Oggi cos'è la destra, cos'è la sinistra?

Buonguiorno,

Allora era tutto molto chiaro
in questi giorni, in prossimità di scadenze elettorali, mi è capitato di sentir ripetere molto frequentemente il mantra "non esistono più la destra e la sinistra", mantra che accompagna e giustificherebbe una certa omologazione tra le politiche dei "moderati" degli schieramenti opposti, e che porta ad accettare un bipolarismo immobile, in cui cambiano (per la verità poco) le persone, ma non cambiano le politiche di fondo.

Perchè, che una riforma che precarizza il lavoro si chiami Biagi e venga da destra o Treu e venga da sinistra cambia molto? no, vero? nemmeno secondo me.

Personalmente credo che sia sbagliato ritenere che non esistano più destra e sinistra, ma che si debba piuttosto ritenere che, essendo cambiata la società, anche la Destra e la Sinistra si debbano vedere in maniera diversa. Passatemi molte semplificazioni nel ragionamento, in cui considererò tre degli elementi cardine di quello che era lo scontro ideologico sino agli anni settanta.

Nella nostra società avrebbe poco senso uno scontro tra una destra di tipo storico padronale, clericale e nazionalista contro una sinistra operaista, laica ed europeista, perchè i mutamenti sociali hanno modificato i riferimenti elettorali e gli interessi delle categorie che hanno ereditato quei ruoli.

A destra è stravolta la figura del padrone, che una volta ci metteva molto del proprio anche in termini economici, mentre oggi spesso amministra i soldi degli altri, è stravolto il radicamento ad una nazione che rende meno di quanto renda la delocalizzazione e la religione suscita indifferenza, in presenza di altro che garantisca la conservazione dell'ordine sociale.
Capitale? chi ha detto capitale?

Viceversa a sinistra la classe operaia è stata in gran parte sostituita da quella impiegatizia, che rivaluta il valore nazionale perchè teme la concorrenza straniera e non vede più la Chiesa come un elemento fondamentale dello status quo sociale (e la parola fondamentale è importante).

Detta così sembra che io abbia confermato le tesi di chi vorrebbe eliminato il motivo del contendere, ma il motivo del contendere è che continua ad esistere una fondamentale divergenza tra gli interessi delle classi abbienti, comunque esse siano composte al giorno d'oggi, e quelle non abbienti, tra chi ha il capitale (e le opportunità che ne derivano) e chi no.

Tra chi ha convenienza che non ci sia un servizio ferroviario efficiente perchè così guadagna milioni di € vendendo più auto e camion e chi avrebbe convenienza invece a trovare un treno pendolari decente al mattino pagando il ragionevole.

No, nemmeno così è attuale
Tra chi guadagna milioni di euro dall'inserimento di una clausola nel contratto della banca ed i tanti che per quella clausola iniziano a pagare 0,20€ ad estratto conto.

Tra chi ha convenienza a veder togliere l'ICI dalla sua reggia e chi vorrebbe che il proprio comune avesse i soldi per poter rabberciare il manto stradale.

Così, giusto per fare un po' di esempi concreti.

 E la Destra e la Sinistra, per me, vengono identificate dal lato della baricata in cui stanno nello scontro tra gli interessi forti di pochi da un lato e quelli deboli diffusi dall'altro, e nel modo di comporre questo scontro: se sposando l'idea che il benessere dei ricchi prima o poi si estenderà anche agli altri, oppure se optando che sia prioritario recuperare chi resta indietro prima che per lui sia troppo tardi.

Ecco la continuità con il passato!
Perchè il rapporto tra l'operaio sfruttato ed il padrone degli anni cinquanta, in fondo, non è poi molto diverso da quello tra l'impiegato precario e l'AD di oggi, nè sono molto mutate le esigenze e le ambizioni, anzi, in una economia che tirava era più facile per l'operaio sperare di diventare caporeparto ed assicurare ai propri figli un futuro migliore, di quanto il precario di oggi possa sperare di diventare capouffico o quadro, senza poi poter pensare nemmeno al futuro dei figli.

In questo credo di poter interpretare l'insuccesso della sinistra italiana degli ultimi vent'anni proprio nell'aver rinunciato al suo ruolo di difensore dei diritti e della condizione dei meno abbienti (e conseguentemente al suo naturale elettorato attuale, non più operaio ma precario).

E spero anche che per l'inattualità delle paure che sta agitando la destra -sempre moderata per definizione- a Milano (le coop rosse venderanno droga! I centri sociali okkuperanno l'EXPO e lo trasformeranno in una moschea omosessuale! Milano 2 sarà trasformata in un Kolkoz per la rieducazione dei commercianti! Pisapia è un Anticristo!...) siano motivo di una sconfitta elettorale che avrebbe una portata notevole.

Facendo così la destra, non potendo vantare grandi successi amministrativi, parla un linguaggio che si aggrappa ad una realtà che non esiste più, sperando che il proprio elettorato abbia la testa rivolta indietro. L'importante è che sia significativa la parte di elettorato che si rende conto di questo fatto. In fondo è lo stesso motivo per cui stanno fallendo i progetti politici di una galassia di partitini di sinistra estrema che dell'operaismo fanno una bandiera sin nel nome. Quel modo di essere destra e sinistra non ha più senso, anche se è ancora ciò che ha generato i nostri attuai politici, ma la destra e la sinistra esistono ancora, pur non essendo ancora riuscite ad affermare una classe politica in grado di interpretare la realtà odierna.

Ciao

Paolo
CMM Scontatissimo...

8 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Post da applausi, che analizza bene l'attuale panorama di casa nostra. Stasera poi specifico meglio i passaggi che mi sono piaciuti.

giuly ha detto...

...mitica l'immagine della "moschea omosessuale"...

giuly ha detto...

... e comunque, di quanta confusione ci sia nell'interpretare questi concetti, è sintomo proprio il fatto che il pezzo di Gaber viene spesso preso per quel che non è. Lui parlava dei luoghi comuni che oramai ammantano i due concetti, non del loro valore intrinseco...

Michele Reccanello ha detto...

Queste sono le parti del post che più misono piaciute:

Nella nostra società avrebbe poco senso uno scontro tra una destra di tipo storico padronale, clericale e nazionalista contro una sinistra operaista, laica ed europeista, perchè i mutamenti sociali hanno modificato i riferimenti elettorali e gli interessi delle categorie che hanno ereditato quei ruoli.

Facendo così la destra, non potendo vantare grandi successi amministrativi, parla un linguaggio che si aggrappa ad una realtà che non esiste più, sperando che il proprio elettorato abbia la testa rivolta indietro. L'importante è che sia significativa la parte di elettorato che si rende conto di questo fatto. In fondo è lo stesso motivo per cui stanno fallendo i progetti politici di una galassia di partitini di sinistra estrema che dell'operaismo fanno una bandiera sin nel nome.

Anche se in generale trovo assai ben centrato tutto il post.

Bravo Paolo. Tesi di laurea da 110 e lode.

MS ha detto...

Mi piace molto il post, ma mi piacerebbe ancor di piu' ottenere un analogo post destrorso.

PaoloVE ha detto...

@ MS:

la tua osservazione mi ha fatto rileggere il post che in effetti è scritto con un'ottica di sinistra che non era mia intenzione dargli, se non nell'analisi finale.

Se aggiungi negli esempi ai "padroni" descritti i loro dipendenti e/o fornitori, restando nei limiti delle generalizzazioni di cui mi scusavo preventivamente, ottieni un quadro meno di parte.

Ciao

Paolo

MS ha detto...

Assolutamente il mio non voleva essere un intervento critico nei confronti del post.
Era piu' per segnalare una mia impressione, in particolare ritengo che nella letteratura moderata con oggetto "dx vs sx" e' piu' facile incontrare un post sinistrorso che destrorso (per quanto possibile sempre rimanendo nella sfera dell'obiettivita').

PaoloVE ha detto...

@ MS:

mettiamola così: grazie alla tua osservazione mi sono accorto che, essendo di parte (il cuore è rosso e batte a sinistra), avevo effettivamente scritto un post più parziale di quanto volessi.

Comunque le critiche sono ben accette.

A meno che mi facciano inca**are :-)

Ciao

Paolo