Il non detto che diffama

Buongiorno,

Nicola Porro alcuni giorni fa ha commentato in maniera piuttosto pesante ed inutilmente sarcastica il fallimento dello sciopero promosso dalla FIOM nello stabilimento FCA (o FIAT, come preferite) di Pomigliano.

Purtroppo il sarcasmo serve a mascherare il fatto che, probabilmente, il giudizio di Porro è dettato principalmente da una posizione talmente preconcetta (e magari anche corretta, non lo escludo) da sottrarre al lettore un elemento fondamentale quale sono le motivazioni della controparte, sostituendole con le ferme convinzioni dell'articolista.

Porro scrive che a Pomigliano la FIOM ha proclamato -fallendo miseramente- uno sciopero contro il ricorso al lavoro straordinario in presenza di un picco della domanda (il che è un dato di fatto inequivocabile) spiegando al lettore che ciò è avvenuto perchè, per usare i suoi concetti, la FIOM sarebbe non un sindacato serio, ma una organizzazione politica più vicina ad un centro sociale che ad un partito, il cui scopo è di abbattere l'avversario Marchionne (il che è invece una sua granitica opinione). (1)

Probabilmente scrivere che FIOM chiedeva che in luogo del ricorso agli straordinari richiesto da Marchionne si tornasse a lavorare su tre turni (in luogo degli attuali due) riportando in fabbrica alcune centinaia di lavoratori attualmente in cassa integrazione/contratti di solidarietà e che gravano quindi sulle tasche degli italiani (cosa che in qualsiasi altro contesto credo avrebbe fatto indignare il liberista Porro), per quanto rappresentasse una opzione discutibile, avrebbe accordato alle pretese di FIOM una inaccettabile aura di maggior ragionevolezza.

Perchè sostenere che non ha senso che una azienda che ha centinaia di operai in CIG e contratti di solidarietà ricorra agli straordinari non mi pare poi una cosa così fuori dal mondo, nè mi pare alieno dalla mission di un sindacato cercar di favorire il rientro al lavoro di chi attualmente ne è tenuto ai margini, piuttosto che l'appesantimento degli orari e dei carichi di chi sta già lavorando. E, per usare le parole del sarcastico  Porro, anche questo dovrebbe essere chiaro anche ad un bebè, ma apparentemente non lo è proprio a lui: l'informazione è rimasta nella tastiera dell'articolista, o forse si è fermata ancor prima, di certo non arriva nell'articolo e quindi al lettore.

 Ma sono certo che, quando si accorgerà dell'imperdonabile omissione -da lui certamente non voluta e a lui sicuramente non imputabile-, Porro correrà ai ripari integrando l'articolo anche con queste informazioni, in modo da togliere all'articolo quel rancido retrogusto di diffamazione che a me pare di avvertire. Anzi, sono certo che quando leggerete questo post avrà già provveduto, ed io mi starò organizzando per scrivere delle sentite scuse per avere di aver imperdonabilmente dubitato della sua buona fede ed etica professionale.

Ciao

Paolo

(1) Quand'ero piccolo tutti mi scherzavano per le dimensioni del mio ahem! dicendomi che nel buon giornalismo i fatti andavano tenuti separati dalle opinioni. Ho quindi qualche difficoltà a considerare quello di Porro un buon articolo. Ho persino qualche difficoltà a considerarlo un artiocolo.

4 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

è sulla base di questi articoli e di questi alfieri dell'onestà intellettuale che si fonda il diffuso odio per sentito dire verso i sindacati.

L'uomo del bar, che mai ha avuto esperienza diretta, è pronto a lamentarsi sulla base di questo pensiero unico, ben diffuso da gran parte dei media.

Ciò che manca è chi offra una visione completa, separando i fatti dalle opinioni, come ben dici.

In un Paese con questa "informazione" la democrazia non funziona, come si vede quotidianamente.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Ciao Paolo,
Probabilmente scrivere che FIOM chiedeva che in luogo del ricorso agli straordinari richiesto da Marchionne si tornasse a lavorare su tre turni (in luogo degli attuali due) riportando in fabbrica alcune centinaia di lavoratori attualmente in cassa integrazione/contratti di solidarietà e che gravano quindi sulle tasche degli italiani (cosa che in qualsiasi altro contesto credo avrebbe fatto indignare il liberista Porro), per quanto rappresentasse una opzione discutibile, avrebbe accordato alle pretese di FIOM una inaccettabile aura di maggior ragionevolezza.
Da operaiaccio non posso che condividera al 100% questo ragionamento.
Siamo sempre più una società degli orrori.

Michele Reccanello ha detto...

OT
Urca, a proposito di società degli orrori ho trovato questo articolo che parla di un amicone del dittero.

Michele Reccanello ha detto...

... non capisco perché l'url si è perso...
http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/02/20/news/klaus-davi-la-morte-del-tessile-ha-un-solo-colpevole-gli-stessi-industriali-1.10902928