Moderati e no. Lettera aperta ad un fintoterzista.

Buongiorno,

approfitto della faticosamente sopravvenuta decadenza di Berlusconi per rimarcare ancora una volta uno dei miei pallini, sul quale sembra si stia facendo qualche (minimo) passo in avanti, e cioè sulla sbagliata identificazione tra gli esponenti della destra ed i moderati che i media ci propinano sistematicamente.

Talmente sbagliata che persino il più solido dei baluardi di questo pensiero, Pigi Battista, nei giorni scorsi e dopo vent'anni di stregua resistenza, ha capitolato di fronte all'assedio di una differente realtà con un editoriale dal significativo titolo "Al diavolo il Paese"

Fatevi un giretto in internet e guardate le immagini relative a quanto successo in questi giorni, poi ditemi dove manchi maggiormente la moderazione. Nelle bandiere con croci celtiche esibite da alcuni sostenitori di SB durante il comizio a Palazzo Grazioli? o nel cartellone lì a fianco dove si rappresenta l'ex premier sotto il logo della BR coma Aldo Moro? oppure ancora nello striscione "E' un colpo di stato"? o infine nell'introduzione alla home de il Giornale che farnetica di "fine della libertà"?

Perchè io, sull'altro fronte, non ho visto nulla di simile.

Nè ho visto nulla di simile ai brindisi ed alle gozzoviglie di mortadella che festeggiarono la dubbia sconfitta di Prodi o le tante copertine di quotidiani che lo volevano impiccato, morto ai piedi di un SB che bradeggiava la pistola, ridotto al suo tappeto, pronto per essere sodomizzato dai tappi dello spumante stappato per festeggiarne il crollo.

Atteggiamenti simili, a destra largamente diffusi, giustificati, ostentati, condivisi e spesso persino fomentati da chi avrebbe dovuto, per ruolo istituzionale, astenersene se non biasimarli,  non hanno mai avuto equivalenti sul fronte opposto se non in frange minimali e sistematicamente condannate. 

Nemmeno tra coloro che, non trovando spazi per potersi proporre decentemente agli elettori sui media più diffusi ed influenti, erano costretti spesso e volentieri ad eccedere ed alzare i toni per "fare notizia", come ad esempio gli esponenti del M5S.

Quindi, una volta per tutte, prima di dare qualsiasi patente di moderati alla nostra destra, e triturare i maroni con continui appelli alla moderazioni solo per gli altri, ricordiamoci che, a confronto della destra italiana, il più scalmanato grillino ed il più focoso seguace di Vendola, per non parlare del PD, sono educati come la regina Elisabetta e mansueti come agnelli sazi.

Ciao

Paolo

9 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

tutto vero e condivisibile, anche se forse spingi l'argomentazione troppo in là.

Non arriverei però a dire che volgarità e estremismo siano assenti o minoritarie tra i grillini, quelli che domenica ci delizieranno con un altro Vaffanculo Day, quelli che hanno in Vito Crimi un profeta della battuta greve, quelli che infestano i social network con immagini di esplosioni nel Parlamento.

Il più scalmanato dei grillini non è mansueto, se confrontato agli sgherri del berlusconismo, solo non ha ancora (?) abbastanza potere per nuocere.

La differenza sta, naturalmente, come credo sia il senso del post che i 5S sono giustamente, e con loro orgoglio direi, definiti estremisti, mentre per vent'anni ci siamo dovuto sorbire l'ipocrisia per cui gli eversori berlusconiani sarebbero "moderati".

E di questo, oltre ai Battista, dobbiamo ringraziare i Mentana, i Quagliariello, come pure i Casini e i Fini.

Saluti

Tommaso

Philip Michael Santore ha detto...

Credo che sia solo un equivoco semantico: nel linguaggio politico italiano il termine "moderato" non significa "persona non eccessiva, equilibrata, ragionevole", ma viene usato come in Gran Bretagna viene usato l'aggettivo "conservative". Solo che in Italia il centro-destra non si identifica con l'esistente, che dalla spesa pubblica alle istituzioni vorrebbe invece profondamente riformare; per cui "conservatore", oltre a suonare male, non gli si addice. E né si può trasporre "republican" (che in Italia identifica il PRI di La Malfa), "liberal" (che in Italia è contrapposto alla parte cattolica), "cristiano-democratico" (che invece esclude la parte laica), "gaulliste", "popular" (che in Italia evoca il "fronte popolare" di sinistra) o "destra" (che in Italia vuol dire fascista). Per cui resta l'aggettivo "moderato", da intendersi come assoluto contrario di "massimalista", che è storicamente la Weltanschauung della sinistra italiana.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

Dal vocabolario Sabatini Coletti:

"moderato agg.
2. Che, in politica, è lontano da tendenze radicali e spesso si colloca su posizioni centriste: le forze m. del paese"
Segue, nella definizione del sostantivo:
"1 (f. -ta) Chi svolge o segue una linea politica lontana da estremismi"

Ho sentito dire che quando Grillo urla "Vaffanculo", si deve tenere conto che a Genova questo vuol dire "Buongiorno a tutti".

Di che stiamo parlando?

T.

Philip Michael Santore ha detto...

@ F®Ømß°£:

Questa definizione: "moderato [è chi], in politica, è lontano da tendenze radicali" corrisponde a quello che ho scritto: ove "radicali" è da intendersi non nel senso pannelliano o di distanza da un ipotetico epicentro mastelliano della ragionevolezza, ma in quello di "sinistra radicale", che un tempo veniva chiamata "massimalista".
Dunque per parafrasare sono "moderati" coloro che sono all'opposto delle tendenze radicali della sinistra.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

"moderato agg.
2. Che, in politica, è lontano da tendenze radicali e spesso si colloca su posizioni centriste: le forze m. del paese"
Segue, nella definizione del sostantivo:
"1 (f. -ta) Chi svolge o segue una linea politica lontana da estremismi"

Nel mondo reale "radicale" non vuol dire "di sinistra radicale" e "estremismo" non vuol dire "estremismo di sinistra".

Seguiamo la tua singolare logica che rimaneggia la definizione scegliendo ciò che ti fa più comodo:

"Moderato è chi è lontano da tendenze radicali, dove con radicali si intende di sinistra radicale"

Ne segue logicamente che Forza Nuova è un movimento moderato!

PMS, di cosa stiamo parlando?

Ciò che esprime il post di Paolo è che si è data per vent'anni la patente di moderati, quindi di non estremisti a personaggi che estremisti sono.

Estremisti nel linguaggio, nella volgarità, nelle idee.

Di fatto operi, da buon fanboy di B, una traslazione a sinistra di tutto il panorama politico: gente come Brunetta, la Santanché, la Mussolini, sono moderati, quasi centristi e la sinistra tutta viene definita "massimalista". Niente meno!

Buon pomeriggio, continuare questa discussione surreale non mi diverte per nulla.

Tommaso

Michele Reccanello ha detto...

@PMS
Mi fa specie che il signor B e suoi accoliti si siano impossessati del termine moderato. Come dire io sono una persona ragionevole mentre tutti gli altri sono dei pazzi estremisti e terreoristi, quindi state con me perché io sono il meglio.
E allora ti chiedo: Con tutto il male che si può pensare dei nostri politici, possono ragionevolmente rientrare nella categoria MODERATI personaggi come Bersani, Fassino, Bindi, Vendola... (Alcuni dei nomi più noti a sinistra che mi sono venuti in mente per primi)? Eventualmente mi sapresti motivare perché a tuo giudizio non possono essere inseriti nella categoria.
Sono curioso di capire cosa distingue un moderato da uno non.

Saluti

Philip Michael Santore ha detto...

@ F®Ømß°£

Forza Nuova è anch'esso un partito massimalista. Certo, di un tipo diverso di massimalismo.

"Moderato" non è una patente di accettabilità che viene concessa da non si sa bene chi, che sia il Corriere della Sera o il cosiddetto ceto medio riflessivo che legge Repubblica.

E se non ti sta bene che sia un mero termine come te lo ho definito, chiamali pure estremisti. Ma allora tali sono anche le maggioranze che B. si è conquisto in questi anni nelle urne.

@ Michele Reccanello

E che li si chiami in un modo diverso allora. Io sono d'accordo che quelli di Forza Italia sono diversi dalla maggior parte del PPE: somigliano di più ai Conservatori britannici o a quelli Cechi o al partito di Orban in Ungheria o ai repubblicani USA. Solo che li si chiama "moderati" perché rappresentano quella fascia di elettorato e soprattutto perché non c'è un altro termine efficace per definire chi sta dall'altra parte rispetto ai "progressisti".

E sono pure d'accordo che pure molti del PD potrebbero di per sé essere dei moderati, ma il distinguo è che costoro sono ben disposti a venire a patti coi "massimalisti", coi "radicali" (oltre a esserlo stati a loro volta in gioventù).

Michele Reccanello ha detto...

@PMS
non hai risposto alle mie domande.

PaoloVE ha detto...

@ PMS:

in italiano ed in politica i termini "illiberale", "conservatore" e "reazionario" esistono ed esprimono la destra italiana molto meglio del termine "moderati", alcuni da sempre, altri "solo" da quattro decenni.

E la "Weltanschauung" della sinistra italiana non è e non è mai stata meno massimalista di quella della destra.

Ma da sempre l'arma più efficace contro la sinistra, in Italia, è stata la sua demonizzazione. Che, tra i tanti modi -un tempo era particvolarmente efficace la parola del parroco, ma oggi non basta più-, può essere fatta attribuendole in esclusiva una natura, pardon "Weltanschauung", connotata negativamente anche se altri, dipinti in termini migliori, hanno quella natura in maniera molto più spiccata.

Ciao

Paolo