A domanda non risponde

Buongiorno,

oggi solo un micro post, per notare come, alle polemiche sollevate qualche giorno fa dall'affaire Favia, Grillo non stia rispondendo nel merito (magari sbaglio, ma non ho sentito alcuna dichiarazione volta a fare chiarezza sul ruolo di Casaleggio, nè a chiarire i meccanismi con i quali dovrebbe essere garantita la democrazia interna del Movimento -sempre che lo si ritenga necessario, cosa non scontata-).

Il che è una non inaspettata delusione.

Purtroppo la scelta sembra essere invece quella del linciaggio mediatico: Favia, quello che sino a non molto tempo fa era uno dei fiori all'occhiello del M5S, viene ora descritto come un ex nullafacente ed attuale malpancista intrallazzone, un ambizioso carrierista che disgrega intenzionalmente l'unità del Movimento con l'intento di mantenere la poltrona che per "non - statuto" dovrebbe abbandonare a fino mandato.

Ammesso anche che Favia sia tutto questo (e sarebbe stupefacente che Grillo se ne sia accorto solo in occasione di questa polemica), mi pare che i temi che pone abbiano una loro dignità e meritino una risposta. 

Pena l'assomigliare moltissimo a certi partiti "padronali" che al movimento fanno venire l'orticaria, che abbiano la L o meno. I partiti dei morti e degli zombi, per intenderci.

Pena il fornire appigli grandi come case a chi, come il Giornale di ieri, su queste contraddizioni si è gettato a peso morto, andando a cercare altri semisconosciuti scontenti eletti sotto il simbolo della costellazione e fornendo loro un megafono di una portata che non avevano mai visto prima.

Ciao

Paolo

4 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

il linguaggio di Grillo improntato a violenza e a semplificazioni da bar è già sufficiente per qualificarlo.

A esso si unisce la personalizzazione, spinta al punto che dobbiamo asssistere alle patetiche purghe con gli stracci che volano.

Come distinguere quindi il M5S dai nuovi partiti personali sorti nella seconda repubblica?

Di Pietro che litiga con De Magistris, Berlusconi che caccia Fini, Maroni che scippa il partito a Bossi.

Come si fa a credere alla favola del movimento dal basso, quando è lapalissiano che tutto è stato studiato a tavolino?

Come si fa a non capire che esistono modi per usare la rete per condizionare l'opinione, in modo diverso ma altrettanto efficace che con la televisione?

Saluti

Tommaso

PS Google non merita che io inserisca i numeri corretti, finché le parole delle captcha sono illeggibili.

Michele Reccanello ha detto...

Buondì,
Vado un pò OT con questa mia riflessione...

Credo che evitare i media tradizionali sia un grosso limite di Beppe Grillo e del M5S, e che porta con se 2 evidenti problemi:
- Esistere solo sulla rete può andare bene per chi è alfabetizzato digitalmente, ma in un paese in cui l'età media si innalza sempre più e in cui i vecchi si rifiutano una cosa semplice come imparare ad usare un bancomat (ed evitare le file alla posta per riscuotere la pensione) o a inviare un SMS, il M5S non può raggiungere così facilmente questo potenziale elettorato.
- Il fatto che Beppe Grillo eviti costantemente i media fa si che eviti il confronto con gli altri competitori. Il mio timore è che abbia paura di uscire con le ossa rotte da uno scontro televisivo con i "vecchi volponi" della politica. Questo ai miei occhi lo fa assomigliare a Berlusconi che ha sempre costantemente evitato il confronto con gli avversari politici.
E tutto è un motivo del perché BG ha bisogno di "urlare".

Ciao

PS Anch'io sento il bisogno di urlare contro questo ceto politico di lestofanti, a quando "V per Vendetta"?

F®Ømß°£ ha detto...

@MR

Urlare, rottamare, o per assurdo seviziare e violentare i politici non serve a nulla se ciò che li sostituirà non sarà meglio di loro.

Un miliardario volgare, non democratico e anche un poco losco come BG non mi pare un grande passo avanti.

La situazione è difficile, ma non è urlando scompostamente che si può uscirne. E Beppe Grillo fonda il suo movimento solo sulla protesta.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Tommaso,
E' una protesta che i nostri politici si sono cercati pensando solo ai loro calcoli e non a ciò che andava fatto. C'è stato Bossi, c'è stato Di Pietro, ora c'è il moVimento 5 stelle. Non vedo i partiti fare proprie molte istanze (meritorie) portate avanti dai Grillini.
Per esempio: Penso che anche per te sia un problema avere un congruo numero di parlamentari indagati e condannati. Per caso senti nessuno nel PD (lasciamo perdere il PDL o l'UDC) porre il problema? A me pare di no.
La stessa cosa vale per fare delle leggi più serie per contrastare la corruzione, registro solo che sono secoli che ne parlano. Ne parlano e basta. Visto che il M5S non ti piace teniamoci i gerontosauri che ci sono che non ci pensano proprio di farsi da parte.