Libertà di espressione for dummies

Buongiorno,

in questi giorni le giulive intemerate di un anziano dj/conduttore televisivo contro l'obbligo di vaccinazione hanno riaperto una polemica che si ripropone ciclicamente, tra chi sostiene il diritto di chiunque ad affermare qualsiasi cosa in qualsiasi contesto, diritto che passa sotto la voce di libertà di espressione, e chi trova scandaloso che su argomenti in qualche modo sensibili e/o pericolosi possa esprimersi chi non ha alcun titolo per farlo, magari con un rilievo datogli dalla celebrità e dal contesto, ma non dalla competenza.

La polemica originata dalle dichiarazioni in televisione di Red Ronnie, notoriamente non un esperto epidemiologo, contro le vaccinazioni obbligatorie fanno infatti il paio con quelle di Beppe Grillo (!) contro gli esami mammografici o con quelle becere che sentivo alla Zanzara quando ne ero un affezionato ascoltatore (sono certo che i lettori più affezionati apprezzeranno questo link) e con molte altre imbarazzanti situazioni analoghe in cui pericolose ipotesi antiscientifiche/antistoriche/antisociali vengono accreditate di una falsa patina di ragionevolezza e credibilità che in realtà non hanno davanti ad un ampio pubblico che spesso non ha gli strumenti critici necessari per soppesarle attraverso la loro presentazione  in un contesto socialmente accettabile.

Il problema in realtà non è l'ignoranza la libertà di opinione e non lo è nemmeno il delirio la libertà di espressione, come alcuni pretenderebbero.

Il problema è che scienza e stregoneria, competenza ed ignoranza, applicazione ed improvvisazione non hanno la stessa dignità e metterle sullo stesso piano (o magari privilegiare ad uso dello share le posizioni più pittoresche invece di quelle più razionali) è di per sè sbagliato ed ha delle conseguenze nefaste che è necessario prevenire.

In questo caso è proprio il democristiano approccio in stile par condicio ad essere fuorviante (giustifico il decerebrato neonazista che sbraita dell'inesistenza della Shoà con la presenza dell'ebreo sopravvissuto a Dachau seduto tra gli ospiti, lo stregone che discetta di urinoterapia con quella dell'oncologo, ...), perchè millanta che le affermazioni dei due opposti abbiano lo stesso valore e la stessa attendibilità e che stia a chi vede / ascolta scegliere da che parte stare e a chi credere. 

Invece, purtroppo, nel mondo reale la scelta non sta a noi e sbagliare è tutt'altro che indolore: se non si fa lo screening mammografico statisticamente un congruo numero di donne che si sarebbero potute salvare morirà di cancro alla mammella, se non ci si vaccina statisticamente un po' di gente che avrebbero potuto godere di buona salute sarà colpita da qualche epidemia con le conseguenze del caso (1), se si lascia sbraitare un razzista statisticamente prima o poi qualche minoranza sarà, ben che vada, discriminata.

E' quindi necessario conculcare la libertà di espressione? Anche se lo riterrei preferibile al lasciar propalare alcune pericolose assurdità, personalmente non credo sia indispensabile. 

Credo sia sufficiente lasciar presentare certe affermazioni nel modo e nel contesto a loro più acconcio, cioè quello destinato ai fenomeni da baraccone,  e presentare il conto a chi procura allarmi o peggio disastri (cosa che mi risulta essere reato).

Ciao

Paolo

2 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di discutere di queste cose. È ipocrita appellarsi alla libertà di espressione su questo tema. Così come è meschina (e piena di fallacie logiche) la difesa che il conduttore della trasmissione ha postato negli ultimi giorni.

Purtroppo l'assenza di logica - e l'analfabetismo - sono diffusi nel Paese, con le conseguenze che sono davanti agli occhi di tutti, per cui ben venga un post chiaro come questo.

Nel mondo ideale le opinioni di persone famose perché sanno cantare, giocare a pallone o semplicemente sono state in TV, non ci verrebbero proposte come prese di posizione su cui riflettere. Nella società delirante in cui viviamo invece, ci sono gli editoriali di Celentano o di Fiorello. E si sente il bisogno di discuterne.

Le conseguenze si vedono.

Saluti

T.

PS: Quanti ricordi dei tempi dell'antizanzara... Quanto più giù siamo precipitati!

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

permettimi di ri-editare il tuo post usando le tue parole in altro ordine:
In questo caso è proprio il democristiano approccio in stile par condicio ad essere fuorviante perché il problema è che scienza e stregoneria, competenza ed ignoranza, applicazione ed improvvisazione non hanno la stessa dignità e metterle sullo stesso piano è di per sè sbagliato ed ha delle conseguenze nefaste che è necessario prevenire.

@Tommaso
sul quanto più giù siamo precipitati non sono d'accordo: In questi anni è come se fossimo stati rinchiusi dentro ad un ascensore che scende a velocità costante. Dall'interno non ti accorgi di quanto, perché mancano punti di riferimento, e quindi è difficile farsi un'idea, anche se alcuni scossoni lungo il percorso potevano essere un buon indizio (Ad esempio tangentopoli). Il punto sta proprio lì, mancano da troppo tempo dei solidi punti di riferimento.

Saluti