Stupidi ladri di memoria politica

Buongiorno,

in questi giorni l'assoluzione in appello di Silvio Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby che lo aveva portato ad una condanna a sette anni in primo grado è stata commentata (ovviamente in assenza delle motivazioni della sentenza) con il solito spirito partigiano da un po' tutte le parti in causa.

C'è chi esulta e ritiene che, evidentemente, questa assoluzione dimostri che SB è ed è stato un perseguitato dai giudici e vada quindi doverosamente graziato anche per le vicende dove è giunto ad una condanna definitiva (frode fiscale, lodo mondadori), c'è chi legge l'assoluzione come una grave abdicazione della giustizia ad una ragion di Stato che vorrebbe che una conferma della condanna di primo grado avrebbe avuto l'effetto di indebolire troppo il percorso delle riforme cui il partito di Berlusconi sta contribuendo e che il Pasese plebiscitariamente rivendicherebbe, chi rivendica orgoglioso il proprio granitico garantismo nel caso in questione, chi parla di una sconfitta di una generazione politica.

Personalmente ritengo che la stragrande maggioranza di queste precipitose interpretazioni non abbiano senso:
  • la sentenza è giunta in un momento in cui il M5S si stava proponendo come ulteriore puntello possibile per le riforme (quindi SB non sembrava più essere indispensabile, anche avesse voluto rovesciare il tavolo): direi che questo rende debolissime le pretese che si sia trattato di una sentenza emessa per ragion di Stato
  • le valutazioni sull'opportunittà politica di un'alleanza politica con SB mutano di poco per Renzi ed il PD perchè questa assoluzione non modifica le altre condanne definitive: SB è e resta un pluripregiudicato per reati gravi
  • le valutazioni sull'inopportunità dei comportamenti tenuti dall'ex premier non mutano di una virgola, in quanto il fatto che sia stato assolto dalle accuse non modifica il fatto che si sia reso vulnerabile e ricattabile a causa delle sue frequentazioni, cosa imperdonabile per un capo si Stato
Sono d'accordo invece con chi, come Lucia Annunziata, parla del fallimento di una generazione politica: il fallimento c'è, totale, ma non arriva certo per questa sentenza.

C'è perchè una generazione politica ha preferito delegare l'opposizione alla destra ai magistrati, rinunciando a farla in proprio e nelle giuste sedi. SB doveva essere sconfitto con una offerta politica migliore, non attendendo una sua condanna (1).

C'è perchè una generazione politica non sembra nemmeno in grado di rendersi conto del peso dei tre punti che ho appena espresso, avendo man mano dimenticato -ed in questo modo contribuito a cancellare- quanto giudiziariamente si era già accumulato su SB, perchè quelle sentenze si erano dimostrate inefficaci nel cancellare SB sul piano politico.

C'è perchè una generazione politica ha lasciato (se non proprio accettato) che per anni il centro dell'agenda politica italiana fossero gli interessi personali ed i problemi giudiziari di un singolo.

E questi sono i segni di una scofitta politica enorme.

Ciao

Paolo

(1) coll'imbarazzantissimo risultato postumo che adesso il PD applaude a ranghi serrati un programma di riforme istituzionali ed elettorali proposto da Renzi, che è prettamente di destra e quanto di più berlusconiano potremmo avere, perchè non ha elaborato nulla di alternativo.

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

Condivisibile, ma manca nel quadro l'importante ruolo dei media, sostenitori di B e ora del suo "erede", in quanto sostenitori proprio della medesima linea politica di destra.

Saluti

T

Lorenzo Savoini ha detto...

Uno dei tuoi migliori interventi in assoluto. Lucido, sintetico, del tutto sottoscrivibile.

PaoloVE ha detto...

@ Lorenzo:

Grazie e benvenuto nei commenti!

Ciao

Paolo