Il sottile gesuita

Buongiorno,

ricordo che un paio d'anni fa aveva sollevato un certo scalpore il fatto che, secondo alcuni, il Papa, di ritorno dalla giornata mondiale della gioventù che aveva appena avuto luogo in Brasile, sembrava aver espresso una molto celebrata apertura della Chiesa verso il mondo omosessuale sinetizzata nella frase "Chi sono io per giudicare un gay?".

Direi che gli sviluppi di questi giorni, con il Papa che:

Cioè me. :-)

Ciao

Paolo

(1) Direi che, dopo il "caso Marino", abbiamo tutti molto ben presente quanto il Papa sia attento, deciso e tempestivo nel rettificare tempestivamente eventuali affermazioni o interpretazioni non veritiere che coinvolgano le la Chiesa. Magari anche a scapito di chi certe affermazioni non le aveva nemmeno fatte...

6 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Per i gay varrà, almeno credo, la stessa cosa che è valsa per Galileo: 400 anni per riconoscere di aver sbagliato.
Il che per chi ha sempre professato l'infallibilità del suo principale rappresentante è già qualcosa.
Ma non lo è per una società che corre sempre di più

Cordiali Saluti, M.R.

Lorenzo Savoini ha detto...

Mah, credo che il provvedimento sia stato dettato, più che dall'orientamento sessuale espresso, dal fatto che il desso conviva col moroso. Nessuno si sarebbe scandalizzato se un provvedimento simile fosse stato preso nei confronti di un monsignore che presentava la moglie.
Da notare infine che la fragorosa uscita del prelato coincide cronometricamente col sinodo e con l'uscita del suo libro, contestualmente annunciato già in due lingue. Non per pensar male, eh...
Comunque nella sostanza hai assolutamente ragione, Francesco non ha mai smentito la linea ufficiale della Chiesa.

PaoloVE ha detto...

@ Lorenzo:

concordo, anzi mi spingo oltre, sostenendo che non c'è di che scandaliizzarsi nella decisione della Chiesa, perchè e che il monsignore polacco ha fatto bene a scegliere questo momento per l'outing.

Da un lato, al limite e come italiano, e non come cattolico, mi porrei il problema di una discriminazione di un docente sollevato dagli incarichi per il suo orientamento sessuale, dall'altro sono convinto che ogni religione può darsi gli orientamenti che vuole (salvo pretendere poi di imporli più o meno surretiziamente ad uno Stato).

E quanto alla scelta dei tempi da parte del monsignore polacco, se l'intento voleva essere quello di sollevare il problema, non poteva essere migliore...

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

condivido il commento Lorenzo. Sia sul fatto che il polacco è da sospendere - stando a quanto prescrive la Chiesa - in quanto ha un compagno. Sia sul punto del post, l'adesione alla linea consueta della Chiesa sul tema.

Ciao.

T.

MS ha detto...

Credo che sia il papa più pubblicitario e nel contempo conservatore che si potesse immaginare.
In ogni caso, se l'oggetto della pubblicità è scadente, gli investitori saranno ripagati solo nel breve periodo e, soprattutto, sarà più fragorosa la caduta.

Attendo la botta!!

bye,
MS

PaoloVE ha detto...

@ MS:

non sarei poi così negativo sul giudizio su Papa Francesco, ma staremo a vedere.

In realtà il problema continua a non essere cosa dicano Papa e Chiesa, ma vivere in uno Stato succube ai loro desideri...

Ciao

Paolo