Cose che non sfuggono

Buongiorno,

nei giorni scorsi l'AD di Fiat Marchionne ha chiarito che, oltre al Progetto Fabbrica Italia, dobbiamo considerare chiacchiere superate anche le orgogliose dichiarazioni secondo cui FIAT non avrebbe più avuto bisogno di aiuti dallo Stato.

Infatti, alla richiesta del Ministro Passera di chiarire come mai in Italia ed Europa Fiat non va, l'AD ha risposto con la misura ed il savoir faire che lo contraddistinguono che "non sarà sfuggito che il governo brasiliano è particolarmente attento alle problematiche dell'industria auto", riferendosi a finanziamenti e sgravi presenti in quel Paese.

No, non ci è sfuggito, come non ci è sfuggito che analoghi aiuti di Stato stanno beneficiando Fiat in Serbia, Messico e negli Stati Uniti.

Non ci è sfuggito che Fiat si è dimostrata abilissima a divorare aiuti di Stato in quantità impressionanti.

Non ci è sfuggito che Fiat cerca più gli aiuti di stato e lo sfruttamento becero dei lavoratori che l'incontro con le esigenze del mercato.

Non ci è sfuggito che chi invece innova e punta sulla qualità sta andando molto meglio.

Non ci è sfuggito che il sistematico ricorso alla cassa integrazione in deroga è un ulteriore aiuto di stato all'azienda, prima ancora che ai lavoratori.

Non ci è sfuggito che della nemmeno molto velata richiesta di ulteriori agevolazioni per mantenere la produzione in Italia come al solito vi sarà chi beneficerà di più e chi molto meno.

Insomma, personalmente, se fossi al governo, credo che potrei considerare l'ipotesi di aumentare gli aiuti a FIAT (ricordatevi della cassa integrazione già in essere) solo a valle di solidi impegni, quali la rinuncia ad opporsi in giudizio alle decine di cause derivate dall'applicazione del "folklore locale" che ci ostiniamo a chiamare legge, l'impegno a immettere sul mercato nuovi modelli e nuove tecnologie (in maniera più seria di quanto fatto con la attuale DART negli USA), un impegno economico proporzionale da parte della proprietà, un vincolo delle retribuzioni del management (primo tra tutti l'AD) a risultati, posti di lavoro e salari dei dipendenti in Europa,...
 
E perchè l'impegno possa essere considerato solido, e non la solita chiacchiera vuota cui ormai FIAT ci ha abituato, serve che sia portato avanti da chi è abituato ad onorare la sua parola e capace di portare avanti una politica industriale e non solo finanziaria, e quindi un AD diverso da un Marchionne che ha troppo promesso e pontificato a sproposito, rivelandosi per l'Italia una catastrofe nazionale.

E se per caso il nuovo AD fosse anche un po' meno arrogante e sprezzante sarebbe il massimo.

Non so però se nel caso italiano, dopo averlo tanto osannato,  la politica possa, e soprattutto se voglia, chiedere cose simili a Marchionne. Personalmente, dato che scrivo proma dell'incontro tra Monti e Marchionne, ne dubito: quando leggerete sarà già chiaro.

Ciao

Paolo

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

"E se per caso il nuovo AD fosse anche un po' meno arrogante e sprezzante sarebbe il massimo."

Già

Saluti

Tommaso

Michele Reccanello ha detto...

@paolo
Anche se sei arrivato in ritardo ti sei espresso assai meglio ;-)
Piccola aggiunta alle mie e alle tue osservazioni:
Visto che Marchionne quando gli torna il conto sbandieratori la sua italianità, mi auguro che ieri Mario Monti gli abbia ricordato dove paga le tasse.
Ciao

PaoloVE ha detto...

@ MR:

non ci è sfuggito che di italiano a FIAT non è rimasto granchè...

Ciao

Paolo