Prodi e il candidato (non) condiviso

Buongiorno,

la fallimentare candidatuta di Romano Prodi che ha portato all'esplosione il PD è stata, a mio avviso, una candidatura che avrebbe potuto avere un suo valore allo scopo di provare a ridare una coesione interna ai democratici, ma effettivamente sbagliata (anche se non mi sentirei in grado di suggerirne una alternativa) al fine istituzionale della stessa, cioè di scegliere una personalità riconosciuta come di garanzia dalle principali parti politiche.

Insomma, avrei trovato più corretto che la proposta su cui convergere avesse avuto origine da chi non detiene già la Presidenza di entrambe le camere, cioè congiuntamente da M5S e PdL (difficile, vero?) anche se mi rendo conto che per di più l'apprezzamento del fair play istituzionale è ormai una chimera.

Faccio comunque due ulteriori considerazioni sui comportamenti di M5S e Pd.

Credo che la chiusura del M5S ("Nessuno nel M5S si è sognato di votare Prodi e non lo farà neanche in futuro") a quello che era comunque un candidato tra i più votati nelle Quirinarie unitamente ai toni usati da Grillo nell'annuncio del ritiro di Bersani e del conseguente entusiamo dei grillini friulani chiariscano il fatto che il M5S non ha aperto a trattative col PD, ma ha semplicemente ribadito l'imposizione di una resa senza condizioni.

Secondo la destra Prodi divideva il Paese, il che però potrebbe forse essere avvenuto principalmente perchè c'è chi unilateralmente l'ha sempre trattato con l'educazione, il rispetto e l'intelligenza che traspaiono dalle immagini a corredo di questo di questo post. 

Immagini tratte (e ribadite dopo la trombatura) dai giornali riferimento di quelli che adesso si sono lamentati perchè temevano le conseguenze del loro comportamento. Conseguenze che, peraltro prevedibilmente, nella realtà non ci sarebbero state, perchè non mi risulta che Prodi, quando ne ha avuto la possibilità, abbia infierito sugli avversari.

E mi verrebbe quasi da dire purtroppo, visto che c'è chi non sembra capire altro linguaggio che quello del livore, delle prove di forza e della maleducazione.

Si chiama "andarsela a cercare" ed è una caratteristica che distingue i fessi, e, ovviamente, non può certo essere motivo di esclusione di un candidato (voglio dire, significherebbe che posso bruciare qualsiasi candidatura trattandola in maniera incivile e dando per scontato che , a quel punto, non sia più figura in grado di garantirmi. Suvvia, siamo seri...).

 Ma sul fatto che Prodi dividesse c'è un'altra cosa da aggiungere, ed è che, dopo lustri di politica urlata e muscolare e dopo anni di antipolitica difficilmente sarebbe stato possibile trovare un personaggio in grado di reggere la Presidenza e contemporaneamente di essere garante almeno per i tre (sottolineo TRE) principali partiti usciti dalle urne.

Personaggio che, peraltro, Silvio Berlusconi ed il suo PdL si è ben guardato dall'indicare, ovviamente.

Ciao

Paolo

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

PD Partito dei Dementi. Cosi dementi che Berlusconi vince anche quando perde.