Il rancoroso (ex) Partito dell'Amore

Buongiorno,

confesso di sentirmi un po' in imbarazzo nel commentare cose politiche di limitata importanza mentre abbiamo come ogni autunno e primavera parti del nostro Paese che soccombono davanti alle piogge stagionali come se ciò fosse una cosa normale.

Però già in altre occasioni ho scritto le stesse cose che dovrei inutilmente scrivere anche oggi, davanti al disastro che ha colpito la Sardegna: osservo solo che ogni singolo euro colpevolmente sprecato nei lavori per fingere di provare a portare il G8 alla Maddalena (oltre 300 milioni: metteteli a confronto con i 20 stanziati per l'emergenza) (1) avrebbe potuto essere impiegato molto meglio, e forse oggi staremmo piangendo qualche vittima in meno.

Il post di oggi però parlerà di temi meno seri, tornando alla separazione tra gli alfaniani ed i berlusconiani per due brevi considerazioni.

La prima è l'ennesima conferma di come quello che ha sempre amato presentarsi come il Partito dell'Amore, quello che voleva portare i propri buoni sentimenti a vincere sull'odio altrui, di amore ne coltiva in verità ben poco, e non solo per gli avversari politici. Amorevoli come rottweiler affamati.

Infatti anche stavolta, come che ogni volta che qualcuno osi dissentire anche solo un pochino dal Capo, magari senza nemmeno avere intenzione di opporglisi seriamente, è tutto un volare di minacce ed insulti, che possono spaziare dal "Traditore" al "Servo", a seconda della provenienza e quando si è in vena di gentilezze. Ne sanno qualcosa non solo i coglioni che votano a sinistra, ma anche Fini e Alfano, entrambi bollati come traditori da colui che ricambiavano cordialmente indicandolo come despota. Il tutto dopo anni di apparente amore e lealtà reciproca.

Insomma, certi trattamenti non sono limitati agli avversari politici, e, come è evidente, queste posizioni non raggiungono l'apice nel già focoso leader, ma trovano anche maggior vigore nei suoi accoliti, il che significa che, anche venisse accantonato Berlusconi, ci sarà chi vorrà portarne avanti i modi più e meglio di lui.

Dopo Berlusconi resterà lo stesso berlusconismo che lo ha trionfalmente portato al potere, quindi, lo ripeto per l'ennesima volta, rimettete lo champagne in ghiaccio.

La seconda considerazione è di segno opposto, perchè la virulenza degli attacchi tra ex sodali mi fa pensare che il mix tra scissione e decadenza qualche effetto lo potrebbe avere, a partire dalla periferia.

Sinora infatti il Porcellum aveva fornito alla destra un paracadute nella sconfitta legato al congruo premio di maggioranza in tre regioni "blindate" come Veneto, Lombardia e Sicilia.

Regioni talmente blindate che la sinistra spesso può mirare al ballottaggio (non certo alla vittoria) nelle elezioni Regionali solo se la destra si presenta divisa.

E, se sino ad oggi in Veneto e Lombardia l'alleanza PdL + Lega non aveva rivali, in uno scenario in cui FI, NCD, Lega, M5S e PD si contendono gli elettori dovendo riscrivere le alleanze da zero, tutto è possibile.

Sia in Regione (dove ormai al voto non manca molto), che nei premi di maggioranza al Senato, se non ricordo male.

Non che dal punto di vista di un democratico (inteso nel senso alto della parola, non nel senso del PD) possa essere auspicabile veder sconfitto un avversario politico unicamente perchè si divide, sia chiaro...

Ciao

Paolo

(1) Ed ovviamente non solo quelli: l'elenco delle malversazioni potrebbe essere lungo...

4 commenti:

renzo ha detto...

Hai ragione quando dici che il Berlusconismo sopravvivverà a Berlusconi. Sono dell'idea che forse -se va bene- ci vorrà il tempo di una generazione per debellare questo schifoso virus che ha appestato il senso civico e la morale di tanti (troppi) italiani.
Ovviamente italiani che giudico ignoranti come la terra che pestano.
Questo è uno dei motivi per cui sono fuggito all'estero: non ho tempo di aspettare una generazione.

Piccolo inciso.
Io la mia bottiglia di Brunello del 2003 (per lo champagne aspettiamo tempi migliori) la stappero' con estremo gaudio non appena la Signora accoglierà il nanetto. Estremo gaudio.
Ovviamente spero presto, prestissimo.

Si' lo so, provo un poco di astio. Anzi, direi che sono proprio incazzato.

PaoloVE ha detto...

@ Renzo:

non serve che io specifichi che ritengo che il berlusconismo abbia preceduto il politico Berlusconi e FI, vero? Perchè per me FI e SB al potere sono stati il frutto di una mentalità ed una cultura già votata a quell'esito.

Concedo che le TV Fininvest hanno contribuito generosamente al risultato, con il loro cavalcare l'edonismo anni 80, il disprezzo per tutto quello che era "pubblico", la demagogia alla Funari, l'esaltazione per un certo tipo di borghesia ed impreditoria un po' "Vanziniana",...

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

ma certo che il berlusconismo continuerà. Perché la stragrande maggioranza della popolazione lo ha fatto proprio.

Lo scrivevo in questo blog di recente: non sono le mignotte, le frodi fiscali o le teorie della cospirazione mafiosa le ombre maggiori sull'ex premier.

È la cultura che ha portato, il modo in cui ha modificato il "senso comune" della gente in qualcosa di bestiale, riducendo la società all'orrore che è oggi.

Certo non è stato solo in questo, ma ne porta una grossa fetta di responsabilità.

Saluti

T.

renzo ha detto...

@ Paolo

Se intendi dire che la mentalità dell'italiano qualunque era già predisposta all'imbestialimento dei valori e del senso comune, e che Berlusconi ha solamente contribuito, non sono tanto d'accordo.
Non perchè non ritenga il tuo ragionamento corretto, ma semplicemente perchè è difficile da provare, se non impossibile.

Facili da provare sono invece le colpe di Berlusconi sul decadimento morale del Paese.