Renzi, la volpe del deserto (politico)

Buongiorno,

in tanti, per ora basandosi più sul risultato dei sondaggi che su quelli -attualmente limitati e fuori contesto- delle elezioni, ammirano l'indubbia capacità di comunicazione che il Primo Ministro Renzi riesce ad instaurare con l'elettorato o, almeno, con i media sempre adoranti nei suoi confronti.

E' molto meno frequente sentirlo elogiare per le capacità tattiche, cosa che personalmente mi appresto a fare analizzando il tempismo ed il modo con cui ha affondato i denti nella gola del segretario della FIOM Landini, facendo fare un gran passo avanti alla resa dei conti che da anni oppone il Premier al Sindacato.

Ci eravamo già detti come fosse fallito anche sotto l'aspetto della comunicazione (1) lo sciopero indetto dalla FIOM nell'impianto FCA di Pomigliano e non avevamo ancora avuto il tempo di dire che l'analogo sciopero proclamato da FIOM a Melfi era fallito allo stesso modo (1), che Renzi, scegliendo tempi e modi dell'azione, saltava con estremo disagio su una di quelle poltrone da talk show che tanto disprezza (2) e bollava un Landini in evidente difficoltà come un sindacalista fallito prossimo ad un ignominioso passaggio alla politica.

Passaggio che lasciava intendere prospettarsi come altrettanto fallimentare, ma che Landini peraltro non ha mai precedentemente nemmeno ventilato (almeno non ricordo nulla in tal senso) ed anzi ha successivamente smentito. Praticamente un passaggio a sua insaputa, ma che con la complicità dei media gli si può facilmente ed impunemente attribuire. (3)

C'è poco da dire: si è trattato di un intervento a freddo, ben preparato con la preliminare esaltazione della controparte di Landini (4), condotto con perfetto tempismo nel momento di massima debolezza di un avversario in difficoltà ed in assenza di alcuna possibilità di contraddittorio, visto che Landini non era invitato in trasmissione e non mi risulta lo sia stato in altre sull'argomento. 

A questo si aggiunga che ad essere screditata dalla sparata di Renzi, oltre a Landini, è quella parte di sinistra cui Renzi lo accomuna ed accosta, bollata implicitamente in questo modo come l'ultima spiaggia di un sindacalismo perdente e fuori dalla realtà. Quella sinistra ormai marginale che potrebbe essere una sponda per la minoranza interna al PD: insomma, due, anzi, tre piccioni con una fava.

Insomma, a mio modo di vedere e rapportandolo all'attuale aridissimo e spopolato panorama politico, non siamo solo in presenza di un abile comunicatore, ma anche di un tattico estremamente capace, ed il trattamento riservato a Landini ne è una ennesima conferma (mi basti citare due brand di Renzi's Group: stai sereno e Nazareno).

Purtroppo per noi le abilità di Renzi, l'alleanza con i media e l'assenza di alternative non bastano a farne un buono Statista...

Ciao

Paolo

(1) con qualche motivo in più (mi par di capire che a Melfi si stia già lavorando su tre turni, e quindi che vi siano minori possibilità di pretendere il reinserimento di chi è rimasto a casa rispetto a quanto avviene a Pomigliano).

(2) siamo tutti certi che la cosa gli sia costata uno sforzo non irrilevante, vero?

(3) sarebbe interessante se ogni tanto un giornalista chiedesse al politico di turno (e soprattutto al politico principe del momento) perchè attribuisce arbitrariamente agli avversari posizioni ed affermazioni che non hanno, non trovate?

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Perdonami se vado un pò OT...

E' facile elogiarsi e sbrodolarsi addosso e farsi elogiare per quello che è stato (s)fatto finora. Soprattuto se c'è da prendere per il culo Landini e la FIOM. Mi riferisco in particolare al Job Acts. Perché è quasi impossibile dire oggi quale saranno gli effetti di quei provvedimenti domani, per valutarlo occorreranno mesi. Ma siccome abbiamo già visto i Sacconi che intestava i suoi interventi sul lavoro a Marco Biagi, così come i Brunetta con le sue guerre donchisciottesche contro i dipendenti pubblici, ricordo come a suo tempo si lodavano per ciò che (s)facevano e come venivano lodati da una certa parte di stampa.

C'è qualcuno dei plaudenti sia di ieri che di oggi che vuol ricordare i danni e le perdite di tempo, che hanno provocato quei signori?
E magari prima di applaudire oggi, di imparare dal passato perché i fallimenti si possono ripetere?

Saluti

PaoloVE ha detto...

La nota numero 1 al post merita un "Errata corrige", visto che ritenevo che gli spazi per richiedere di preferire l'utilizzo di nuovi turni ordinari (e conseguentemente nuove assunzioni) fossero ristretti in un impianto come Melfi dove si lavora su tre turni giornalieri.

La notizia di oggi è che è stato invece siglato un accordo preliminare tra FCA e sindacati per passare da 15 a 20 turni settimanali.

Il che, se ci pensate, rende a posteriori ancora meno irragionevole le richieste della FIOM avanzate in tal senso con lo sciopero della settimana scorsa.

Ma, ovviamente, nessuno si premurerà di segnalarlo.

Ciao

Paolo