Escursionismo Giuliano/3: Val Saisera Biv. Stuparich Jof di Somdogna Rif. Grego

Buongiorno,

oggi ancora un gita, molto bella, ma un po' lunga ed impegnativa (non fatevi ingannare dal fatto che i miei figli -7 ed 11 anni- l'hanno fatta senza problemi. Loro non ne hanno avuti, voi, molto probabilmente, ne avreste :-) Augh! ho detto!).

La partenza si raggiunge prendendo la prima uscita dopo il casello dell'autostrada e seguendo le indicazioni per Valbruna, quindi entrando in Val Saisera e risalendola, come già dicevo qui, ma stavolta andando sino in fondo, dove, passata la vecchia polveriera abbandonata ed il ponte, c'è un parcheggio.

La camminata inizia da Malga Saisera (mt. 1004) lungo la mulattiera in discesa che si inoltra nel bosco di abeti a lato della malga dall'altro lato della strada rispetto al parcheggio, in direzione del greto del torrente Saisera. 

Si risale per un breve tratto il greto piegando a destra, per poi entrare in un bel bosco di faggi, silenzioso (se non ci sta passando dentro la mia tribù) ed inizialmente un po' ripido, seguendo le indicazioni per la fossa Carnizza (segnavia 639). Anche in mezzo a questa parte di bosco sono visibili gli effetti dell'alluvione che ha portato ad abbandonare il vecchio sentiero 639, che mi dicono essere diventato pericoloso.

Man mano che si sale il paesaggio cambia ed il bosco lascia sempre più spazio ad arbusti come rododendri (ormai sfioriti) e, soprattutto, grandi quantità di pino mugo. Raggiunta la fossa Carnizza (sarebbe un buon posto per incontrare un po' di fauna, ma oggi c'è troppa gente -per gli standard giuliani- e noi stessi siamo troppo rumorosi) si incontra un bivio (a circa 1400 mt.) dove si seguono le indicazioni a sinistra (segnavia 611) per il bivacco Stuparich (mt. 1587).

Il bivacco, uno spazioso casottino in lamiera rossa rivestito internamente di legno posizionato sotto la spalla che interrompe a metà la paretona Nord del Montasio si raggiunge in due ore, due ore e mezza senza strafare e offre l'opportunità di sbafarci i panini e dei begli squarci sui monti circostanti, dal Lussari alla nostra meta successiva: la cima dello Jof di Somdogna (mt.1889).

Per raggiungere questa cimetta molto panoramica ed interessante per la grande quantità di opere risalenti alla prima guerra mondiale si ripercoore a ritroso un tratto del sentiero 611, per poi prendere a sinistra tenendosi alti lungo il sentiero (segnavia 652?) che sfiora l'ampia forcella del Foran de la Grave e poi risale a destra (segnavia 610) in una ampia mugaia fittissima (dove mi approvvigiono di un paio di manciate di pignette per fare la grappa) sino alla croce di vetta che si raggiunge in un'ora circa, circondata da trincee, ricoveri, postazioni e costruzioni belliche di ogni genere. Panorama strepitoso che spazia su tutta la valle, e per gli amanti del genere, ci scappa anche di ritrovare qualche shrapnel, testimonianza dei cannoneggiamenti austriaci.

Dopo un breve riposo e rituali foto di vetta si prosegue in discesa lungo il sentiero 610, qui a tratti un po' impegnativo per il terreno scosceso e friabile, per rientrare nel bosco e giungere velocemente, in rapida successione a Sella Somdogna (mt.1392) e tenedosi sul sentiero di destra, il laghetto ed il rif. Grego (mt 1389).

Birrozza, fetta di torta e ancora discesa sino alla macchina (non senza aver visto un bellissimo scoiattolo rosso) nel bosco sottostante lungo la vecchia mulattiera (c'è anche un taglio più breve e ripido, ma a noi piace godere del bosco).

Altri due caprioli li vedo dalla macchina mentre brucano nei prati vicino a Fusine mentre più tardi vado a fare benzina in Slovenia, risparmiando oltre 30 centesimi al litro.

Grande giornata, faticosa e di soddisfazione e complimenti alla gamba dei bambini!

That's all, folks!

Ciao

Paolo

2 commenti:

giuly ha detto...

Bel percorso, lo avevo fatto anch'io dopo la maturità, con sosta di 3 giorni allo Stuparich.

Nadia l'Alpingirl ha detto...

Ciao Paolo,avevo pensato di fare più o meno il tuo stesso giro,passando però inizialmente per il Grego,ma per pigrizia,per risparmiare duecento metri di dislivello,ho optato per la strada infinita che porta alla sella Somdogna!Condivido il fatto che i bimbi,se più che non brontolino,van su come niente fosse!Già mio figlio maggiore,che ormai viene se va bene una volta all'anno in montagna,non ha fatto una piega..neanche il minimo affanno!!!ci pensavo io per entrambi!!Salutoni,grazie e arrivederci per monti allora!!