Il responso dell'urna

Buongiorno,

Elettore Italiano disgustato di destra
preannunciata dagli impegni all'estero del Presidente del Consiglio, che per sua fortuna non può partecipare all'immediato dopo voto perchè in missione in Romania (avete mai visto Silvio Berlusconi perdersi un festeggiamento per un successo elettorale? Nemmeno io, e credo quindi che l'impegno rumeno sia un evidente sintomo dell'aria che tirava sui suoi candidati), è uscita dalle urne la conferma di quanto già il primo turno aveva indicato, e cioè che in questo momento la destra non è appetibile nè sul piano politico (significativo che i risultati peggiori li abbia portati a casa proprio chi aveva voluto dare un significato nazionale al voto) nè su quello amministrativo.

E questo secondo aspetto è quello probabilmente sinora meno esplorato e secondo me più devastante in una destra che alle ultime regionali aveva fatto man bassa di amministrazioni con un risultato che appariva in realtà più "rotondo" del lecito, in presenza di successi pesanti maturati in contesti moooolto particolari (ed ovviamente invano contestati dalle opposizioni) in regioni quali Piemonte e Lazio.
Cota: fa rima con Trota (non per caso)

Il percorso dell'attuale destra italiana infatti è partito da un punto d'origine strettamente politico, che aveva il proprio motivo d'essere nell'anticomunismo viscerale ed il proprio slogan nel "partito del fare", che si era tradotto in un primo successo elettorale alle politiche nel 1994 senza che vi fosse una rete territoriale di amministratori nei comuni e nelle regioni, com'è ovvio, dato che il principale partito di destra non aveva ancora partecipato ad alcuna elezione amministrativa.

Nell'arco di quasi vent'anni la destra non ha fatto però maturare un progetto politico di lungo respiro, rimanendo ferma all'ideologia delle origini, ma ha preso saldamente in mano molte amminstrazioni comunali, provinciali e comunali. Realtà dove l'amministrazione è il pane di tutti i giorni e dove, conseguentemente, il "partito del fare" in teoria dovrebbe dare il proprio meglio.

Andate al CEPU, ovvio!
I risultati sono stati però spesso catastrofici, ancorchè sempre addebitati alle amministrazioni precedenti: comuni amministrati dalla destra come Taranto o Catania (e non sono i soli...) hanno evitato il fallimento solo perchè finanziati con leggi straordinarie dallo Stato centrale (per Taranto valga l'aggravante che la sindaco andava a Ballarò ad offrirsi a modello di buona gestione), Regioni come il Lazio amministrato da Storace sembrano essere entrate in un tunnel in cui non si riesce più nemmeno a capire la dinamica del debito legato alla spesa sanitaria.

Insomma, il "partito del fare", una volta messo alla prova, dimostra di non essere capace e di dover deludere i propri elettori proprio in uno degli argomenti cui è più sentitamente chiamato, e i suoi elettori, questa volta chiaramente, stanno decretando che la destra non è stata capace di esprimere dei buoni amministratori. E quindi, oltre a trovare almeno in parte inattuale la bandiera politica dell'anticomunismo, trova anche menzognero lo slogan vuoto del "partito del fare". Preciò cerca altro altrove.

Se stessi a destra mi preoccuperei molto. Ca**i loro: io sono di sinistra. E, al di là delle disgrazie altrui, non ho molto di cui ridere, visto che ha perso il più peggio, per parafrasare chi invita a far vincere il meno peggio...
Spero solo che l'attuale inversione di marcia permetta di far distinguere cosa serve per vincere a sinistra, e non spinga i soliti noti a sperare di poter attendere l'ineluttabile successo finale.

Ciao

Paolo
Un piccolo auspicio

4 commenti:

Clem ha detto...

Due commenti: uno sull'ultima nota finale: "Cari dirigenti del PD: non volevate Pisapia, ma Boeri. Non volevate De Magistris ma Cozzolino. Non è che magari dovreste cambiar mestiere?" (mazzate.bumblr.com)
La seconda: per la prima volta sento la mancanza di Nessuno. Bahhaha.

PaoloVE ha detto...

@ Clem:

aggiungerei una domanda per la sinistra: in quante amministrazioni avete vinto inseguendo il centro? Ed in quante invece il candidato era uscito dalle primarie (cioè normalmente quello "di sinistra")?

Ecco, solo per riflette sull'utilità di certe tattiche.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Ottima riflessione Paolo. Non a caso hanno vinto a Milano, Cagliari, Bologna, candidati espressi con le primarie. Non a caso, hanno riportato i quotidiani, persino nel PDL si vorrebbero le primarie (vedi notizia delle 17:33 e delle 19:45!

Clem ha detto...

Giusto Paolo.
"bumblr" era ovviamente "tumblr", nel mio commento precedente. http://mazzate.tumblr.com