Il deluso dal PdL

Buongiorno,

vediamo se riesco a mettere insieme un po' di cose relative alle primarie del PD e concludere le riflessioni sull'argomento prima di dedicarmi ad altro.

L'inizio della stra-annunciata campagna di Matteo Renzi ha portato a far muovere anche gli altri potenziali contendenti al ruolo di leader del PD e del centro sinistra.

Ieri ho scritto qualcosa su una candidatura che considero purtroppo debole non per capacità della persona (che anzi sinora si è fatta apprezzare molto), ma per la sua marginalità mediatica e rispetto alle dinamiche di partito.

In Italia pochissimi sanno chi sia Laura Puppato e cosa si proponga, per di più quei pochi sono prevalentemente confinati geograficamente in un'area che nel partito non ha peso alcuno e questi saranno sicuramente i due grossi problemi che l'ex sindaco di Montebelluna dovrà affrontare.


Oggi registro anche la candidatura di Civati, che personalmente stimo più di Renzi, ma che afferisce fondamentalmente alla stessa area interna del PD, quella che si propone un pesante rinnovamento della classe dirigente.

Il risultato di questa sovrabbondante offerta sul fronte dei rinnovatori (o rottamatori) porta però ad una frammentazione che avrà il risultato di rafforzare la candidatura di Bersani, intercettando voti che sarebbero potuti uscire dal partito per orientarsi, rafforzandolo, su Vendola, ma, credo, senza fornire un unico polo di aggregazione in grado di impensierire Bersani.

A questo si aggiunge il fatto che la spregiudicatezza di Renzi, che aveva invitato i delusi del PdL a votarlo prima delle primarie, iniziativa che con la grande preveggenza che mi contraddistingue avevo già confusamente e negativamente chiosato qui, sembra dover finire col ritorcerglisi contro, visto che lo sta esponendo a quello che ieri ho sentito definire "l'abbraccio dello scorpione", cioè la velenosa investitura da parte del Silvio Berlusconi appena tornato dall'Italia quale sfidante a lui più gradito e vicino.

Quindi in questo momento credo quindi di dover prevedere Bersani come candidato Premier del centro sinistra.

Quanto all'esito delle politiche sono sempre più perplesso ed ho sempre più la sensazione di veder ripetere l'esperienza della "Gioiosa Macchina da Guerra" di occhettiana memoria: convinti dell'ineluttabilità del tracollo del PdL (perchè?) e tutti presi dalle beghe interne e dalla necessità di capire come gestire l'enorme capitale dei voti di Casini e Rutelli (!?!), si dà per scontato che il M5S sia già arrivato alla fase di declino e che quindi sia ineluttabile che il PD vinca le prossime politiche. E presumere che gli avversari siano già sconfitti è sempre un brutto punto di partenza per ambire alla vittoria.

Ciao

Paolo

7 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

c'è veramente bisogno che ci siano 5 o più candidati del PD?

Cosa ci dice questo, se non che la litigiosità interna e la mancanza di disciplina, sono ai massimi?

Siamo sicuri che l'investitura di Berlusconi sia così dannosa per Renzi?

A me pare che tutti coloro che non vogliono il PD al governo, tifino Renzi, il che, unito al fatto che alle primarie PD può venire a votare anche Storace o lo smilzo di R24 non può che giocare a favore del sindaco di Firenze.
Se avessi la garanzia che chi vota alle primarie è solo chi poi ha intenzione di votare PD e non, come invece sarà, una vasta platea di incazzati tra cui molti cosiddetti delusi che un motivo per non votare PD lo trovano sempre, concorderei sulla vittoria di Bersani.

Mi chiedo perché Puppato, Civati e gli altri che ora minacciano di aumentare lo spreco di inchiostro sulle schede si sveglino ora, se il loro vero interesse è l'Italia, ma soprattutto

Cosa non va in Bersani a tal punto che invece che aiutarlo nella sua candidatura, lo si indebolisce?

Soprattutto dopo che un portatore di istanze diverse già c'è.

Guardando al dopo-Primarie temo che nel caso vinca Bersani, dovremo subire il solito grido "Comunisti!", il riflesso pavloviano dell'elettore medio italiano e un recupero delle forze della più pestifera destra italiana.

Nel caso vinca Renzi, beh... avremo Renzi.

Saluti

Tommaso

PaoloVE ha detto...

@ tommaso:

"Cosa non va in Bersani a tal punto che invece che aiutarlo nella sua candidatura, lo si indebolisce?"

Il fatto che dietro di lui si sono coagulati gli interessi di tutto un vecchio apparato di partito che c'è bisogno di sostituire con tale urgenza che Renzi sfrutta tale emergenza facendone la principale (se non l'unica) arma della sua campagna elettorale.

Quanto al fatto che vi siano più contendenti non è necessariamente detto che ciò indebolisca il segretario: dipende dai toni che si sceglie di utilizzare.

Se uno afferma come Renzi che se vince lui per gli altri è la fine si va al bagno di sangue.

Se uno invece procede come la Puppato, affermando che si può fare di meglio di Bersani, ma che l'attuale segretario rimane una risorsa importante (trad: non buttiamo il bambino con l'acqua sporca...).

Per di più Renzi, Civati e Pupato pescano dalla stessa base interna (con l'eccezione forse di Renzi che cerca incongruamente voti per le primarie fuori dal partito): credo che le tante candidature alternative a Bersani indeboliscano gli altri candidati...

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

se l'urgenza di sostituire la classe dirigente è tale da far accettare come sostituto di essa un personaggio come Renzi avendo a disposizione una persona seria, forse sarebbe il caso di riflettere su tale urgenza.

Ciao

Tommaso

Ricordati che Renzi piace a Cruciani, questo è già abbastanza ;-)

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

"A questo si aggiunge il fatto che la spregiudicatezza di Renzi, che aveva invitato i delusi del PdL a votarlo prima delle primarie"

@Paolo,
ho letto il tuo commento su NUCS a proposito di Ricolfi e sono d'accordo con te. Può piacere o meno Renzi, ma è una cosa comune nelle democrazie occidentali, fuorché da noi (almeno fino ad ora), che i candidati cerchino di conquistare gli elettori dello schieramento avversario. Mi sono piaciute ad esempio le considerazioni (che vi invito ad ascoltare) di Mario Platero su come funziona la democrazia americana e il suo rinnovamento continuo.

Su alcune cose, come ad esempio cercare il voto degli elettori della parte avversaria, abbiamo solo da imparare.

In quanto ad avere più contendenti nel PD non ci vedo nulla di male se le primarie non sono un optional, deciderà la base. Semmai è su come sono organizzate le primarie che la cosa va rivista perché (io sono andato solo a quelle per Prodi) ad oggi possono votare cani e porci, quindi anche elettori di altri schieramenti che con il loro voto possono "inquinare" (non è un termine molto corretto ma non mi veniva in mente altro) il risultato, e questo non va bene.

Michele Reccanello ha detto...

@Paolo

Commento di servizio
il link giusto di quanto avevi chiosato su NUCS è questo:

http://nonunacosaseria.blogspot.com/2012/09/la-lista-della-spesa.html?showComment=1347607181183#c2944985029684538319

Mentre io nel mio precedente commento mi riferivo a questo commento:
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2012/09/caro-ricolfi-stai-pisciando-parecchio.html?showComment=1347868779384#c4294037133725614897

Michele Reccanello ha detto...

@T
non avevo ancora letto il tuo commento. Ho visto che su come sono organizzate le primarie hai le mie stesse perplessità.

F®Ømß°£ ha detto...

Ricolfi fa parte del nutrito gruppo di persone non di sinistra che, chissà perché apprezzano molto Renzi.

Sul cercare il voto dell'altra parte politica, io lo vedo in modo favorevole, a patto che non si cerchi solo quello ;-) se no si diventa l'altra parte politica.

Chiunque non sia Ricolfi si rende conto che tra chi a suo tempo votò Berlusconi ci sono persone oneste e intelligenti. NUCS ha scritto molto bene in proposito.

Saluti

T.