Davanti alla morte siamo tutti diversi

Buongiorno,

ha sollevato grande commozione la morte del Cardinale Martini, l'ex arcivescovo di Milano, considerato una delle figure più autorevoli ed importanti della Chiesa italiana, ed una di quelle più aperte al confronto con realtà anche diverse dall'universo cattolico di stretta osservanza, pur restando una riconosciuta autorità morale nel proprio ambito.

Davanti alla fede mi pongo con un atteggiamento che sta tra l'agnostico ed il perplesso, quindi mi guardo bene dal mettermi in testa di suggerire qualcosa a chi delle cose spirituali ne sa ben più di me: persino nelle cose dove sono convinto di riconoscere una ingerenza indebita della Chiesa (esenzioni IMU, insegnamento della religione, posizioni su fecondazione assistita, fine vita, matrimoni ed adozioni gay,...) quando mi esprimo in senso restrittivo su certe materie lo faccio in qualche modo non rivolgendomi idealmente alla Chiesa, che ritengo abbia tutto il diritto di esercitare la propria influenza per indirizzare i comportamenti nella direzione che ritiene più corretta, ma piuttosto eventualmente alla controparte che accetta di istituzionalizzare imposizioni secondo me irragionevoli al di fuori della sfera privata.

A valle di questa premessa devo però che auspicare che il rifiuto dell'accanimento terapeutico da parte del cardinale Martini (che mi pare -posso sbagliare- abbia avuto un illustre precedente nell'analogo caso di Papa Giovanni Paolo II), possa portare la Chiesa a riconsiderare le proprie posizioni sul fine vita, convinto come sono che lo Stato italiano debba fare qualcosa per evitare nuovi casi come quelli divenuti tristemente famosi di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby, casi in cui la Chiesa ha adottato una morale che a me è parsa ben diversa e più intransigente da quella dimostrata in casi analoghi che riguardavano i suoi alti prelati, e convinto come sono che purtroppo in Italia nulla si muoverà sinchè la Chiesa non avrà modificato il proprio atteggiamento su queste problematiche.

Ciao

Paolo

4 commenti:

MS ha detto...

purtroppo in Italia nulla si muoverà sinchè la Chiesa non avrà modificato il proprio atteggiamento su queste problematiche.
Verissimo, ma la domanda successiva è: si muoverà in tempi umani?
Personalmente non mi aspetto molto da ultraconservatori storici... :-(

bye,
MS

PaoloVE ha detto...

@ MS:

nemmeno io mi aspetto tempi umani. E credo che l'uso di una doppia morale (almeno tale io la ritengo) sia funzionale alla Chiesa per mantenere lo status quo.

Te l'immagini avere per anni un papa (vescovo, cardinale, ...) nelle condizioni in cui rimase per anni Eluana Englaro?

Quanti dubbi nascerebero in tale materia presso i fedeli e quanti problemi per l'apparato della Chiesa?

No, non si può fare. In attesa di una revisione dei dogmi, meglio accettare in silenzio che vi sia chi può rifiutare l'accanimento terapeutico.

Ciao

Paolo

MS ha detto...

Spero soltanto che quando si alzera' un nuovo polverone per casi simili (as Eluana Englaro), qualche giornalista ricorderà il doppiopesismo della Chiesa.

Ciao,
MS

Michele Reccanello ha detto...

purtroppo in Italia nulla si muoverà sinchè la Chiesa non avrà modificato il proprio atteggiamento su queste problematiche.
E' già ottima osservazione. In un paese di bigotti come questo basta andare alla domenica mattina a messa e comportarsi di conseguenza (ovvero al contrario). Per questo non c'è quindi da aspettarsi tempi ragionevoli per quello che auspichi.
La mia personale equazione: Italiani=Bigotti=Elettori
Per questo ci siamo ciucciati 50 anni di DC e 20 di B: basta credere, come sempre senza il minimo spirito critico, al "prete" che fa il predicozzo... che poi nel suo privato fa l'esatto contrario di quanto aveva detto.