La politica dei Vip

Buongiorno, 

pubblico oggi il post che mi aveva mandato ieri Tommaso (sempre sia ringraziato):

ci siamo, leggo che Gino Strada, icona del Bene Assoluto per una certa parte di italiani ha dichiarato che "Brunetta è esteticamente incompatibile con Venezia". 

Attaccare Brunetta perché è basso o perché è brutto, è la stessa cosa che dare del negro a Balotelli o dell'ebreo a Gad Lerner. È come quando se la presero con la Montalcini perché era vecchia. (o, aggiungerei io, apostrofare la Bindi come più bella che intelligente). 

Il difensore di Gino Strada replicherà dicendo che Brunetta è anche un cattivo politico, antipatico e presuntuoso per di più. Inoltre Emergency-ha-fatto-un-sacco-di-cose-buone in giro per il mondo.


Ci si chiede cosa c'entri il giudizio politico con l'aspetto fisico di Brunetta e come l'operato di Emergency possa costituire una scusa per il pessimo gusto del suo narcisistico capo, ma non è di queste banalità che vorrei parlare. 

Metto in fila alcune osservazioni: 
  • Il cantante Battiato se ne esce con una dichiarazione sulle "troie disposte a tutto in Parlamento". "Potrebbero aprire un bordello" esclama per paradosso. Segue polemica sul sessismo della sua frase, con abbondanza di commenti che sostengono che abbia detto la verità
  • In precedenza abbiamo dovuto leggere una lista di nomi per un possibile governo stilata dal conduttore televisivo Santoro. Vi comparivano il già citato Strada, la giornalista televisiva Gabanelli e altri nomi, tutti o quasi piuttosto famosi. 
  • La colonna delle tette dei giornali online mi informa che nella trasmissione di Santoro, in cui è ospite fisso* Vittorio Sgarbi, quest'ultimo litigava (notiziona!) con il suo alter ego, un po' meno volgare, con il conduttore gongolante a fare da arbitro. 
  • Il suddetto Sgarbi, famoso solo in quanto rissaiolo, non certo in quanto critico d'arte o per i suoi risultati in politica, propone il nome di Muti, direttore d'orchestra per la Presidenza della Repubblica. - Il comico prestato alla politica Grillo ha avuto a suggerire invece l'attore Dario Fo**. 
  • Crocetta, Presidente della Regione Sicilia, approfitta dell'improvvida uscita del suo assessore cantante per cacciarle lui e il fisico teorico Zichichi dal Consiglio Regionale. Motivazione: non faceva nulla di concreto ed era poco presente. 
  • In passato siamo stati portati a conoscenza della scarsa partecipazione della cantante Iva Zanicchi e dell'attore Luca Barbareschi ai lavori degli organi sitituzionali cui appartenevano. Ricordo anche un bel discorso costruttivo in cui il secondo sosteneva che lui aveva le sue tournée da fare e non aveva certo tempo per presenziare in luoghi in cui non si faceva niente. 
Mi chiedo cosa serva ancora per giungere alla conclusione che essere famosi nel circuito autoreferenziale e di qualità miserabile che è la televisione italiana non può essere ritenuto un merito, ma forse, prudentemente, un lato negativo se si valuta l'idoneità di queste persone a ricoprire ruoli istituzionali? 

Una giornalista come la Gabanelli è, appunto, una buona giornalista di inchiesta

Gino Strada ha-fatto-tante-cose-buone-per-i-poveri, ma non sta né in cielo né in terra che un personaggio così possa fare il Presidente della Repubblica, come alcuni commentatori suggeriscono. 

Trovo che questa frenesia di avere il personaggio famoso televisivamente a garantirci all'interno dei palazzi della politica sia uno degli effetti dell'educazione berlusconiana e che alcuni degli esempi citati dimostrino quanto sia perniciosa (e, nell'era di internet, dimostrano come la televisione, al di là delle molte avventate chiacchiere che la vorrebbero soccombente davanti alla Rete, è ancora il punto di riferimento dell'opinione pubblica)

Saluti 

 Tommaso 

*Correggetemi se sbaglio, l'ho dedotto dalla sua presenza nel video in cui Santoro prendeva tempo mentre il livido Travaglio cercava le parole per replicare a Grasso, puntata precedente a quella di cui parlo qui. 

** Premio Nobel per la letteratura, non per l'economia.

Riprendo la linea per esprimere il mio parziale dissenso, non tanto sul giudizio di merito sull'inconsistenza del candidato medio proveniente dal mondo dello show business, ma sul volerlo attribuire all'educazione berlusconiana, che ne ha fatto peraltro effettivamente un cavallo di battaglia molto rilevante.

Il ricorso a famosi e famosetti a mia memoria  non è nè esclusivo della scuola politica berlusconiana nè ha avuto origine con essa: mi vengono in mente nomi come Gianni Rivera, Gino Paoli, Enrico Montesano, Ligabue, Josepha Idem, Michele Santoro, ... 

Tutti personaggi che sono stati candidati un po' ovunque, a vari livelli, ed in tempi che risalgono talvolta ancora alla Prima Repubblica.

Ciò ovviamente non rende il fenomeno meno strumentale e riprovevole.

Ciao
Paolo

2 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

chiarisco il concetto: nulla in contrario che questo o quel personaggio, se eletto, sieda in Parlamento, figuriamoci. Credo sia del tutto fisiologico.

Ciò che trovo tipico degli ultimi vent'anni è l'idea che questo o quel personaggio del circuito mediatico debba essere chiamato in ruoli di responsabilità.

Si dice che così vorrebbe la ggente, la quale non ha altre icone se non quelle che le sono proposte da un sistema di informazione e intrattenimento che è sempre un passo avanti, quanto a barbarie.

Un ministro scelto tra questi personaggi, a mio parere, ha poche possibilità di essere un bravo ministro.

Saluti

Tommaso

Michele Reccanello ha detto...

Io sono perfettamente d'accordo con le conclusioni di Tommaso. Eppure senza scomodare Gino Strada o Dario Fo, di persone adatte a ricoprire l'incarico di presidente della repubblica ci sono:
- Zagrebelsky
- Rodotà
- Bonino
Devo dire che, alla prova dei fatti, un commentatore
http://www.santalmassiaschienadritta.it/2013/04/ricevo-e-volentieri-pubblico-46.html#comment-5942
ha perfettamente ragione quando dice
La politica, caro Direttore, anche se troppi oggi pensano ingenuamente il contrario, non possono farla tutti, a meno di voler favorire la moltiplicazione dei Grilli.
A maggior ragione la cosa vale per il presidente della repubblica. Che vuoi che ne sappiano, con tutto il rispetto, Dario Fo o Gino Strada, di costituzione e leggi?