si equivalgano...

Con ciò non intendo comunque dichiararmi a favore della legge: il mio post voleva solo evidenziare come la discussione sulla legge fosse malposta: dire che l'Olocausto non è esistito non è esprimere un opinione, ma propalare una falsità. Quindi chi si sta appellando alla libertà di opinione per opporsi alla legge contro il negazionismo sta usando un argomento fuori luogo, che non trova applicazione in questo caso.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

il senso del post lo condivido, nel senso che l'utilizzo strumentale della "libertà di opinione" è la consueta operazione fatta in malafede.

Tornando OT sul provvedimento in sé, io direi che c'è una differenza tra il non condannare penalmente una tesi storica e dire che essa è credibile e rispettabile.

I creazionisti possono ciarlare liberamente, ci sono siti interi dedicati a tutti i complottismi possibili e immaginabili, ci sono trasmissioni televisive come Voyager, ci sono libri e libri pieni di idiozie sui Templari, mica devo metterli fuori legge per ritenere che siano cose non credibili e indegne di rispetto, non trovi?

Al contrario l'argomento opposto per cui le conseguenze penali di una teoria di fatto la pubblicizzano e la rendono più affascinante agli occhi degli imbecilli mi sembra innegabile.

Saluti

Tommaso